30 volte Poestate, nel segno di Chaplin

Eugene, il figlio del leggendario Charlie, sarà l'ospite speciale dell'edizione del trentennale, che guarda al passato con tanti amici ma indaga anche sul futuro
Eugene, il figlio del leggendario Charlie, sarà l'ospite speciale dell'edizione del trentennale, che guarda al passato con tanti amici ma indaga anche sul futuro
LUGANO - Poestate è arrivato al traguardo delle trenta candeline sulla torta. Il longevo festival letterario, portato avanti in questi decenni con ottimismo e caparbietà dalla sua direttrice artistica, la vulcanica Armida Demarta, si è svelato mercoledì mattina in conferenza stampa a Palazzo Civico a Lugano. Poestate resta a ingresso gratuito e con la possibilità, per chi non potesse essere presente, di vivere gli eventi tramite la web radio su YouTube, testata con successo l'anno scorso.
Il programma delle tre serate di Poestate, da giovedì 4 a sabato 6 giugno, è denso e ricco e ripercorre temi ma soprattutto ospiti (anzi, amici) di queste tre decadi di letteratura e poesia.
La prima serata - La serata inaugurale prevede un caposaldo della poesia italiana contemporanea come Patrizia Valduga. Vari amici di Poestate saranno in video collegamento, a partire da Moni Ovadia che leggerà e racconterà la poesia di Mahmoud Darwish, ma lo stesso vale per Alberto Pellegatta, Aleksandr Malinin, Corrado Facchinetti, Silvio Aman, Laurent Pellandini e Valentino Garrafa. Non è finita: Roberto Raineri-Seith presenterà la scena artistica ticinese alternativa degli anni Ottanta, poi Demarta e Jenny Alessi faranno un giro nei ricordi di questi 30 anni di esperienza poestatiana.
La seconda serata - Si parte alle 18 con Anna Ruchat sulle poesie di Mariella Mehr, in un incontro a cura di Stefano Vassere, quindi il proseguimento con Marco Pelliccioli e Maurizio Cucchi. Grande attenzione, come di consueto, con gli autori ticinesi, in un incontro a cura di Lia Galli con Margherita Coldesina, Mercure Martini, Andrea Bianchetti e Marko Miladinovic, in dialogo con Stella N'Djoku. La quale sarà protagonista anche del dialogo che seguirà, con Rodolfo Ceré. Dopo Stefania Bertini ci saranno i video collegamenti tra Italia e Monaco con Roberta Bisogno, Carmelo Vasta, Ennio Cavalli e Filippo D'Andrea. Chiusura in musica con Fabrizio Consoli, con un viaggio nella poetica di Pasolini per voce e chitarra.
La terza serata - Via all'incontro conclusivo con "Immortale Parola" con i tre curatori di questa antologia della poesia italiana: Milo De Angelis, Viviana Nicodemo e Nicola Crocetti. Seguiranno i dialoghi di Davide Brullo ed Elena Basile con Emanuela Vezzoli, quindi "Il poeta Piromalli" a cura di Alessandro Manca con Bruno Corà, Ugo Fracassa e Mia Lecomte. Per finire, uno sguardo sul futuro a tema intelligenza artificiale, incentrato sul rapporto tra poesia e macchina, a cura di Fosco Valentini e Roberto Gorini, con Gionata Zanetta e Mauro Valsangiacomo. Sarà presente anche un "poeta a braccio" creato con l'IA, che potrà interagire con il pubblico presente.
L'edizione Chaplin - La vera ciliegina sulla torta del trentesimo anniversario sarà la presenza di Eugene Chaplin. Il figlio del leggendario Charlie Chaplin sarà protagonista di un dialogo incentrato sulla figura del padre, insieme a Jacky Marti e a Daniele Finzi Pasca. A Chaplin è dedicata l'edizione 2026 e, per la prima volta in trent'anni, il festival è dedicato a una persona.
La voce della Città - Per il coté istituzionale era presente il sindaco di Lugano, Michele Foletti. Demarta ha ricordato l'appoggio duraturo della Città, che ospita il festival nella splendida cornice del Patio di Palazzo Civico. Poestate è stata «migrante» nel territorio luganese, ha ricordato Claudio Chiapparino, elencando le varie sedi del festival: Rivetta Tell, poi l'ex Macello, il Foce e quindi la sua attuale dimensione. A Demarta bisogna tributare «grande onore per questa resistenza e per continuare con questa grandissima attività», ha sottolineato il direttore della Divisione eventi e congressi luganese.
Foletti ha sottolineato la capacità di Poestate di «sapersi costantemente reinventare» e di «proporre qualcosa di antico, come la poesia, ma andando verso la modernità», che oggi s'interpreta con l'intelligenza artificiale. Il festival e la sua promotrice «hanno sempre interpretato l'evoluzione della poesia e ha sempre presentato qualcosa di stimolante».
«30 anni fa non si poteva pensare di arrivare a festeggiare i 30 anni di questo festival», ha ammesso Demarta. Invece l'auspicio è diventato realtà.





