L'Iran pone le sue condizioni e continuerà a difendersi

Il piano USA di 15 punti per un cessate il fuoco sarebbe arrivato ai vertici iraniani, che però non sembrano avere intenzione di trattare. Europa e alleati intanto pensano al un summit sullo Stretto.
ImagoIl ministro degli Esteri iraniano Abbas AraghchiAraghchi: «Lo scambio di messaggi tramite mediatori non è negoziare»
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che lo scambio di messaggi tramite diversi mediatori "non significa negoziati" tra Iran e Usa. Araghchi ha riconosciuto che "alcune idee" sono state presentate in merito al piano di pace in 15 punti degli Stati Uniti. "Queste idee sono state presentate in vari formati come proposte diverse, e tutte sono state trasmesse alle più alte autorità del Paese", ha affermato, aggiungendo: "Se sarà necessario prendere una posizione riguardo a queste idee, certamente lo faremo". (ats ans)
Israele, «Oltre 5.000 feriti nel Paese dall'inizio della guerra»
Il numero di persone ferite in Israele dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran ha superato quota 5.000, secondo quanto dichiarato dal ministero della Salute israeliano citato dal Guardian. Il bilancio è di 5.165 feriti, inclusi 247 nelle ultime 24 ore, secondo un aggiornamento pubblicato sui social media. Attualmente 106 persone sono ricoverate in ospedale, di cui 12 in gravi condizioni, ha precisato il ministero. (ats ans)
Usa: «Il 92% delle navi iraniane sono state distrutte»
Il 92% delle navi più grandi della marina iraniana è stato affondato. Lo ha detto il capo del Comando Centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, in un video sull'operazione 'Epic Fury'. Siamo convinti che Teheran abbia perso la capacità di proiettare in modo significativo la propria potenza navale e la propria influenza nella regione e nel mondo". (ats ans)
Usa, distrutti due terzi degli impianti iraniani di armi Capo Centcom
Gli Stati Uniti hanno distrutto due terzi degli impianti di armi dell'Iran. Lo ha detto il comandante del Comando centrale americano, l'ammiraglio Brad Cooper, in un video di cinque minuti sull'operazione 'Epic Fury'. In totale in quattro settimane di guerra gli Stati Uniti hanno colpito 10.000 obiettivi iraniani, ha detto ancora l'ammiraglio. (ats ans)
Kuwait, arrestate 6 persone legate ad Hezbollah
Il Kuwait ha arrestato sei persone legate al gruppo Hezbollah, sostenuto dall'Iran e con sede in Libano, che stavano pianificando "assassinii" nel Paese del Golfo. Gli arrestati stavano pianificando "assassinii contro simboli e leader dello Stato e cercavano persone per portare a termine queste missioni", ha dichiarato il ministero dell'Interno in un comunicato. (ANSA-AFP).
Trump ha respinto Netanyahu, voleva far manifestare iraniani
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu voleva chiedere la settimana scorsa agli iraniani di scendere in piazza e manifestare contro il loro governo, ma il presidente americano Donald Trump ha respinto l'idea perché sarebbe stato troppo pericoloso. "Perché dovremmo dire alla gente di scendere in strada quando verrebbe semplicemente falciata?", ha detto il presidente respingendo la proposta di Netanyahu. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Trump temeva un massacro. (ats ans)
FT: «Rutte irrita l'Europa sostenendo la guerra di Trump»
Secondo il "Financial Times" il segretario generale della NATO Mark Rutte "ha irritato" le capitali europee con il suo sostegno senza ambiguità alla guerra di Donald Trump contro l'Iran, mentre il continente è alle prese con uno shock energetico provocato dal conflitto, che mette ulteriormente sotto pressione l'alleanza transatlantica. Il suggerimento di Rutte secondo cui gli alleati europei finirebbero per "unirsi" all'appello del presidente statunitense a schierare assetti navali nello Stretto di Hormuz ha irritato funzionari in diverse capitali europee, hanno riferito diplomatici dell'Alleanza al giornale, aggravando le tensioni interne alla NATO su quanto spingersi nel sostenere il suo membro più grande. "Ci mette in una posizione davvero scomoda e difficile", ha detto un diplomatico dell'UE. "Vogliamo mostrare disponibilità, ma è anche vero che non siamo nella posizione di essere coinvolti" in alcun modo. Domenica, ricorda il "Financial Times", Rutte ha affermato che Trump ha deciso di bombardare l'Iran "per rendere il mondo più sicuro", aggiungendo come sia "logico che i paesi europei impieghino un paio di settimane per coordinarsi". Trump da parte sua ha rimproverato gli alleati NATO per non aver risposto immediatamente al suo appello, definendoli "codardi" e avvertendo che senza gli USA l'Alleanza atlantica sarebbe "una tigre di carta". Tre diplomatici europei di paesi membri della NATO hanno espresso al quotidiano britannico preoccupazione per la divergenza tra le dichiarazioni di Rutte e la posizione della maggioranza delle capitali europee. Pur non vedendo motivo di criticare direttamente Trump, non concordano neppure nel sostenere la sua decisione di entrare in guerra. Un funzionario della NATO ha dichiarato al "Financial Times" che l'Alleanza "non è coinvolta nella guerra in Iran, ma monitora attentamente la situazione per garantire la sicurezza degli alleati. Il segretario generale è in costante contatto con i leader alleati". (ats ans)
Wall Street chiude positiva
Wall Street chiude la seduta in territorio positivo: Il Dow Jones sale dello 0,66%, a 46.429,49 punti, mentre il Nasdaq guadagna lo 0,77% e si porta a quota 21.929,83. In rialzo anche lo S&P 500, a 6.591,90 punti (+0,54%).
Araghchi: «Nostro obiettivo non è negoziare, ma resistere»
"Il nostro obiettivo non è negoziare" con gli USA, ma "continuare a resistere". Lo afferma il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha anche ribadito che lo stretto di Hormuz è "chiuso solo ai nemici". "Al momento la nostra politica è di continuare a resistere", ha detto Araghchi alla tv di Stato, aggiungendo: "non intendiamo negoziare, finora non ci sono stati negoziati e credo che la nostra posizione sia assolutamente di principio". "Parlare di negoziati ora equivale ad ammettere la sconfitta", ha aggiunto. "Lo stretto di Hormuz, dal nostro punto di vista, non è completamente chiuso, è chiuso solo per i nemici", ha detto ancora il ministro degli esteri, il quale ha aggiunto che "non c'è motivo per permettere alle navi dei nemici e dei loro alleati di passare". Araghchi ha affermato che le forze armate iraniane hanno già "consentito il passaggio sicuro" per le navi di nazioni amiche. Intanto il "Wall Street Journal", citando alcune fonti, scrive che gli Stati Uniti e Israele hanno temporaneamente rimosso Araghchi e il presidente del parlamento Mohammed-Bagher Ghalibaf dalla lista degli obiettivi da eliminare, considerando che gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di colloqui. (ats ans)
Il petrolio chiude in calo
Il petrolio chiude in calo a New York, dove le quotazioni perdono il 2,20% a 90,32 dollari al barile. (ats ans)
Petrolio del Golfo, Oman-Dubai giù di 45 dollari a 110
Scendono le quotazioni del petrolio del Golfo sulle speranze dei negoziati di pace Iran-Usa. Il greggio Oman-Dubai è sceso in una sola seduta di 45 dollari al barile tornando a quota 110 dollari mentre il Murban di Abu-Dhabi è calato a 119 dollari. (ats ans)
Il gas chiude in calo
Ha chiuso in calo sotto ai 53 euro il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di aprile hanno ceduto il 2,27% a 52,82 euro. L'Iran ha respinto la proposta Usa di cessate il fuoco ritenendola "eccessiva" e ha avanzato una propria piattaforma ponendo 5 condizioni, che vanno dalla "cessazione degli attacchi e degli assassinii" a "garanzie contro futuri conflitti", con "il pagamento dei danni di guerra, la fine dei combattimenti su tutti i fronti che coinvolgono gruppi alleati e il riconoscimento dell'autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz". (ats ans)
Iran pronto ad estendere attacchi a stretto di Bab el-Mandab
Se gli USA dovessero attaccare il territorio iraniano o le sue isole, l'Iran potrebbe aprire un nuovo fronte nello stretto di Bab el-Mandab, che congiunge il mar Rosso con il golfo di Aden. Lo afferma una fonte militare iraniana anonima all'agenzia Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie rivoluzionarie. "Se il nemico volesse intraprendere azioni terrestri nelle isole iraniane o in qualsiasi altro luogo del nostro territorio, o infliggere danni all'Iran con movimenti navali nel Golfo Persico e nel Mar d'Oman, apriremo altri fronti a sorpresa, in modo che la loro azione non solo non gli porti alcun beneficio, ma raddoppi anche i costi", afferma la fonte militare iraniana. "Lo Stretto di Bab el-Mandab è considerato uno degli stretti strategici del mondo e l'Iran ha sia la volontà che la capacità di creare una minaccia del tutto credibile nei suoi confronti. Pertanto, se gli americani intendono risolvere la questione dello Stretto di Hormuz con misure avventate, farebbero bene a non aggiungere un altro stretto ai loro problemi e alle loro difficoltà", ha aggiunto la fonte, affermando che l'Iran è pienamente preparato ad inasprire la situazione. (ats ans)
Israele accelera gli attacchi per timore di un accordo
Israele sta colpendo il maggior numero possibile di obiettivi chiave in Iran nel timore che la guerra possa fermarsi presto. Lo riporta il "New York Times" citando alcune fonti, secondo le quali il premier Benyamin Netanyahu ha ordinato ieri di compiere ogni sforzo nelle prossime 48 ore per distruggere il più possibile dell'industria bellica iraniana. Israele teme che si possa giungere a un accordo fra Stati Uniti e Iran prima del raggiungimento dei suoi risultati. (ats)
Tutti gli svizzeri registrati sull'app hanno lasciato la regione
A quasi un mese dallo scoppio delle ostilità, tutti gli svizzeri che hanno espresso la loro volontà di abbandonare il Medio Oriente tramite l'app della Confederazione Travel Admin sono riusciti a tornare in patria. Secondo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non risultano più viaggiatori elvetici ancora bloccati nella regione.
Nel frattempo diverse compagnie aeree hanno ripreso le operazioni negli scali internazionali nell'area colpita dal conflitto, hanno comunicato oggi i servizi di Ignazio Cassis, interpellati dell'agenzia Keystone-ATS. Attualmente sono disponibili collegamenti giornalieri diretti dagli Emirati Arabi Uniti verso la Svizzera. La situazione sembra dunque essersi stabilizzata. Nei primi giorni dallo scoppio della guerra, a inizio mese, oltre 4'000 concittadini rimasti bloccati in Medio Oriente a seguito del conflitto si erano annunciati sull'app di viaggio del DFAE. (ats)
Trump riceve gli "highlights" della guerra
Dall'inizio della guerra con l'Iran i funzionari americani preparano ogni giorno un video per il presidente Donald Trump che mostra le immagini degli attacchi più grandi e riusciti contro gli obiettivi iraniani delle precedenti 48 ore. Lo riporta la NBC citando alcune fonti, secondo le quali i video realizzati stanno iniziando a preoccupare gli alleati di Trump. Il timore è che il presidente non riceva un quadro completo della guerra e che i video aumentino la sua frustrazione nei confronti della copertura mediatica della guerra. (ats ans)
Via altro personale russo dalla centrale di Bushehr
La Russia ha evacuato altro personale dalla centrale nucleare iraniana di Bushehr. Lo ha reso noto il capo dell'agenzia atomica russa, dopo un attacco notturno al complesso. «Oggi, intorno alle 07.20 ora di Mosca, 163 persone hanno lasciato Bushehr per il confine irano-armeno», ha dichiarato il direttore di Rosatom, Alexey Likhachev, citato dall'agenzia di stampa russa Ria Novosti. «In questo momento ne rimangono circa 300», ha aggiunto in dichiarazioni ai giornalisti. La Russia ha contribuito alla costruzione dell'impianto sulla costa iraniana del Golfo Persico e i suoi tecnici contribuiscono a gestirlo. (ats akr afp)
Quasi 1100 morti in Libano
Sono 1094 i morti e 3119 i feriti dall'inizio della guerra, secondo le cifre fornite dal ministero della Sanità libanese. Il bilancio odierno parla di 22 morti e 153 feriti.
AFPL'Iran continuerà a difendersi
La tv di stato iraniana, citando un alto funzionario, ha detto che Teheran ha comunicato agli Stati Uniti, tramite un intermediario, che continuerà a difendersi. «L'Iran non permetterà al presidente statunitense Trump di dettare i tempi della fine della guerra», ha chiarito la fonte. (ats ans)
«Teheran pone cinque condizioni, proposta USA eccessiva»
L'Iran respinge la proposta degli Stati Uniti definendola «eccessiva» e rilancia le sue condizioni per un eventuale cessate il fuoco. Lo riporta l'emittente iraniana Press TV, che cita un alto funzionario. «L'Iran porrà fine alla guerra quando lo deciderà e quando saranno soddisfatte le sue condizioni. Prima di allora non si terranno negoziati», ha affermato la fonte. Il funzionario ha delineato le richieste, tra cui «la cessazione degli attacchi e degli assassinii, garanzie contro futuri conflitti, il pagamento dei danni di guerra, la fine dei combattimenti su tutti i fronti che coinvolgono gruppi alleati e il riconoscimento dell'autorità iraniana sullo Stretto di Hormuz». (ats ans)
I negoziati? «Illogici»
Teheran non accetta il cessate il fuoco e definisce «illogici» i colloqui con parti che violano gli accordi. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando l'agenzia di stampa iraniana FARS, che a sua volta cita una fonte informata, dopo il pressing degli Stati Uniti per il negoziato. (ats ans)
L'unica alternativa di Hezbollah? «La resistenza armata»
Hezbollah ha affermato che il Libano è di fronte a una scelta «tra resa e resistenza armata a Israele» e ha invitato all'«unità nazionale» contro quella che ha definito «aggressione israelo-americana». Lo ha dichiarato il segretario generale del movimento, Naim Qassem, in un comunicato diffuso dalla tv al-Manar. Qassem ha sostenuto che esiste un progetto di "Grande Israele", fondato sull'espansione regionale «dal Nilo all'Eufrate», in riferimento implicito alle operazioni militari israeliane in Libano e nella vicina Siria. Ha inoltre accusato Israele di aver proseguito gli attacchi contro il Libano per oltre quindici mesi senza rispettare gli accordi. Il leader del gruppo ha respinto l'ipotesi di disarmo della «resistenza» e di negoziati con Israele «sotto il fuoco», definendoli passi verso la resa e la perdita della sovranità nazionale. (ats ans)
Per frenare il costo dell'energia ci vuole «una de-escalation»
«Una de-escalation» nella guerra con l'Iran è l'obiettivo «più importante» in questa fase, anche per frenare l'impennata dei costi globali dell'energia e il loro impatto sulle bollette britanniche. Lo ha ribadito il premier laburista Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni, nell'ambito di un acceso botta e risposta con la leader dell'opposizione conservatrice Kemi Badenoch sullo stop nelle estrazioni di petrolio e gas nella acque britanniche del Mare del Nord. (ats ans)
«Prese di mira le squadre di soccorso»
L'agenzia stampa iraniana Tasnim ha dichiarato che un attacco della coalizione israelo-statunitense avrebbe preso di mira le squadre di soccorso intente a rimuovere i detriti dopo un bombardamento a Teheran. L'area sarebbe stata colpita da tre proiettili. Tasnim non indica la presenza di eventuali feriti.
Iraq: «Ci riserviamo il diritto di rispondere al raid americano»
Il governo iracheno e le forze armate «hanno il diritto di rispondere con tutti i mezzi disponibili, nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite», dopo il bombardamento americano che ha colpito la base di Habbaniya nella regione occidentale di al-Anbar. Lo ha dichiarato il portavoce del comandante in capo delle forze armate, Sabah Numan. In un comunicato citato dall'agenzia di notizie governativa Nina, Numan ha affermato che, «nonostante gli sforzi politici e operativi dell'Iraq per restare fuori dal conflitto regionale e l'impegno diplomatico per il cessate il fuoco e la stabilità», sono proseguiti gli attacchi contro le forze irachene. L'ultimo, ha aggiunto, è avvenuto questa mattina contro l'ambulatorio medico-militare di Habbaniya, causando 7 uccisi e 13 feriti tra i membri dell'esercito. (ats ans)
Hezbollah rivendica attacchi contro i militari israeliani in Libano
Hezbollah ha rivendicato una serie di attacchi contro Israele nel sud del Libano a ridosso della linea di demarcazione con Israele. Il gruppo armato ha dichiarato di aver «colpito» un gruppo di soldati israeliani nelle località di Quzah, Alma sahib, Beit Lif, Debel, Khiam. Gli attacchi sono stati registrati dall'alba di stamani fino a poco fa. (ats ans)
I negoziati? Pakistan o Turchia tra le opzioni
Il Pakistan ha consegnato all'Iran una proposta degli Stati Uniti e sia il Pakistan che la Turchia potrebbero essere sede di colloqui per allentare la tensione nel Golfo: lo ha detto a Reuters un alto funzionario iraniano, come riportato sul sito. La fonte iraniana non ha rivelato i dettagli della proposta presentata dal Pakistan, né se fosse la stessa proposta statunitense in 15 punti. La fonte ha aggiunto che anche la Turchia «ha contribuito a porre fine alla guerra e che la Turchia o il Pakistan erano tra le opzioni considerate per ospitare tali colloqui». (ats ans)
AFPLa portaerei americana USS Abraham LincolnVerso il summit per riaprire lo Stretto
Regno Unito e Francia presiederanno in settimana una riunione tecnica fra capi di stato maggiore con una trentina di Paesi alleati, europei e non, per definire i piani di una futura missione navale impegnata a garantire la riapertura dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso a gran parte del traffico commerciale e petrolifero dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo riporta il Guardian. (ats ans)
Israele ha colpito il centro di ricerca navale iraniano
L'Aeronautica militare israeliana, sotto la direzione dell'intelligence della Forza di difesa israeliana (Idf), ha portato a termine una vasta ondata di attacchi contro le industrie produttive del regime iraniano a Isfahan. Lo riportano i media israeliani.
Nell'ambito degli attacchi, le forze di Difesa Israeliane, guidate dall'intelligence della Marina israeliana, hanno preso di mira il Centro iraniano di ricerca subacquea a Isfahan. Secondo quanto riportato nel comunicato, il centro è l'unica struttura in Iran responsabile della progettazione e dello sviluppo di sottomarini e sistemi di supporto per la Marina iraniana. (ats ans)
Missili iraniani prendono di mira una portaerei Usa
Intanto l'Iran - secondo quanto affermato dall'esercito in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato - ha lanciato missili da crociera contro la portaerei Uss Abraham Lincoln, avvertendo che seguiranno ulteriori lanci non appena le navi del gruppo d'attacco entreranno nel raggio d'azione. «I missili da crociera Qader della Marina iraniana (missili antinave a terra) hanno preso di mira la portaerei Uss Abraham Lincoln appartenente agli Stati Uniti, costringendola a cambiare posizione», si legge nella nota. (ats ans)
Entro 48 ore è prevista «la svolta» nei negoziati
Fonti pakistane riferiscono all'agenzia stampa Anadolu che entro 48 ore è prevista una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre Teheran chiede garanzie, mantiene il programma missilistico fuori discussione e pretende un risarcimento. La Turchia sta svolgendo insieme al Pakistan da mediatore per risolvere il conflitto in Medio Oriente. (ats ans)
Gli hacker iraniani che usano Telegram per mandare virus
L'Fbi ha emesso un avviso rivolto agli esperti di sicurezza informatica riguardante le attività di gruppi hacker legati al Ministero delle informazioni e della sicurezza dell'Iran (Mois). Secondo il rapporto, gli attori malevoli utilizzano Telegram per inviare virus informatici e colpire giornalisti, dissidenti e gruppi di opposizione al governo di Teheran. La stessa agenzia federale aveva segnalato analoghe campagne condotte da hacker riconducibili all'intelligence russa contro personale militare, figure politiche e giornalisti che usano WhatsApp e Signal. (ats ans)
50 arresti per presunto spionaggio su siti militari
Le autorità iraniane hanno arrestato 50 persone, nella provincia settentrionale di Mazandaran, con l'accusa di aver inviato informazioni riservate su siti militari e di sicurezza all'emittente in lingua persiana dissidente, con sede a Londra, 'Iran International' e a Manoto. Lo ha affermato l'agenzia iraniana Tasnim, legata alle guardie della rivoluzione, come riferisce la stessa Iran International, secondo cui gli arresti sono stati effettuati dall'intelligence di polizia della provincia a partire dall'inizio della guerra il 28 febbraio. (ats ans)

Esodo? «Non ancora, ma i ricchi di Dubai guardano alla Svizzera»
I soldi si stanno già muovendo, malgrado le banche rimangono molto discrete sul tema. L'esperto avverte: «Le regole sono molto però più rigide di un tempo».
Ghalibaf mette in guardia gli Usa
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha messo in guardia gli Stati Uniti sui movimenti di truppe nella regione. «Stiamo monitorando attentamente tutti i movimenti degli Stati Uniti... Non mettete alla prova la nostra determinazione a difendere il nostro territorio», ha dichiarato a X. Ghalibaf ha aggiunto che le forze statunitensi potrebbero «diventare vittime delle delusioni di Netanyahu».
L'avvertimento giunge mentre gli Stati Uniti si muovono a schierare migliaia di marines e ulteriori navi da guerra nella regione, mentre si tenta di avviare colloqui per porre fine alla guerra con l'Iran. (ats)
«Unire gli sforzi per una de-escalation in Medio Oriente»
Egitto e Unione Europea devono unire i loro sforzi per allentare le tensioni in atto nella regione. È quanto emerso da una telefonata tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell'Unione europea Kaja Kallas.
La rappresentante europea - riferisce una nota egiziana - ha espresso preoccupazione per «le gravi ripercussioni dell'escalation nella regione sulla sicurezza energetica e sull'economia globale», affermando che l' Unione europea «conta sul continuo e instancabile impegno dell'Egitto per contenere la situazione, analogamente a quanto fatto per la questione di Gaza». Il ministro Abdelatty ha ribadito la posizione dell'Egitto a favore della de-escalation, sottolineando «l'urgente necessità di coordinamento tra Egitto e Unione Europea per promuovere soluzioni diplomatiche e politiche, impedendo così un'ulteriore diffusione del conflitto». (ats)
Nuovo attacco vicino alla centrale nucleare iraniana di Bashehr
Il direttore generale della società statale russa per l'energia atomica Rosatom, Alexey Likhachev ha riferito che un nuovo attacco alla centrale nucleare di Bushehr, nel sud-ovest dell'Iran, è stato effettuato nelle immediate vicinanze di un'unità di produzione in funzione. (ats)
IMAGO / ZUMA Press WireI militi dell'82esima divisione aviotrasportata, in uno scatto del 2023.«Quello Usa è terrorismo di Stato»
Riferendosi all'operazione bellica americana in Iran, il leader nordcoreano Kim Jong-Un ha parlato di «terrorismo di stato», ribadendo: «Abbiamo fatto bene a non cedere e a tenerci le nostre armi nucleari», riporta la CNN.
«Nessun colloquio fra le parti»
L'ambasciatore dell'Iran in Pakistan afferma che non ci siano stati finora colloqui tra Washington e Teheran. Il presidente statunitense Donald Trump aveva parlato di incerti progressi negli sforzi diplomatici per porre fine alla guerra.
«Abbiamo appreso questi dettagli anche attraverso i media, ma secondo le mie informazioni - e contrariamente a quanto dichiarato da Trump - finora non si ci sono stati negoziati, né diretti né indiretti, tra i due Paesi», ha affermato l'ambasciatore Reza Amiri Moghadam. (ats ans)
Attacco aereo in Iraq, sette morti tra le forze filo-iraniane
Un attacco aereo contro una base nell'Iraq occidentale, avvenuto stamattina, ha causato la morte di sette membri delle forze di sicurezza, secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa. L'attentato ha preso di mira ex membri delle Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf), una coalizione che include gruppi filo-iraniani. In particolare, l'attentato ha colpito una clinica militare, secondo una dichiarazione del Ministero della Difesa, che ha riportato sette morti e 13 feriti tra i «combattenti» e ha specificato che «le operazioni di soccorso sono in corso». Secondo un funzionario della sicurezza intervistato dall'agenzia di stampa Afp, la base colpita, situata nella regione di Habbaniya (provincia di Anbar), ospita personale dell'esercito iracheno, della polizia e delle Pmf, ed era già stata oggetto di un attacco martedì, attribuito agli Stati Uniti. (ats ans)
Media, l'Iran ha ricevuto la proposta Usa in 15 punti
L'Iran ha ricevuto la proposta in 15 punti degli Stati Uniti per porre fine all'attacco israelo-americano: lo riporta l'Associated Press citando due funzionari pakistani. I funzionari pakistani hanno accennato al contenuto della proposta, affermando che include: alleviamento delle sanzioni; cooperazione sul nucleare civile; un passo indietro nel programma nucleare iraniano; monitoraggio da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica; limiti al programma missilistico iraniano; accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. (ats ans)
AFPIl presidente americano Donald Trump.Gli iraniani non vogliono «essere ingannati di nuovo»
Funzionari iraniani avrebbero detto ai Paesi che cercano di mediare i colloqui di pace con gli Stati Uniti di essere stati ingannati due volte dal presidente Trump e di «non voler essere ingannati di nuovo». È quanto scrive i sito americano Axios, citando una fonte a conoscenza diretta di tali discussioni. Gli Usa, scrive la testata, premono per colloqui di pace in presenza già giovedì a Islamabad, in Pakistan. Ma durante i due precedenti round di colloqui Trump ha dato il via libera ad attacchi a sorpresa devastanti, pur continuando a dichiarare di voler raggiungere un accordo. Dunque, funzionari iraniani avrebbero riferito ai mediatori - Pakistan, Egitto e Turchia - che i movimenti militari statunitensi e la decisione di Trump di inviare ingenti rinforzi hanno accresciuto i loro sospetti che la sua proposta di colloqui di pace sia solo uno stratagemma.
Per l'amministrazione Trump, invece, ciò sarebbe un segno della sua serietà nel negoziare, non di una sua malafede. «Trump ha una mano aperta per un accordo e l'altra è un pugno, pronto a colpirti in faccia», ha dichiarato un consigliere di Trump. (ats ans)
«Colpiti due siti di produzione di missili»
Le Forze di difesa israeliane hanno dichiarato di aver colpito due siti di produzione di missili a lungo raggio nel territorio iraniano. Teheran non ha al momento confermato l'attacco.
l'Asia chiude in rialzo e guarda ad un accordo Usa-Iran
Le borse asiatiche chiudono in rialzo mentre si guarda ad un accordo tra Usa e Iran per porre fine alla guerra in Medio Oriente. L'attenzione si concentra sullo stretto di Hormuz, snodo per il trasporto delle materie prime energetiche, mentre il petrolio è in netto calo. Verso un avvio positivo anche per i listini europei, con i future in netto rialzo.
Tonica Tokyo (+2,87%). Sul fronte valutario lo yen torna a indebolirsi sul dollaro, poco sotto a 159, e sull'euro, a 184,30. A contrattazioni ancora in corso sono in rialzo anche Hong Kong (+0,56%), Shanghai (+1,3%), Shenzhen (+1,96%), Seul (+1,59%) e Mumbai (+2,33%). Sul fronte macroeconomico in arrivo l'inflazione del Regno Unito e dalla Germania l'indice Ifo. Dagli Stati Uniti previsti i dati Eia sulle scorte e produzione di greggio. (ats ans)
Tra 1000 e 2000 paracadutisti Usa in Medio Oriente
Sarebbero tra i mille e i duemila i paracadutisti che gli Stati Uniti stanno inviando in Medio Oriente, portando a circa 7000 i rinforzi per la guerra contro l'Iran. L'operazione 'Epic Fury' conta circa 50 mila unità assegnate. A ricostruire i numeri sono i media statunitensi.
Alla Cnn risultano «attorno ai mille» soldati della 82esima divisione aviotrasportata, la Associated Press parla di «almeno 1000», mentre il New York Times parla di «circa 2000». Scrive ancora il New York Times: «Le forze combattenti proverrebbero dalla 'Forza di Intervento Rapido' della divisione, una brigata di circa 3000 soldati in grado di essere schierata ovunque nel mondo entro 18 ore». Il contingente comprende il Maggior Generale Brandon R. Tegtmeier, comandante della divisione, e decine di membri del suo staff, oltre a due battaglioni, ciascuno con circa 800 soldati, hanno affermato fonti del quotidiano. Altri soldati della brigata potrebbero essere inviati nei prossimi giorni.
Considerando anche i circa 4500 Marines già in viaggio verso la regione, lo schieramento delle forze d'élite dell'Esercito porta il numero totale di truppe di terra aggiuntive inviate nella zona di guerra dall'inizio del conflitto a quasi 7000, e segna una nuova escalation del conflitto. (ats ans)
Attacchi IDF in Libano: almeno nove morti
Almeno nove persone sono state uccise in un attacco israeliano nel Libano meridionale. Lo scrivono le testate internazionali. I media statali libanesi, scrive ad esempio Al-Jazeera, riferiscono che attacchi israeliani hanno ucciso almeno sei persone in una città e in un campo profughi palestinese nella zona meridionale di Sidone, e altre tre in un'altra città.
Citando il Ministero della Salute, l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna ha affermato che quattro persone sono state uccise in un «raid nemico israeliano» ad Adloun, e altre due in un attacco a un appartamento nel campo profughi di Mieh Mieh, che ha anche causato quattro feriti. In un'altra area del Libano meridionale, la Nna aveva precedentemente riferito che un raid israeliano nella città di Habboush aveva ucciso almeno tre persone e ne aveva ferite 18. (ats ans)
IEA pronta a rilasciare nuove riserve di petrolio
Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha dichiarato di essere pronto a un ulteriore rilascio di riserve di petrolio «se e quando necessario» in risposta alla guerra in Medio Oriente, che ha fatto aumentare i prezzi dell’energia. Le sue parole, riferisce l'agenzia stampa AFP, arrivano dopo la richiesta del primo ministro giapponese Sanae Takaichi di prepararsi a nuove misure nel caso il conflitto si prolunghi.
All’inizio del mese, i Paesi membri dell’IEA hanno già sbloccato 400 milioni di barili, il più grande rilascio mai effettuato, pari al 20% delle riserve complessive. «L’80% delle scorte è ancora disponibile», ha sottolineato Birol, ribadendo la disponibilità ad agire ma auspicando che non sia necessario. «Il mondo affronta una grave minaccia alla sicurezza energetica, ma l’IEA è pronta a svolgere il suo ruolo di garante globale».
Non cessano i bombardamenti sull'Iran
Nelle ultime 24 ore sono proseguiti gli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele, con esplosioni e sistemi di difesa attivati a Teheran e in altre città come Isfahan. Continuano anche le azioni di ritorsione annunciate dall’Iran. Il conflitto resta in fase attiva, senza segnali di de-escalation.
Teheran deride i tentativi Usa per il negoziato
Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi degli Stati Uniti di negoziare un cessate il fuoco, sostenendo che Washington stia di fatto trattando solo con se stessa e definendo il suo potere strategico un fallimento. Le dichiarazioni arrivano dopo l’invio da parte dell’amministrazione Trump di un piano in 15 punti tramite il Pakistan. Teheran ribadisce il rifiuto totale di qualsiasi accordo con gli Stati Uniti, ora e in futuro.
243 studenti e insegnanti uccisi
Un funzionario del ministero dell'Educazione dell'Iran, citato da Al-Jazeera, ha dichiarato che sono almeno 243 gli studenti e gli insegnanti uccisi dall'inizio del conflitto.
Gli iraniani si siederanno al tavolo?
Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di "tradimento" a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. "Non vogliono lavorare con Kushner e Witkoff perché li hanno pugnalati alle spalle", ha detto una fonte del Golfo. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. "Vance è preferito", ha detto una fonte del Golfo a proposito degli iraniani.
Una seconda fonte del Golfo ha affermato che gli iraniani ritengono che Vance manterrebbe la parola data e che la sua partecipazione è vista come adeguata, per livello istituzionale, a negoziare con Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Vance è ampiamente considerato uno scettico rispetto alla "Operation Epic Fury" del presidente statunitense. Il possibile ruolo del vicepresidente come capo di una nuova squadra negoziale statunitense, secondo il Telegraph, segnala l'intenzione della Casa Bianca di evitare ulteriori danni economici e ridurre l'escalation, anche se la strategia per porre fine alla guerra resta poco chiara.
Intanto i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato oggi di aver lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato (Irib). Secondo l'emittente, i Guardiani hanno preso di mira diversi obiettivi nel nord e nel centro di Israele, tra cui Tel Aviv, nonché due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, un'altra in Bahrein e un'altra ancora in Giordania, utilizzando "missili e droni". (ats ans)
Channel 12 svela il piano Usa per l'Iran
Smantellamento delle capacità nucleari esistenti che sono già state accumulate, un impegno da parte dell'Iran a non perseguire mai lo sviluppo di armi nucleari, nessun materiale arricchito sul suolo iraniano: sono alcuni dei 15 punti dell'accordo che gli Usa hanno proposto all'Iran, secondo quanto svelato dall'emittente israeliana Channel 12. Tra i benefici per Teheran, la revoca delle sanzioni. Intanto l'Iran oggi ha annunciato il lancio di missili verso Israele, Bahrein, Kuwait e Giordania.
Inoltre tutto il materiale arricchito verrà consegnato all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) secondo un calendario che sarà stabilito dalle parti. Gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow saranno dismessi e distrutti. L'Agenzia per l'energia atomica avrà accesso a tutte le informazioni che si trovano all'interno dei confini iraniani.
Sempre secondo Channel 12, Teheran abbandonerà la strategia dei proxy e cesserà di finanziare e armare le milizie per procura nella regione. Lo Stretto di Hormuz rimarrà aperto, sarà una zona marittima libera e nessuno lo bloccherà. Quanto al progetto missilistico, verrà presa una decisione in seguito, ma sarà necessario limitare il numero e la gittata. e l'uso futuro sarà solo a scopo di autodifesa.
Cosa otterrà l'Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l'aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello 'snapback', ossia del ripristino automatico delle sanzioni. (ats ans)
Imago/ZUMA PressQuel che resta di un missile iraniano inesploso, dopo che ha impattato nelle campagne israeliane senza causare danni o vittime.



