«Ho venduto Hublot. Poi ho cambiato vita»

Carlo Crocco, luganese da tanti anni, racconta la nascita del marchio degli orologi di lusso. Oggi si dedica alla fondazione Main dans la main, tra progetti sociali dal Ticino all’India.
Carlo Crocco, luganese da tanti anni, racconta la nascita del marchio degli orologi di lusso. Oggi si dedica alla fondazione Main dans la main, tra progetti sociali dal Ticino all’India.
SAVOSA - Dalla creazione di Hublot, il celebre orologio di lusso, all’impegno sociale in Ticino e nel Mondo. Carlo Crocco: imprenditore e creatore della Fondazione Main dans la main, è l’ospite della nuova puntata di TioTalk.
L'arrivo del movimento al quarzo e la crisi dell'industria svizzera - Ai nostri microfoni ha ripercorso l’avventura imprenditoriale, cominciata in Svizzera più di 40 anni fa. Parlando sempre al plurale, «perché una delle mie fortune è stata quella di avere sempre con me collaboratori molto bravi». L’Hublot, ispirato all’oblò di una nave, è arrivato in un momento particolare: «L’industria svizzera era stata messa in crisi dal movimento al quarzo: si pensava che i giapponesi avrebbero preso il sopravvento».
L'orologio dei re - Anche sorprendendo lo stesso ideatore, il "prodotto" suscitò subito molto interesse: «Facemmo una pubblicità su Time Magazine: venne vista dall’ex re di Grecia Costantino: si recò subito a Davos a cercare il prodotto. Ne comprò due: uno per sé e uno per il cognato, il re di Spagna, Juan Carlos I». Da qui nacque il soprannome “l’orologio dei re”.
«Vendere? Doloroso, ma fu la scelta giusta» - Nel 2008, Hublot è diventato un marchio della holding di lusso LVMH: «Vendere è stata la scelta giusta. Con grande rincrescimento, ovviamente, perché per me era come separarmi da un figlio». Quegli anni, passati fra Ginevra e Lugano, Crocco li ricorda come «molto frenetici ed entusiasmanti», con il limite di non aver potuto seguire bene la famiglia: «Poi però ho cercato di recuperare».
L'impegno nel sociale - Oggi l’ex imprenditore non segue più il mondo dell’orologeria, ma si dedica ad attività «che mi danno altrettante soddisfazioni». Qui si innestano le iniziative sociali meritorie della fondazione Main dans la main. «Mi ritengo un uomo molto fortunato - ha commentato ai nostri microfoni - ho una bella famiglia, quattro figli. Sono molto soddisfatto. A un certo punto, i figli erano cresciuti e avevo il desiderio di “averne altri”».
Dalla protezione dell'infanzia alle aziende sociali - Nell’intervista Crocco ripercorre la storia della fondazione e i progetti sociali: dalla protezione dell’infanzia alle aziende sociali: iniziative attive da anni dall’India fino a Meride passando da Milano e da Como ( qui i riferimenti ), in collaborazione e in rete con le realtà attive sul territorio. Il progetto Ca. Stella FARM-Camino Spinirolo, per esempio, ha portato alla ristrutturazione di un sito di pregio, situato nel territorio di Meride all’interno del sito Unesco del Monte San Giorgio.
L'acquisto del Monte San Giorgio camping - Nel 2016, la fondazione ha deciso di acquistare il Monte San Giorgio Camping con l’obiettivo di trasformarlo in un’azienda sociale che possa offrire diversi sbocchi professionali stimolanti per giovani, ragazzi e ragazze (svantaggiati, diversamente abili, rifugiati o con necessità particolari) nei vari settori: dalla manutenzione all’accoglienza e alla ristorazione.
«Sono innamorato di Lugano» - A dicembre, Crocco, milanese d’origine, è stato insignito dell’Ambrogino d’oro, la più alta onorificenza civica del capoluogo lombardo. «Sono affezionato a Milano, ma non ci vivrei più. Ora mi sento più luganese: qui ho passato la maggior parte della mia vita e mi trovo benissimo. Sono innamorato della città e del Ticino».




