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LIGORNETTO

Il video: «Per due anni inchiodata al letto, così mi sono rialzata»

L'incredibile storia di Carla Locatelli. A 50 anni si frattura un piede. E dopo un mese praticamente tutto il suo corpo è paralizzato. Possibile? Sì. Ecco come.
Il video: «Per due anni inchiodata al letto, così mi sono rialzata»
Davide Giordano tio/20min
Il video: «Per due anni inchiodata al letto, così mi sono rialzata»
L'incredibile storia di Carla Locatelli. A 50 anni si frattura un piede. E dopo un mese praticamente tutto il suo corpo è paralizzato. Possibile? Sì. Ecco come.

LIGORNETTO - Fino a 50 anni ha vissuto a mille all’ora. Come brillante assistente di sala operatoria. E come grande sportiva. Poi il 14 febbraio del 2012 la sua esistenza cambia. Per sempre. Carla Locatelli scivola su una lastra di ghiaccio, rimediando una banale frattura a un piede. Un mese dopo si ritroverà tetraplegica, inchiodata a un letto. «Avevo una malattia genetica rara latente – sottolinea –, la porfiria acuta. L’hanno risvegliata alcuni farmaci che mi hanno somministrato per curare il mio piede». 

Un’accoglienza calorosa – Carla ci accoglie nella sua casa di Ligornetto, il paese in cui è nata e cresciuta, e in cui tutti la conoscono. Sul divano, il gatto Achille che la fissa. Sulle pareti, i quadri meravigliosi che la stessa Carla, oggi 64enne, dipinge. «Prendete un cioccolatino», ci dice.

«Il mio cervello funzionava» – «Sono stata per quasi due anni tetraplegica – sostiene col sorriso –. I primi mesi riuscivo a muovere solo un occhio. Il mio cervello però funzionava sempre. E, nonostante avessi anche paura, non sono mai stata abbandonata dalla positività. Il percorso è stato infinito. Oggi riesco a camminare, anche a guidare l’auto».

Le origini – L’aspetto più tenero è che Carla non prova alcun risentimento verso chi, involontariamente, le ha somministrato farmaci per lei nocivi. «Non potevano sapere che avevo quella malattia nascosta. Non l’hanno fatto apposta. Io devo ringraziare tutti quelli che mi hanno curata o che hanno cercato di farlo. Ho poi scoperto che non ero l’unica in famiglia ad avere questa malattia. E che tornando indietro nel tempo di secoli le origini potevano essere riconducibili a unioni tra consanguinei». 

Un corpo che si è addormentato – È una donna solare, Carla. Chiacchierare con lei è piacevole. Trasmette forza. «Vedete? Le mie mani non sono più “normali”. Le dita non le riesco più a piegare come prima. Quando stai così tanto tempo immobilizzata, i nervi e i muscoli si accorciano. A chi me lo chiede spiego sempre che è un po’ come se con il manifestarsi della malattia il mio corpo si fosse addormentato. Le medicine sono state solo un fattore scatenante. Come potevano essere lo stress o il fumo».

«Non tornerò come prima» – Ogni passo come una conquista. L’animo sportivo di Carla traspare da ogni sua singola parola. «So che non tornerò più come una volta. Cammino, ma a fatica. Devo girare con l’aiuto di un girello o della carrozzina. E pensare che prima giocavo a calcio, correvo, andavo in bicicletta. Ora le mie giornate sono scandite dall’ergoterapia e dalla fisioterapia. Però viaggio ancora molto. Appena posso. Prossimamente andrò in Germania».

«Non arrendetevi» – La 64enne si ricorda ancora il giorno in cui ha potuto tornare a parlare. «Erano passati sei mesi da quando ero a letto. Fino a quel punto avevo avuto un tubo in gola. Non avevo garanzie che avrei potuto recuperare la voce. È stata una bella emozione. Poi piano piano ho ripreso a muovere un po’ le dita. La pazienza è stata importante. Così come il carattere. Non ho mai mollato. È un po’ quello che vorrei trasmettere alle tante persone malate. Non arrendetevi mai». 

Una giornata speciale – E Carla lo afferma in occasione della giornata mondiale dedicata alle malattie genetiche rare che cade sempre l’ultimo giorno di febbraio. «Sono volontaria dell’associazione ticinese dedicata a questa tematica. Fanno tantissimo. I malati rari spesso si sentono soli. E i loro famigliari sono ancora più disorientati, si ritrovano con la vita stravolta. Avere un’associazione che ti supporta sia dal profilo burocratico sia da quello pratico, offrendoti anche momenti di svago, è fondamentale».

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