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MURALTO

Cancellata la proiezione: «Vera e propria attitudine di censura»

Il gruppo Muralto Democratica presenta un'interrogazione al Municipio dopo la rinuncia alla proiezione del documentario "Maidan: la strada verso la guerra".
Muralto Democratica
Fonte Muralto Democratica
Cancellata la proiezione: «Vera e propria attitudine di censura»
Il gruppo Muralto Democratica presenta un'interrogazione al Municipio dopo la rinuncia alla proiezione del documentario "Maidan: la strada verso la guerra".

MURALTO - Muralto Democratica non ci sta. Dopo la cancellazione della proiezione del film "Maidan - la via verso la guerra" presso la Sala Congressi comunale, il gruppo ha presentato un'interrogazione al Municipio di Muralto.

Il documentario, lo ricordiamo, è stato accusato di raccontare la guerra in Ucraina in ottica filorussa e la sua proiezione era stata organizzata dal movimento HelvEthica Ticino per il 29 gennaio. In seguito alle richieste formulate da molti rifugiati ucraini residenti in Ticino il Municipio ha però scelto di revocare l'evento «al fine di prevenire possibili tensioni o turbative dell'ordine pubblico».

«Il gruppo Muralto Democratica denuncia da tempo una gestione della cosa pubblica che appare sempre più orientata a favorire una visione unilaterale, soffocando il libero confronto democratico e pluralista», si legge nell'interrogazione. «Abbiamo ripetutamente segnalato come la maggioranza politica che governa questo Comune operi con modalità che ledono i principi democratici, sfociando in una vera e propria attitudine alla censura».

«Il recente caso della proiezione cinematografica russa presso la Sala Congressi, prima autorizzata e poi revocata, rappresenta la prova palese e pubblica di questa gestione arbitraria. Tale decisione non solo lede l’immagine di Muralto, ma calpesta i diritti garantiti dalle nostre massime carte fondamentali: l’art. 16 della Costituzione Federale (libertà di opinione e informazione) e l’art. 4 della Costituzione del Cantone Ticino, che sancisce esplicitamente il divieto di censura preventiva».

Muralto Democratica pone quindi le seguente domande al Municipio:

1. Sulla base giuridica e l'iter decisionale: Chi ha autorizzato inizialmente la concessione della sala? Esiste una risoluzione municipale formale che ha dato il via libera alla proiezione? In caso negativo, su quale base è stato dato il primo assenso e per quale motivo non è stata seguita la via ufficiale?

2. Sulla revoca e la violazione costituzionale: Su quale base giuridica è stata successivamente revocata l’autorizzazione? È avvenuta una decisione municipale collegiale a riguardo o si è trattato di un atto d’imperio? In assenza di una decisione formale (sia per l’autorizzazione che per la revoca), se ne fornisca la motivazione avendo cura di precisare la base giuridica seguita

3. Sul conflitto d’interesse (FestivaLLibro): Considerato che il Sindaco Stefano Gilardi ricopre contemporaneamente la carica di Presidente dell’associazione organizzatrice del FestivaLLibro e quella di capo dell’Esecutivo che concede gli spazi comunali, come viene gestita la valutazione dei contenuti di questa manifestazione che occupa diversi spazi pubblici. Chi autorizza formalmente le singole serate pubbliche del Festival del Libro e i relativi temi trattati? Quali misure di verifica indipendente sono messe in atto per garantire che la scelta dei contenuti non sia influenzata dalla sovrapposizione tra il ruolo di controllore (Municipio) e quello di organizzatore (Sindaco-Presidente)?

4. Sulla disparità di trattamento e la censura: Se per la proiezione del film russo il Municipio è intervenuto nel merito del contenuto esercitando una censura preventiva, perché non risulta lo stesso rigore per i contenuti del Festival del Libro o per quelli del Locarno Film Festival (che pure usufruisce della sala)? Il Municipio è intervenuto anche in quelle proiezioni? Se no, come giustifica questa palese discriminazione?

5. Sulla trasparenza futura: Quali garanzie intende offrire il Municipio affinché in futuro l’uso degli spazi pubblici, non sia subordinato all'orientamento politico personale o della maggioranza, ma piuttosto al rispetto ricorso della legalità costituzionale?

6. Sul danno d'immagine internazionale e il silenzio del Municipio: Il Municipio è consapevole che la notizia del diniego ha avuto una risonanza che ha travalicato i confini nazionali, ledendo gravemente l’immagine di Muralto e facendolo apparire come un Comune che pratica la censura politica? Come giustifica l'Esecutivo il silenzio mantenuto finora sulla vicenda e in che modo intende riparare al danno reputazionale arrecato alla nostra comunità?

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