Saune temporanee in riva al lago: sì a un progetto pilota

Saune mobili a Lugano: possibile sperimentazione al lido, esclusa l’installazione sul lungolago.
LUGANO - Le saune mobili a bordo lago non sono più solo un’idea suggestiva che abbiamo letto in una interrogazione di Sara Beretta Piccoli. Il Municipio di Lugano, rispondendo all'interrogazione conferma di stare valutando concretamente un progetto pilota simile alle saune "pop up", ma frena sull’ipotesi di un’installazione sul lungolago.
Il tema non è nuovo per l’amministrazione comunale. Esperienze simili sono già attive in diverse città svizzere, come Losanna, Friburgo e Nyon, dove saune stagionali – spesso sotto forma di strutture mobili vengono installate nei mesi invernali in prossimità di piscine o laghi. Si tratta in genere di iniziative private a scopo commerciale, gestite da associazioni, con aperture limitate da novembre a febbraio.
No al lungolago, sì a una sperimentazione al lido - Secondo il Municipio, l’installazione di saune mobili direttamente sul lungolago non è ritenuta praticabile, nemmeno in forma sperimentale, «sia per la fattibilità tecnica sia rispetto al concetto di trasformazione del lungolago sul lungo periodo».
Diverso il discorso per il lido di San Domenico, indicato come possibile sede di un progetto pilota. Qui la Città sarebbe disposta a testare sia la fattibilità tecnica dell’installazione sia l’interesse della popolazione verso questo tipo di offerta.
Collaborazione con privati e costi zero per la Città - Il Municipio conferma inoltre la disponibilità a realizzare l’eventuale progetto in collaborazione con promotori privati, con l’obiettivo di non generare costi per le casse pubbliche. Le saune prese in considerazione sono strutture leggere e mobili, che non necessitano di allacciamenti idrici o elettrici e prevedono un utilizzo controllato, con un numero limitato di utenti.
L’idea è quella di un progetto economicamente neutro per la Città, ma sostenibile per i gestori grazie agli introiti derivanti dagli accessi e da una piccola mescita. Resterebbero naturalmente necessari i permessi di polizia e, se del caso, una procedura di attribuzione tramite bando o domanda di partecipazione.
Un’ulteriore ipotesi riguarda la zona di Piano di Casoro. Qui è in corso una variante di Piano regolatore che prevede il riordino delle infrastrutture e la realizzazione di una nuova stazione di pompaggio dell’acqua potabile. In questo contesto, il Municipio non esclude che possa essere valutato l’inserimento di una sauna, in particolare in un’area dove sono già previsti spogliatoi.
Dunque, la porta non è chiusa: le saune “pop up” potrebbero arrivare anche a Lugano, ma in modo mirato.



