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ARBEDO-CASTIONEDecine di auto sommerse dalla vegetazione: «Non butto mai nulla»

17.06.24 - 18:00
L'eterna lotta di un uomo che non vuole sgombrare il suo terreno. Ora c'è un nuovo ultimatum delle autorità. Lui: «Ho bisogno di una mano».
Tio.ch
Decine di auto sommerse dalla vegetazione: «Non butto mai nulla»
L'eterna lotta di un uomo che non vuole sgombrare il suo terreno. Ora c'è un nuovo ultimatum delle autorità. Lui: «Ho bisogno di una mano».

ARBEDO-CASTIONE - Nell'era del consumismo e dell'usa e getta, c'è un luogo in cui non si butta via nulla. Ma proprio nulla. Da una vita. È il terreno del signor Gaetano Riccioli, ad Arbedo-Castione. Un terreno che ospitava l'officina del 73enne e che oggi rivela qualcosa di insolito: decine di auto d'epoca avvolte dalla vegetazione.

Una storia lunghissima – La vicenda va avanti da decenni. Da una parte le autorità che ripetutamente hanno parlato di situazione di degrado, di pericolo di incendi e di brutto biglietto da visita per il Comune. Dall'altra un uomo che non vuole "lasciare andare" e che si è sempre rifiutato di eseguire quanto intimatogli. «È casa mia, non possono venire a dirmi cosa fare», ripete. Ora, dopo l'ennesimo ricorso respinto, gli resta il Tribunale federale di Losanna. «Ma sono stanco di lottare», sostiene.

Ennesimo atto – Siamo all'ennesimo atto del braccio di ferro tra Riccioli e le autorità. «Il Municipio, con una raccomandata, mi ha intimato di sgombrare il terreno entro il 31 luglio. Altrimenti, testo alla mano, "si procederà con l'esecuzione d'ufficio e con l'impiego della forza". Ma io ho problemi di salute. Ho una protesi al ginocchio, giro in stampelle. E prossimamente potrei essere operato di nuovo. Non riesco a fare quello che mi chiedono».

«Se trovo un filo di ferro, lo metto in tasca» – Facciamo notare al garagista che la questione va avanti da tempo immemore. Cerchiamo di capire come mai lui ha sempre optato per l'accumulo anziché trovare un compromesso con le autorità. La sua risposta spiazza: «Siamo in una società in cui le cose brutte e vecchie vengono denigrate. Io non sono così. Non butto mai nulla. Se trovo un filo di ferro, lo metto in tasca e lo porto a casa. Può sempre servire. I soldi della pensione non mi bastano. Ho l'ansia di dovere stare a galla e allora ogni tanto riparo e vendo ancora qualche auto».

Atmosfera da film – Dietro lo steccato di Via San Gottardo c'è un'atmosfera quasi cinematografica. Riccioli elenca le marche e gli anni di produzione delle auto. Le conosce tutte. Ci sono anche tanti copertoni, attrezzi di vario genere. Tutto coperto dalla vegetazione. «Dalla strada non si vede praticamente più niente. Non possono dirmi che è un brutto biglietto da visita per il Comune», sospira il 73enne.

Bisogno di aiuto – Ma poi, dopo una lunga discussione, Riccioli si rende conto che forse ha bisogno di aiuto. Per capire quali oggetti tenere e quali eventualmente buttare. Uno sgombero drastico e radicale per lui, attaccato come è alle sue cose, sarebbe uno choc. Gli lanciamo l'idea: e se qualcuno gli desse una mano sotto forma di volontariato? In fondo in Ticino ci sono tante associazioni disposte a farlo.

«Sono aperto a tutto» – All'inizio lui è titubante. «Mah, nessuno fa niente per niente», la sua replica. Poi ci pensa su un attimo. In fondo continuare a lottare contro le autorità, che cercano comunque di fare il loro dovere, è sfiancante. «Proviamoci. Facciamo questo appello. Io sono aperto a tutto a questo punto, basta che non mi facciano buttare via le cose di valore che ho pagato di tasca mia. È la mia paura più grande. Se qualcuno vuole darmi una mano, sono disponibile. Ringrazio già sin d'ora».

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