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CANTONELunga vita agli oggetti

17.11.23 - 06:30
Oltre 200 quelli aggiustati in 10 mesi da “Caffé riparazione”, il progetto contro la cultura usa e getta.
Ti-Press archivio
Lunga vita agli oggetti
Oltre 200 quelli aggiustati in 10 mesi da “Caffé riparazione”, il progetto contro la cultura usa e getta.

BELLINZONA - «È proprio bello mettere mano a qualcosa di rotto per poi vederlo tornare a funzionare».

Daniel Manz, professione elettrotecnico («ho lavorato pure per grosse multinazionali come la Micron»), non ha dubbi: riportare in vita le vecchie lampade, le radio e, in generale, gli oggetti vecchi destinati alla spazzatura rende felici. Così, da qualche anno, dà il suo contributo come riparatore a “Caffè riparazione”, il progetto dell’ACSI sostenuto anche dal dipartimento del Territorio, vincitore nel 2019 del “Cristallo di Rocca” (il riconoscimento conferito dall’Iniziativa delle Alpi a progetti a favore della sostenibilità). Insomma, dal 2016, anno della prima iniziativa organizzata a Mendrisio, tanti ferri da stiro, telefoni, giacche a vento, giocattoli, scarpe, abbigliamento, mobili e biciclette (ma non solo) hanno avuto una seconda vita.

«Le mie specialità sono gli apparecchi piccoli, elettromeccanici - racconta Manz - per esempio radio e lampade. Quanti pezzi ho sistemato? Credo circa 500». In totale, fa sapere ACSI, nel 2023, in Ticino sono stati organizzati una cinquantina circa di appuntamenti (comprese iniziative specifiche o Caffè riparazione tenuti nelle scuole o nelle aziende come ABB). In questi mesi, in tutta la Svizzera italiana sono stati portati 502 oggetti, di cui 223 riparati (215 non erano aggiustabili e 64 sono stati presi dai riparatori per essere aggiustati in un secondo momento).

Il funzionamento è semplice: le persone si annunciano all’accoglienza e aspettano il proprio turno. Insieme col riparatore, poi, decidono cosa fare. È bene sottolineare che, chi porta un oggetto, deve avere con sé il necessario per provarlo. Questi eventi offrono l’opportunità di fare qualcosa di concreto contro lo spreco delle risorse e le crescenti montagne di rifiuti nell’economia cosiddetta dell’usa e getta. «L’industria insiste molto col discorso dell’obsolescenza programmata - continua Manz - è anche un modo per vendere più prodotti. In questo modo, nonostante ci siamo dotati di cacciaviti speciali e attrezzi appositi, si fa fatica ad aggiustare».

Fra gli oggetti più curiosi ci sono i giocattoli: «È soddisfacente riportare in vita qualcosa - conclude Manz- È bello quando è rotto metterci mano e poi vederlo tornare a funzionare. Pure i clienti sono contenti: così scoprono cosa non funziona senza doverlo buttare».

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