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CANTONEIl regno delle miss va in tilt

01.11.22 - 08:30
Concorsi di bellezza: fine di un'era? Social decisivi. Dal vivo resiste chi oltre all'estetica punta sulla personalità.
Ti-Press (archivio)
Il regno delle miss va in tilt
Concorsi di bellezza: fine di un'era? Social decisivi. Dal vivo resiste chi oltre all'estetica punta sulla personalità.

LUGANO - C'era una volta il regno delle miss. Concorsi di bellezza a ogni angolo nella Svizzera italiana. Da alcuni anni il settore sembra non attirare più. Pochi gli eventi sopravvissuti. Perché? Michele Alippi, responsabile di Miss Mamma, è categorico: «La gente era stufa della solita solfa. Si metteva sempre in pedana solo la bellezza estetica. Resistono i concorsi come il nostro, in cui emergono anche la personalità e il carattere della donna». 

«Oltre le apparenze» – Miss Mamma è un concorso relativamente giovane. Ha "solo" cinque anni. Sabato sera all'Hotel de la Paix di Lugano si è svolta la finalissima a cui hanno partecipato ben 26 donne. «La bellezza canonica è davvero qualcosa che non interessa più probabilmente. Non a livelli di competizione. Si vuole andare oltre le apparenze. Almeno a livello di concorsi. Anche i fallimenti di Miss e Mister Svizzera ne sono la prova, non c'è stata la capacità di rinnovarsi, di adattarsi ai tempi che cambiano velocemente».

«Non è un bene di prima necessità» – Se Miss Mamma punta su un target più adulto, altrettanto non si può dire di Miss e Mister Ticino che, comunque, prosegue la sua avventura. Franco Taranto, organizzatore dell'evento, si è fatto una certa idea dell'andamento delle cose. «I social hanno stravolto tutto. Una bella ragazza oggi se vuole raccogliere applausi e consensi il concorso se lo fa praticamente da sola. Su Instagram, pubblicando le sue foto. Poi va considerato che sono arrivati il Covid, la guerra in Europa, la crisi economica ed energetica... Un sacco di variabili che hanno evidenziato come il concorso di bellezza non sia di certo un bene di prima necessità».

«Più individualismo» – Eppure Miss e Mister Ticino, nato nel lontano 1988, ha ancora un certo fascino. «Sì. Ma ci siamo dovuti adattare. Ad esempio valorizzando sempre di più il territorio ticinese, creando un legame più stretto con la Svizzera italiana, quasi storico. La bellezza è una cosa che rimarrà sempre. Solo che adesso c'è decisamente più individualismo. Non c'è neanche più tanto quella voglia di vivere un'esperienza insieme ad altre persone. Noi non ci possiamo lamentare, studiamo in continuazione idee nuove. Ma quello che è accaduto ad altri concorsi è sotto la luce del sole. Negli ultimi anni l'adesione a questi appuntamenti si è ultra dimezzata».    

«Facile dietro lo schermo» – Petra Peter, nota organizzatrice di eventi, non ha nostalgia del passato. «Non c'è più bisogno di fare concorsi per avere successo. Oggi ci sono le influencer. È decisamente più facile presentarsi dietro a uno schermo piuttosto che mettersi in gioco dal vivo. Mi spiace che venga a mancare un po' la magia dello stare tutte insieme. Si vivevano emozioni forti. Lo scopo finale era comunque quello di avere una rappresentante che portasse determinati messaggi. Parzialmente questo tipo di selezione può essere assolto anche dalle nuove tecnologie. La verità sul web è più facile da camuffare, certo. Io credo tuttavia che col tempo il pubblico si accorga se una persona è vera nei suoi propositi o no». 

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