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CANTONEAbbattere i lupi problematici, per proteggere la pastorizia in Ticino

04.06.22 - 18:09
È la richiesta contenuta in una risoluzione approvata all'unanimità dalla Camera cantonale dell'agricoltura
Depositphotos (VitalikRadko)
Abbattere i lupi problematici, per proteggere la pastorizia in Ticino
È la richiesta contenuta in una risoluzione approvata all'unanimità dalla Camera cantonale dell'agricoltura

CRESCIANO - «Massima solidarietà agli allevatori colpiti e a tutto il settore della pastorizia». È il primo punto della risoluzione - approvata all'unanimità - nel corso della 77esima Camera cantonale dell'agricoltura, che si è riunita in assemblea lo scorso 28 maggio a Cresciano. Il tema? Quello sempre caldissimo - vedi gli episodi segnalati ancora nelle ultime ore - delle aggressioni del lupo contro le greggi.

Nell'occasione è stato espresso «pieno sostegno» ai dirigenti dell'Unione contadini ticinesi, nonché all’Associazione per la protezione del territorio dai grandi predatori, «che in ripetute occasioni si sono espressi con estrema franchezza e determinazione, a denuncia dell’inadempienza dello Stato e a sostegno del settore anche con proposte apparentemente impopolari». Condividendo la mozione presentata oltre un anno fa da Sem Genini e cofirmatari («la cui risposta insoddisfacente del Consiglio di Stato è ora in esame presso una commissione del Gran Consiglio») si chiede alla politica ticinese a tutti i livelli, da Bellinzona fino a Berna, «di farsi promotori presso le autorità federali affinché anche in Svizzera, come già avviene in altri stati europei, si creino le basi legali per abbattimenti preventivi così da diminuire il numero di lupi presenti in Svizzera».

Per risolvere il problema degli alpeggi e pascoli non proteggibili (ovvero il 70% degli alpeggi ticinesi), la risoluzione propone l'istituzione di zone «dove il lupo non può essere tollerato così da evitare il definitivo abbandono di questi alpeggi come invece si è verificato negli ultimi 10 anni». Le cifre in possesso della Camera cantonale indicano l'abbandono del 31% degli alpeggi ovini e del 22% di quelli caprini.

Segue un «pressante appello» al Consiglio di Stato affinché «abbia a mettere a disposizione sufficiente personale formato, motivato e flessibile per affrontare ogni emergenza in caso di predazioni», nonché di «decretare celermente» l’abbattimento di lupi problematici.

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