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CANTONE«I maschi sono troppo spiazzati quando c'è da farsi visitare le parti intime»

03.11.21 - 06:00
Aumentano i casi di tumore alla prostata. L'esperto Davide Giovanni Bosetti: «Ora se ne parli anche ai giovani».
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«I maschi sono troppo spiazzati quando c'è da farsi visitare le parti intime»
Aumentano i casi di tumore alla prostata. L'esperto Davide Giovanni Bosetti: «Ora se ne parli anche ai giovani».
Lo psicoterapeuta René Rosenfeld, vittima della malattia: «Le donne vanno regolarmente dal ginecologo. Gli uomini hanno timore dell'andrologo. Non sono abituati. È un tabù».

LUGANO - Circa 6.400 casi diagnosticati ogni anno in Svizzera. Oltre 200 solo in Ticino, di cui più del 50% trattati dal Centro Prostata della Svizzera Italiana. Il tumore alla prostata è il tipo di cancro che più colpisce il maschio. Le diagnosi sono aumentate di circa il 10% nell'ultimo ventennio. E ora gli esperti lanciano un appello. «Se prima era consigliabile un controllo regolare dai 50 anni in su – dice lo specialista dell'EOC Davide Giovanni Bosetti – ora l'età si è abbassata almeno ai 40 anni». 

Stress e diagnosi precoce – Ma perché questo nuovo trend? Ancora Bosetti: «Da una parte si conduce una vita più frenetica e stressante che abbassa il nostro sistema immunitario, dall'altra si è capito che la diagnosi precoce è fondamentale. Permette di individuare con migliore probabilità casi di famigliarità per la neoplasia prostatica o comparsa di sintomi genito-urinari. Parlarne anche ai giovani è dunque fondamentale». 

«Quel dito ti salva la vita» – Il problema è che i maschi non vanno volentieri dall'andrologo. E a evidenziarlo è René Rosenfeld, psicoterapeuta che ad aprile del 2013, all'età di 67 anni, ha scoperto di avere un tumore alla prostata in stato piuttosto avanzato. «Sento spesso dire "a me un dito nel sedere non lo mette nessuno". Eppure è proprio quel dito che ti può salvare la vita. Con il tumore alla prostata non si scherza. A me l'hanno trovato perché ero un donatore di sangue e mi sono stati fatti accertamenti. Stava per aggredire anche il pancreas. Sono stato operato a novembre e poi ho avuto un'infezione. Solo a maggio dell'anno dopo ho potuto iniziare la radioterapia». 

«Le donne hanno un rapporto più sereno col proprio intimo» – Pur trattandosi di numeri contenuti, stanno aumentando i casi anche tra i giovani. «Ecco perché sostengo che già ai liceali e agli apprendisti bisognerebbe iniziare a fare conoscere queste problematiche – dice Rosenfeld –. Le ragazze sono abituate ad andare dal ginecologo e hanno un rapporto più naturale con la loro sfera intima. I ragazzi invece se hanno un problema al pene si trovano spesso spiazzati. Ci sono ancora troppi tabù culturali e religiosi».  

Il sentimento di vergogna – «C'è effettivamente un sentimento di vergogna in alcuni – conferma Bosetti –. Si entra nella sfera della virilità. Alcuni temono magari di perdere il proprio "essere maschio". Noi specialisti accompagniamo il paziente anche dal punto di vista del sostegno psicologico. Spesso gli interventi sono ambulatoriali e si risolvono bene. Il tasso di mortalità resta comunque basso, grazie anche ai passi da gigante che la medicina ha fatto. Siamo anche in grado di andare a vedere se c'è una predisposizione genetica legata alla famigliarità. I sintomi principali? Dolori urinari, incontinenza improvvisa, oppure il fatto di alzarsi spesso di notte. Ci sono però anche tanti asintomatici ed è per questo che le visite preventive assumono un ruolo cruciale».

Un periodo di sensibilizzazione – Il mese di novembre è dedicato proprio alla sensibilizzazione su questo tema delicato. «Il nostro scopo è che si parli del tumore alla prostata senza quel velo di pudore che c'è da sempre. Non c'è nulla di cui vergognarsi. Sabato 13 novembre abbiamo in programma un doppio evento pubblico. Invito tutti a partecipare», conclude Bosetti.

Appuntamenti a Bellinzona e a Lugano
La data da segnare sull'agenda è quella di sabato 13 novembre. Si parlerà pubblicamente di tumore alla prostata dalle 10 alle 13 a Bellinzona presso la Corte del Municipio e dalle 13 alle 16 a Lugano, in Piazza Dante. All’incontro interverranno gli specialisti del Centro Prostata della Svizzera Italiana, tra cui il professor Andrea Gallina, il dottor Gianfranco Pesce, la dottoressa Ursula Vogl, l’infermiere specialista clinico Giovanni Presta, e i membri dell’associazione PROCASI. I collaboratori della Lega Contro il Cancro saranno a disposizione per rispondere alle domande dei presenti.

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