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SVIZZERA

«L'INPS è inadempiente, mette il Ticino in difficoltà»

Quadri chiede che la Svizzera valuti di sospendere gli assegni familiari ai frontalieri italiani finché l’INPS Lombardia non trasmetterà i dati corretti.
Tipress (archivio)
Fonte Red
«L'INPS è inadempiente, mette il Ticino in difficoltà»
Quadri chiede che la Svizzera valuti di sospendere gli assegni familiari ai frontalieri italiani finché l’INPS Lombardia non trasmetterà i dati corretti.

BERNA - Il Consiglio federale deve «incaricare l’UFAS di attivarsi tempestivamente presso l’Istituto nazionale italiano della previdenza sociale (INPS), sezione Lombardia, affinché quest’ultima provveda a caricare correttamente sull’apposita piattaforma le informazioni relative agli assegni familiari percepiti in patria dai nuclei familiari dei lavoratori frontalieri, al fine di evitare versamenti doppi o eccessivi da parte della Svizzera».

La richiesta è contenuta in una mozione di Lorenzo Quadri. Per il deputato leghista, «in caso le inadempienze proseguissero, va valutato lo stop ai versamenti degli assegni familiari ai frontalieri fino a quando lo scambio delle informazioni non avverrà in modo corretto e affidabile». Nella motivazione, il consigliere nazionale specifica che «nel caso in cui il nucleo familiare di un frontaliere disponga di un reddito anche nel Paese d’origine, vige il principio della priorità dello Stato di residenza dei figli. Trasposto alla situazione ticinese, ciò implica che l’assegno familiare debba essere versato dall’Italia, mentre la Svizzera è chiamata a colmare la differenza tra l’assegno italiano e quello svizzero».

Per poter dedurre l’assegno familiare italiano, l’IAS (Istituto delle assicurazioni sociali) deve tuttavia essere a conoscenza della sua esistenza e ammontare. «Dall’ottobre 2021 è attiva una piattaforma europea denominata RINA GUI, attraverso la quale i Paesi partecipanti condividono le informazioni sugli assegni familiari percepiti in patria dai propri cittadini frontalieri. In questo modo, lo Stato in cui il frontaliere esercita la propria attività lavorativa può procedere ai calcoli e alle eventuali deduzioni del caso». Affinché la piattaforma funzioni, è tuttavia indispensabile che i dati vengano caricati correttamente.

Risulta invece che «la sezione lombarda dell’INPS sia negligente nell’adempimento di tale compito. Con altri paesi, per contro, le cose funzionano correttamente. Di conseguenza, le informazioni necessarie a evitare il versamento, da parte svizzera, di assegni familiari doppi o eccessivi a frontalieri italiani, risultano mancanti o inaffidabili. Sussiste pertanto un rischio di cumulo degli assegni familiari. Per ridurlo, IAS deve ricorrere a sistemi di verifica alternativi, che però comportano ulteriore lavoro burocratico e costi per il Canton Ticino, già in difficoltà finanziaria, e non forniscono garanzie di sicurezza».

La partecipazione alla piattaforma RINA GUI «avviene dietro pagamento ed è gestita a livello federale. È quindi necessario che l’UFAS si attivi presso INPS affinché la sezione Lombardia adempia ai propri obblighi. Va valutato anche lo stop ai versamenti degli assegni familiari ai frontalieri fino a quando lo scambio delle informazioni non avverrà in modo corretto ed affidabile».

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