Immobili
Veicoli

CANTONETi pago se "pedali". E il contratto da firmare in meno di 24 ore

29.10.21 - 16:06
Una modifica contrattuale inattesa e svantaggiosa a un soffio dall'entrata in vigore della legge sul salario minimo.
deposit
Ti pago se "pedali". E il contratto da firmare in meno di 24 ore
Una modifica contrattuale inattesa e svantaggiosa a un soffio dall'entrata in vigore della legge sul salario minimo.
Giangiorgio Gargantini di Unia: «La legge parla chiaro. Dal primo dicembre sono 19 franchi l'ora. E questa retribuzione scatta dal momento in cui il driver si mette a disposizione, indipendentemente dal fatto che sia o meno in attesa di un'ordinazione».

LUGANO - I tempi di consegna dei rider (o driver se in auto) rischiano di allungarsi, e di molto, pena la qualità del cibo ordinato. A detta di uno di questi professionisti del delivery, che vuole restare anonimo, le mutate condizioni di lavoro imposte dal suo datore di lavoro porteranno a questa inevitabile conseguenza.

Che quello delle consegne a domicilio fosse un settore difficile e precario, d’altra parte, è cosa nota. La gestione del personale da parte dei giganti del food delivery da anni fa discutere, collezionando critiche e polemiche un po’ ovunque. 

Anche in Ticino, i fattorini su due o quattro ruote non sono tra le categorie più tutelate. «Fino a settembre venivamo pagati a cottimo - spiega il driver ticinese -. Percepivamo a consegna 8 franchi lordi più 1,5 franchi netti per l’auto». 

Dal contratto ad ore alla «proposta indecente» - A settembre uno spiraglio di luce, con l’introduzione di un contratto a ore: «Questo prevedeva 21,05 franchi l’ora lordi più due franchi netti l’ora da quando partiva l’orario di lavoro a quando terminava». 

Qualcosa in questa formula però non funziona. Almeno per l’azienda. In troppi restano fermi per ore venendo comunque pagati. «Ognuno aveva il suo monte ore garantito. Il mio, ad esempio, era di 129 ore mensili. Se ne lavoravo meno venivo comunque pagato per intero». La ditta, secondo il fattorino, registra perdite importanti per il mese di settembre e, nonostante alcuni tagli alle ore del proprio personale, va male anche in ottobre. Quindi il cambio di strategia, comunicato dall’oggi al domani. «Mercoledì sera, nella casella di posta, la sorpresa: un nuovo contratto comparso dal nulla». 

Questi, secondo il driver, prevede cambiamenti radicali: «Dal primo di novembre noi dovremmo percepire 0,35 franchi lordi al minuto. Una retribuzione che però scatta dal momento in cui l’ordine viene inserito nell’app e termina al nostro arrivo dal cliente, quindi con la chiusura dell’ordine. Una proposta che trovo indecente», prosegue il dipendente. 

«Rallenteremo le consegne» - Da qui la previsione amara: «Fino ad ora il nostro servizio era apprezzato. A queste condizioni finiremo per allungare i tempi di consegna e ciò andrà a svantaggio dell’azienda, ma soprattutto del cliente, che dovrà aspettare di più per mangiare cibo ormai freddo, quindi peggiore». In tutto ciò, a infastidire il driver è anche il modus operandi dell’azienda: «Ci hanno inviato questa mail alle 18, la vogliono firmata entro il giorno successivo alle 12:30. Se non è pressione questa...». 

«Settori per cui l'applicazione del salario minimo sarà difficile» - «Siamo al corrente della situazione, ma aspettiamo di parlarne con i dipendenti prima di esprimerci al riguardo», commenta il segretario di Unia, Giangiorgio Gargantini. Quindi aggiunge: «La legge sul salario minimo è chiara: si parla di 19 franchi l'ora. E questa retribuzione scatta dal momento in cui il driver si mette a disposizione, indipendentemente quindi dal fatto che sia o meno in attesa di un'ordinazione. Sappiamo che ci sono due rami professionali per i quali l'applicazione della legge sarà difficile e sono quelli dei driver e in generale di chi lavora a provvigione. Questo mese e mezzo che manca non deve servire per trovare escamotage, ma per adeguarsi».

Il no comment dell'azienda - Contattata, l’azienda non sembra propensa a fornire nessun tipo di spiegazione: «Non abbiamo nessuna dichiarazione da rilasciare» è la risposta che otteniamo.  Ci confermano soltanto di aver «sottoposto una modifica contrattuale». Sulla richiesta di sottoscrizione nell’arco di poche ore tagliano corto: «Daremo spiegazioni ai collaboratori che lo richiederanno». 

Resta da capire ora quanti accetteranno la modifica contrattuale e quanti, invece, si vedranno costretti a pedalare (o guidare) verso altri lidi.

NOTIZIE PIÙ LETTE