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16.09.2021 - 12:350
Aggiornamento : 15:15

San Gottardo, 650 gigawattora per lo scavo del secondo tunnel

L'energia necessaria per la realizzazione del traforo sarà fornita da un consorzio che unisce AET ed EWA-energieuri

AIROLO / GÖSCHENEN - Lo scavo del secondo traforo autostradale del San Gottardo entrerà nel vivo nella metà del 2022. E le quattro frese meccaniche che saranno impiegate per la realizzazione del tunnel avranno bisogno di moltissima energia. Complessivamente si parla di 650 gigawattora (GWh), un volume pari a quello consumato da 150'000 nuclei familiari nell'arco di un anno.

La corrente sarà fornita dal consorzio eURaTI, di cui fanno parte l'Azienda elettrica ticinese (AET) ed EWA-energieUri. Dei 650 GWh, 300 proverranno dal lato sud e i restanti 350 da nord. «Grazie all'ottima collaborazione tra le parti coinvolte, siamo in grado di garantire prestazioni ottimali in termini di know-how e di sicurezza» afferma Giorgio Tognola, vicedirettore e responsabile del commercio d'energia di AET, citato in una nota.

EWA-energieUri e AET hanno già predisposto l’infrastruttura che assicurerà la fornitura dell’energia necessaria ad alimentare i macchinari e le installazioni di cantiere. «L’allacciamento al portale nord è di circa venti megawatt» spiega Werner Jauch, direttore di EWA energieUri. «Per garantirlo abbiamo realizzato quattro nuove cabine di trasformazione a Göschenen». Sul fronte sud AET ne ha installate due nuove e rinnovate altrettante.

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