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LUGANO
02.08.2021 - 18:540
Aggiornamento : 03.08.2021 - 07:30

«Non la prendo sul personale»

Karin Valenzano Rossi fischiata in piazza Riforma si toglie qualche sassolino dalla scarpa

«Rattristata, ma sono andata a dormire tranquilla. Grazie alla gente che è stata solidale»

LUGANO - È scesa dal palco un po' rammaricata «per la festa rovinata». Ma poi è andata a dormire serena Karin Valenzano Rossi, dopo i fischi ricevuti in Piazza Riforma domenica primo agosto. «Ci sono state anche molte manifestazioni di solidarietà da parte del pubblico presente, e sono state confortanti» racconta. «Mi hanno fatto bene».

La contestazione organizzata dall'associazione "Taspettofuori" ha dato luogo ieri a una serie di strascichi polemici: Lega e Udc hanno puntato il dito contro gli ex autogestiti («una manica di imbecilli») mentre gli organizzatori hanno precisato che l'azione «non era a favore del Molino» ma contro «la politica autoritaria e poco autorevole» del Municipio.

La diretta interessata dal canto suo non l'ha presa male: «Il dissenso è legittimo, per carità, l'avevo messo in conto e ho deciso di dare loro spazio per comunicare a loro modo. Ma ai fischi devono seguire delle richieste comprensibili su cui lavorare, altrimenti siamo punto a capo» ha commentato a tio.ch/20minuti. «Dispiace per la tanta gente che voleva godersi la Festa Nazionale.Hanno voluto impedire di esprimerci, e la piazza era molto dispiaciuta e stizzita». 

Karin Valenzano Rossi, essere fischiati non è mai bello. Come si è sentita?
«Dispiaciuta, soprattutto per la molta gente che era venuta in piazza per celebrare la Festa Nazionale: oltraggiando le istituzioni, i contestatori hanno oltraggiato anche loro».

Ha reagito bene, però. Mantenendo la calma e finendo il suo discorso.
«La contestazione era stata annunciata. In realtà, ero assolutamente pronta all'ascolto. Mi sono detta: è comunque una forma di comunicazione. Se ai fischi segue un dialogo in un linguaggio convenzionale...» 

Più volte ha parlato di dialogo con gli autogestiti, in passato. È ancora possibile?
«Il presupposto per il dialogo è avere un linguaggio comprensibile e non inneggiare alla rivolta fine a sé stessa. O almeno avere un interprete che traduca i fischi in richieste o proposte, naturalmente non di sovvertire un sistema politico o “scardinare il potere”. Ho rispetto del dissenso, abbiamo offerto ai contestatori la possibilità di dialogare ma non l'hanno fatto». 

Forse non vogliono parlare con lei.
«Non vogliono parlare con nessuno. Né con il sindaco, né con il Municipio di prima, né con questo. Così facendo mancano di rispetto alla maggioranza dei luganesi, che si è espressa con il voto democratico. Non solo, hanno oltraggiato la celebrazione della Festa Nazionale e della ricorrenza del diritto di voto alle donne». 

Si è sentita offesa come donna?
«Non l'ho presa sul personale. Ma ero stata scelta per l'allocuzione proprio in quanto donna in Municipio per sottolineare la ricorrenza storica, e silenziandomi i contestatori hanno oltraggiato le donne e le istituzioni». 

Come è andata a dormire ieri sera?
«Le dirò, confortata e piacevolmente sorpresa. Le manifestazioni spontanee di solidarietà da parte del pubblico presente sono state moltissime. Mi hanno fatto bene».

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