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CANTONE
27.05.2021 - 09:170

Diminuiscono gli sfratti, ma non i furbi

Il Covid non ha innescato un boom di morosità in Ticino. Ma per l'Associazione inquilini una moratoria resta necessaria

La Catef: «I proprietari sono stati solidali. Ma i primi a chiedere lo sconto sono spesso i cattivi pagatori»

LUGANO - Meno lavoro, uguale più difficoltà nel pagare l'affitto. Uguale più procedure di sfratto. La doppia equazione ha innescato una serie di preoccupazioni durante i mesi "caldi" della pandemia: ma per fortuna il Covid ha fatto saltare (anche) la matematica. Nel corso della prima e della seconda ondata epidemica, in Ticino gli inquilini costretti a lasciare il proprio appartamento non sono aumentati, al contrario.

Numeri in calo - I dati del 2020 forniti dalla Divisione giustizia mostrano un netto calo rispetto all'anno precedente. Da 536 sfratti a 424, il 20 per cento in meno. Nel 2018 le procedure esecutive erano state 574, in linea con un trend pluriennale in leggera discesa (prima del 2014 erano oltre quota 600). 

Luganese in testa - In testa alla classifica regionale c'è il Luganese con circa metà degli sfratti (215), seguono Mendrisiotto (81), Locarnese (67) e Bellinzonese (52). I numeri sono una buona notizia per l'Associazione inquilini, che a febbraio è tornata a chiedere una moratoria sugli sfratti al Consiglio federale. La richiesta «rimane comunque attuale» spiega la segretaria cantonale Céline Dellagana-Rabufetti. «Gli inquilini sono la parte più debole del contratto di locazione, in un momento di difficoltà è giusto andare loro incontro per evitare ulteriori sfitti e dare una boccata d'aria».

Effetto ritardato? - Il timore è che - con la proroga di 90 giorni concessa da Berna per le disdette, durante il picco dell'emergenza - si assista a un'ondata "ritardata" nei prossimi mesi. Un'interrogazione al riguardo, presentata dalla deputata Daria Lepori (Ps), dovrebbe essere evasa nei prossimi giorni dal Consiglio di Stato. 

Proprietari solidali - Di sicuro, gli aiuti Covid stanziati dalla Confederazione hanno inciso sulla statistica. Ma anche i padroni di casa hanno fatto la loro parte. A bocce (quasi) ferme la Camera ticinese dell'economia fondiaria tira un sospiro di sollievo e soddisfazione. «I proprietari immobiliari in Ticino hanno dimostrato solidarietà e i numeri lo dimostrano» commenta la direttrice Renata Galfetti. Nei mesi scorsi le consulenze offerte dalla Catef sono esplose, «sia a conduttori sia a locatori» complice anche «un clima di incertezza su cosa fosse lecito o no, da una parte e dall'altra».

I furbi ci provano - Non sono mancati anche i tentativi di approfittare della situazione: «I cattivi pagatori sono stati spesso i primi a chiedere uno sconto. Persone che magari non hanno nemmeno perso il lavoro, o non sono state toccate dalla crisi» spiega Galfetti. «Ma in presenza di reali difficoltà, gli sconti ci sono stati eccome. In genere, si sono attestati al cinquanta per cento o anche più». Dai "malpaga" cronici prende le distanze anche l'Associazione inquilini, che assiste gli affittuari «unicamente dopo che sono tornati a giorno con i pagamenti».

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