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CANTONEDall'EOC a BancaStato, cene aziendali e brindisi già annullati

15.10.20 - 18:03
Il settore del catering conferma: «Non ci saranno eventi. Nessuno vuol prendersi la responsabilità di eventuali contagi»
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Dall'EOC a BancaStato, cene aziendali e brindisi già annullati
Il settore del catering conferma: «Non ci saranno eventi. Nessuno vuol prendersi la responsabilità di eventuali contagi»
Il direttore dell'Ospedale Civico ai collaboratori: «Nella prima fase della pandemia e fino ad oggi siamo stati molto bravi a limitare i contagi, dovremo esserlo anche nei mesi a venire, rispettando scrupolosamente tutte le direttive e le misure di protezione». Cin cin compresi.

LUGANO - La festa, non è ancora cominciata, è già finita. In questo 2020, struggente come una canzone di Sergio Endrigo, cresce la consapevolezza che i tradizionali momenti aggregativi di Natale e fine anno con i colleghi di lavoro rappresentano un potenziale pericolo di contagio. Focolai da evitare.

Il Civico prudente... - Innanzitutto nelle strutture più sensibili, come ad esempio all’interno dell’Ente ospedaliero cantonale, dove le direzioni ospedaliere hanno deciso di annullare tutte le manifestazioni aggregative. Così all’Ospedale Regionale di Lugano (ORL), non ci sarà la cena di Natale, e alla stessa stregua non verranno organizzati i consueti aperitivi di fine anno e altri incontri conviviali a livello di servizio o di reparto. Pur dispiaciuto, il direttore dell’ORL Luca Jelmoni ricorda, in una lettera ai dipendenti, come «la nostra professione non ci permette di correre il rischio di focolai o quarantene allargate all’interno della nostra organizzazione. Nella prima fase della pandemia e fino ad oggi siamo stati molto bravi a limitare i contagi, dovremo esserlo anche nei mesi a venire, rispettando scrupolosamente tutte le direttive e le misure di protezione».

...come tutto l'EOC - Quanto deciso all’Ospedale Civico non rappresenta ovviamente un’eccezione La politica preventiva dell’EOC procede nella stessa direzione, spiega il responsabile della comunicazione Mariano Masserini: «Non possiamo permetterci di correre rischi, siamo tutti sulla stessa linea. Siamo molto dispiaciuti, ma è una questione di responsabilità e ragionevolezza. Saranno molte, immagino, le aziende che agiranno allo stesso modo. Per l’EOC è di fondamentale importanza garantire sempre la sicurezza dei pazienti e dei collaboratori».

BancaStato non ipoteca la salute - Una prudenza che, in questi giorni, si sta diffondendo in tutti gli ambiti professionali del pubblico e del privato. A inizio ottobre anche BancaStato ha deciso di annullare la tradizionale cena delle festività. In questo caso è anche una questione di numeri, visto che in passato all’evento partecipava una buona maggioranza dei suoi oltre 450 dipendenti. «La tutela della salute di tutti è prioritaria» ricorda la comunicazione al personale. Anche sul fronte privato, un peso massimo come Credit Suisse ha scelto la prudenza: «Vista la situazione particolare, in Ticino abbiamo deciso di non organizzare un evento di fine anno con tutti i collaboratori» conferma la portavoce Gabriela Cotti Musio. 

I catering messi a dieta - A patire di più la situazione, assieme ai ristoranti, è il settore del catering. «La questione è semplice. Non ci saranno eventi» dice con disarmante franchezza Marco Conte, responsabile del catering alla Gabbani di Lugano. «Tutta la stagione è stata difficile. Durante l’estate, ad esempio, siamo stati confrontati con l’annullamento di una ventina di matrimoni». La lista delle cene aziendali di fine anno è desolatamente bianca: «Si percepisce bene che le varie aziende non vogliono prendersi la responsabilità di eventuali contagi tra il personale e in via precauzionale hanno deciso per quest’anno di cancellare tutto». Alla Gabbani fanno buon viso: «Noi lavoriamo bene in tutto quello che è il privato. Piccoli eventi casalinghi, ma le cene grosse sono andate. Si lavora in piccolo». 

Si guarda ormai al 2021 - Hanno lo stesso sapore le dichiarazioni di un altro grosso attore del catering, la Cronoparty & Services di Lugano: «È indubbiamente un grande problema perché viene a mancare una grossa fetta di lavoro» dice il direttore Adriano Del Curto. «Caduti gli eventi di 300-400 persone ci stavamo orientando fino a una decina di giorni fa sui momenti con 80-100 partecipanti. Che sono ancora consentiti. Ma già nel privato, pensiamo ai matrimoni, prevale il timore e l’incertezza, figuriamoci nel pubblico o tra i titolari delle aziende che non vogliono rischiare per una cena. C’è qualche richiesta per Natale, ma ancora a livello di richiesta. In pratica tutto è rinviato al 2021».

COMMENTI
 
don lurio 1 anno fa su tio
Buona decisione , spero che ai dipendenti al posto delle cene ,brindisi date almeno 150.- di regalo .
seo56 1 anno fa su tio
Iniziative intelligenti
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