Paola Dei Tos Cattaneo
TORRICELLA-TAVERNE
27.04.2020 - 20:050
Aggiornamento : 22:42

«Troppo stress con tutti questi protocolli, lavorare così è difficile»

Lo sfogo dell'estetista Paola Dei Tos Cattaneo, da 25 anni attiva nel settore. Il post Covid-19 parte in salita per lei.

La 42enne si fa portavoce dei malumori che regnano tra gli indipendenti. «Dal Cantone non ho ancora ricevuto un franco. Ma poi, in una situazione tanto eccezionale, non si potevano dare aiuti a fondo perso?»

Il primo giorno di lavoro dopo la pandemia del Covid-19, con l’ansia e l’incertezza di chi non sa dove si sta andando. A riassumerlo è Paola Dei Tos Cattaneo, 42 anni, estetista a Taverne, attiva da un quarto di secolo nel settore. La sua testimonianza evidenzia un malumore diffuso tra i lavoratori indipendenti. «Ci hanno riempiti di protocolli. Di regole. È uno stress enorme».

Soldi da restituire – Paola Dei Tos Cattaneo è amareggiata. Dal Cantone non ha ancora ricevuto un franco per quanto riguarda le misure di aiuto. «E poi, comunque, si tratta di soldi che dovremo restituire. Io penso che, siccome si tratta di una situazione eccezionale, gli aiuti, per questa volta, potevano anche essere a fondo perso. Tengo a precisare che io ho chiuso il 13 marzo, un giorno prima del decreto delle autorità. Per coscienza personale e perché mi ero accorta che la situazione era grave. Tanti altri indipendenti comunque hanno chiuso perché l’imposizione è arrivata dall’alto. Le autorità ti impongono lo stop, e poi ti indebitano?»

La febbre da misurare – L’esperta estetista analizza poi i protocolli da seguire. «Ho speso più di mille franchi per avere tutte le attrezzature necessarie, compresi i camici monouso. Soldi che devo pagare di tasca mia. Nessuno mi aiuterà. Adesso dobbiamo pure misurare la febbre al cliente. Mi sembra eccessivo. Se uno non sta bene, non va dall’estetista. Se uno ha la febbre, sta a casa. È pazzesco che tocchi a noi questo compito. Tanti accorgimenti, tra l'altro, li usavo già prima, sono sempre stata attenta all’igiene e alla salute. Ci suggeriscono alcune regole come se avessero scoperto l'acqua calda».

Niente sconti sull'affitto – Naviga a vista, l’imprenditrice 42enne. E mastica amaro quando pensa all’affitto da pagare. «Il proprietario dello stabile mi ha detto che accetta un ritardo nel pagamento. Ma non avrò diritto a sconti. Insomma, il nuovo coronavirus è qualcosa di eccezionale solo quando fa comodo. Altrimenti no. Mio marito è parrucchiere. Si trova più o meno nella stessa situazione. Mille imposizioni e una pressione che ci sfinisce. Ho parlato anche con altre mie colleghe. Psicologicamente è un periodo devastante. Ti senti troppa responsabilità addosso».

 

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