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19.03.2020 - 22:230

Se il postino fa la firma per la raccomandata

Lettere, pacchi e raccomandate: le consegne sono garantite. Ma come evitare il contatto col destinatario?

Quarantena

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

LUGANO - «Restate in casa!» È questo l'appello che viene continuamente lanciato ai cittadini nella lotta contro la diffusione del coronavirus. Le strade si sono quindi svuotate, le aziende hanno favorito il lavoro a distanza, e le autorità hanno disposto la chiusura di attività commerciali e ricreative.

Ma in tutte le case continuano ad arrivare lettere, pacchi e giornali, in quanto i servizi postali sono garantiti. In queste settimane di “quarantena” è quindi inevitabile uno boom dello shopping online, non soltanto per l'acquisto di derrate alimentari (su siti come LeShop e Coop@home i tempi di consegna si sono allungati di molto), ma anche per altre merci, dall'abbigliamento ai prodotti elettronici.

Firma con consenso orale - Le consegne a domicilio devono però avvenire - come prevedono le disposizioni delle autorità - «nel rispetto delle norme igieniche accresciute e di distanza sociale». Quali sono dunque i provvedimenti previsti dai vari operatori, in particolare per raccomandate o pacchi che richiedono la firma del destinatario? Come evitare il contatto con altre persone? «Gli addetti al recapito che dovranno consegnare un invio raccomandato potranno confermare la ricezione apponendo la propria firma» fa sapere La Posta. E questo avviene con un consenso orale del destinatario.

Pacchi trattati coi guanti - Anche gli altri operatori postali hanno adottato delle misure per evitare il contatto tra fattorini e destinatari. Per esempio DPD ci dice che attualmente è possibile rinunciare alla firma. Inoltre gli addetti al recapito lavorano indossando guanti di protezione che vengono sostituiti regolarmente, spiega una portavoce.

Anche DHL ci parla di utilizzo di guanti e mascherine quanto richiesto dai clienti. E anche di sanificazione dei mezzi. Per il respetto della distanza sociale, «stiamo adattando i nostri processi in modo da evitare temporaneamente una firma perle consegne a clienti privati» ci dice una portavoce dell'azienda.

Non sono comunque state poste delle limitazioni alle consegne, quindi i servizi postali continuano a trasportare tutte le merci, che si tratti di un prodotto essenziale o meno. «Il nostro obiettivo dichiarato - sottolinea La Posta - è quello di continuare a garantire la fornitura del servizio universale in Svizzera».

Il cibo resta davanti alla porta - Il rispetto delle norme igieniche e sanitarie previste dalle autorità riguarda anche chi si occupa del delivery di cibo. Il servizio ticinese Divoora, per esempio, spinge il pagamento anticipato online con carta di credito. E fa quindi sapere che il cliente ha la possibilità di richiedere il deposito del cibo davanti alla porta. Questo per evitare qualsiasi contatto.

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