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AGNO
02.09.2019 - 09:060
Aggiornamento : 07.02.2020 - 14:54

«Smettetela di litigare, trovate una soluzione per l'aeroporto»

Una decina di dipendenti dello scalo luganese condivide con noi quello che sta vivendo in questo periodo di incertezze: «Noi ci mettiamo ogni giorno la passione»

AGNO - Molti di loro sono in piedi da prima dell’alba: verso le sei sono arrivati al lavoro e hanno effettuato tutti i controlli necessari per garantire la sicurezza del traffico aereo. Poi hanno spostato e preparato diversi velivoli privati per il decollo, oltre a occuparsi dei servizi ai voli di linea. Altri si dedicano invece a tutto quello che ruota attorno ai clienti dell’aviazione generale, rispondendo a ogni loro richiesta. «Noi ci mettiamo ogni giorno la passione, ma non è facile con tutta l’incertezza che regna attorno alla struttura» ci raccontano alcuni dipendenti di Lugano Airport, che lanciano anche un appello alla politica: «Smettetela di litigare, cercate di trovare una soluzione».

Per lo scalo luganese lavorano circa settanta dipendenti, taluni attivi da oltre vent'anni. E non manca chi ha una famiglia. Una decina di loro ha accettato di condividere con tio/20minuti quello che sta vivendo. Sì, perché per l'aeroporto di Agno, come noto, quello attuale è un periodo molto difficile: la società ha bisogno di una ricapitalizzazione, che la politica sta però mettendo in discussione. In particolare a seguito di tutta una serie di recenti cattive notizie relative al futuro del collegamento con Zurigo e all'auspicato ripristino del volo su Ginevra. «Questa situazione di incertezza ti fa cadere dei pilastri importanti, non la vivi bene» ci dicono i dipendenti.

Innanzi tutto pompieri - Con noi parlano dunque di frustrazione: «Ci mettiamo la passione, ma poi senti dire che da qui partono solo quattro voli di linea al giorno… e allora sembra che non facciamo nulla, ci sentiamo sotto attacco». Invece, il lavoro che c’è dietro le quinte è molto, riguarda anche l'aviazione privata, «ed è impegnativo». I tre gruppi che lavorano sul piazzale e sulla pista dello scalo, per esempio, sono innanzi tutto pompieri. Ma nella routine lavorativa quotidiana si occupano di tutto quanto ruota attorno alla preparazione dei velivoli, dalla gestione del bagaglio al rifornimento di carburante e allo sghiacciamento (il cosiddetto de-icing) nel periodo invernale. E se poi scatta un allarme, in tre minuti sono pronti all’intervento in veste di pompieri.

«Un posto di lavoro particolare» - «Facciamo molti sacrifici». Non manca infatti il lavoro nei giorni festivi. E non vanno dimenticati i picchetti notturni: «Ci attiviamo per lo sgombero della neve dalla pista. Oppure se in piena notte deve essere effettuato il trasporto urgente di un organo, siamo pronti ad aprire lo scalo». Ma sempre - come detto - con passione: «L’aeroporto è un posto di lavoro particolare, una volta che ti ci affezioni ci metti il cuore».

I voli annullati: «Non è colpa nostra» - Ma poi ci sono quei giorni in cui l’annullamento di uno o più voli di linea lascia a terra decine di passeggeri. «E ingiustamente la colpa viene data a noi, all’aeroporto» ci dicono i dipendenti, spiegando: «Quando un aereo non parte, la decisione è della compagnia. Noi facciamo comunque tutto il lavoro necessario, dal check-in alla preparazione del velivolo». Anzi, un annullamento richiede ulteriore lavoro, tra cui l’assistenza ai passeggeri. «Ci dispiace sentirci incolpati, perché il nostro obiettivo è sempre di far contento il cliente».

Il rischio di sparire dalle mappe - Secondo chi ci lavora tutti i giorni, per il nostro cantone l’aeroporto è importante. «Magari il Ticino lo capirà quando sarà ormai troppo tardi» afferma uno dei dipendenti. «Se vogliamo parlare di soldi, si consideri che lo studio effettuato dall’Università di San Gallo parla di un indotto economico di quasi duecento milioni all’anno… e ora l’aeroporto ne chiede una cinquantina diluita su dieci anni» aggiunge un altro. «Non bisogna poi dimenticare - dice ancora un di loro - che la presenza di un aeroporto permette a Lugano di risultare su una mappa mondiale». Senza lo scalo, la città sparirebbe dalla mappa «e sarebbe la rovina del Ticino, perché chi vive a Los Angeles, New York o Rio de Janeiro non saprebbe nemmeno che esiste».

I voli speciali nel 2001 - Senza aeroporto «saremmo tagliati fuori dalla Svizzera» sostiene un dipendente che lavora allo scalo da ventidue anni. E che ricorda l’autunno del 2001, quando per più tempo il tunnel autostradale del San Gottardo era rimasto chiuso per un grave incidente: «Allora era stato organizzato un volo speciale giornaliero per il trasporto in Ticino di merce».

«Intimità e discrezione» - Nonostante i molti pareri negativi sullo scalo che si sentono in giro, l’aeroporto è anche apprezzato, come garantiscono i dipendenti. Ci sono ache passeggeri dall’Italia che partono da Agno per evitare la ressa di Malpensa, «soprattutto in questi giorni». E poi non mancano le personalità che lo scelgono «per l’intimità e la discrezione».

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