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Yves Ubelmann ad Aleppo
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LUGANO
20.08.2019 - 06:000
Aggiornamento : 07:23

«Così si ricostruisce una città distrutta dalle bombe»

Yves Ubelmann è specializzato nella riproduzione virtuale del patrimonio a rischio. Prossimamente sarà ospite di una mostra dell’USI: «Vi spiego i danni fatti dalle guerre in Siria e Iraq»

LUGANO – Una mostra in Ticino per rivivere, grazie alla realtà virtuale, il patrimonio culturale danneggiato dalle guerre in Siria e Iraq. Damasco, Aleppo, Palmira e Mossul… città ridotte in macerie. Proprio a queste quattro località, l’Università della Svizzera italiana dedica la mostra “Città in frammenti”, aperta al pubblico il 24 e il 25 agosto al Palazzo dei Congressi di Lugano. Un evento realizzato a margine del Middle East Mediterranean Summer Summit e che vedrà come protagonista Yves Ubelmann, presidente e cofondatore di Iconem, ente che si occupa della ricostruzione virtuale del patrimonio a rischio.  

Da dove nasce questa sua missione?
Otto anni fa lavoravo come architetto in Afghanistan. Ho visto distruggere siti di interesse culturale molto rapidamente. Abbiamo iniziato a mappare e fare copie digitali di questi luoghi grazie a droni e alla fotografia tridimensionale: dati utili alla trasmissione della memoria, ma anche alla ricostruzione. In seguito sono scoppiati i conflitti in Siria e in Iraq. Di fronte all’urgenza ci siamo mossi immediatamente, ma ad esempio a Palmira siamo arrivati tardi.

Lei è stato testimone diretto di come la distruzione del patrimonio culturale sia legata a doppio filo con quella della popolazione. Che effetto fa? 
Quando a essere distrutti sono siti dichiarati dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità si suscita l’indignazione internazionale. A Palmira l'auto proclamato Stato Islamico ha deliberatamente voluto cancellare arte e storia, sfruttando la risonanza data dai media con un effetto di spettacolarizzazione. 

Con quali conseguenze?
I danni hanno toccato il sito archeologico, i templi di Bel e di Baalshamin, l’Arco di trionfo e le colonne nella Valle delle tombe. A Palmira siamo almeno riusciti a mettere la nostra tecnologia a servizio della storia contemporanea, documentandone la distruzione e permettendo al contempo di immaginarne la ricostruzione.

Parliamo della mostra di Lugano…
Sarà suddivisa in tre momenti: fotografico, documentaristico, con un cortometraggio di Roberto Antonini, ed esperienziale, con una camera immersiva legata alla realtà virtuale. 

Chiusura sul Middle East Mediterranean Summer Summit. Di che si tratta? 
È un evento, giunto alla seconda edizione, che dal 15 al 25 agosto 2019 porterà a Lugano un centinaio di giovani provenienti da 25 diversi Paesi della regione del Medio Oriente Mediterraneo e dell’Europa, nonché alte autorità politiche, dirigenti, imprenditori e intellettuali, per discutere e proporre soluzioni per il dialogo e lo sviluppo nella regione.

L’entrata è libera, previa iscrizione www.mem-summersummit.ch/it 

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