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«La più antica testimonianza sul nostro territorio»
UBC, M. Gillioz
Veduta generale dello scavo.
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BELLINZONA
13.06.2019 - 12:510
Aggiornamento : 12.11.2020 - 10:09

«La più antica testimonianza sul nostro territorio»

Nel quartiere bellinzonese rinvenute strutture di un luogo di culto preistorico.

BELLINZONA - «Lo scavo è ancora in corso, ma le strutture che stanno emergendo sono imponenti e di eccezionale importanza». È con queste parole che il Dipartimento del territorio ha presentato questa mattina i ritrovamenti archeologici a Claro, il primo di questo tipo in canton Ticino.

Il ritrovamento è avvenuto a seguito di un progetto immobiliare di edilizia privata (nel mappale 1193) sul terreno dei signori Rinaldo Sala e Orlando Lettieri. Durante i lavori sono venute alla luce strutture appartenenti a un luogo di culto preistorico del Neolitico (2’500-2'300 a.C.) e dell’età del Ferro (ca. 500 a.C.). La struttura è composta da almeno cinque megaliti (grandi pietre erette in posizione verticale simili a menhir) e altri blocchi. Durante l’età del Ferro i megaliti furono ricoperti e riutilizzati per la costruzione di un nuovo luogo di culto, forse con finalità sepolcrali.

Il complesso megalitico di Claro è certamente collegato alla presenza di abitanti sulla collina di Bellinzona Castelgrande durante il periodo neolitico. Nelle immediate vicinanze scavi recenti – in parte ancora in corso - permettono di documentare i perimetri di abitazioni dell’età del Ferro: ancora una volta la conferma che l’area di Arbedo, Castione, Claro, Gorduno, Galbisio, Giubiasco, Pianezzo era abitata da gruppi celtici (i Leponti) le cui ricche tombe dalla fine del XIX secolo attestano la presenza di una élite guerriera.

Il ritrovamento del sito di culto di Claro è la prima testimonianza monumentale della religiosità preistorica nel nostro territorio e rappresenta nel contempo la prova più antica dell’organizzazione territoriale della popolazione stanziatasi nel Bellinzonese, delle capacità creative e artigianali di tali gruppi. «Siamo in presenza della più antica testimonianza di scultura (con finalità simboliche ed estetiche) e di attività di lavorazione della pietra sul nostro territorio».

Le indagini – dirette dagli archeologi di terreno Mattia Gillioz e Maruska FedericiSchenardi - proseguiranno ancora un paio di mesi. In aiuto degli archeologi lavorano numerosi richiedenti asilo.

Guarda il video (filmato realizzato con il drone durante alcune fasi del recupero dei menhir, a cura di UBC, Oblivion Aerial SA di Sant’Antonino, D. Maedar)

UBC, M. Gillioz
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Commenti
 
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moma 2 anni fa su tio
Sono ignurante e perciò vedo solo un mucchio di sassi giusto buoni per fare sottofondo. Scusate.
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