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BELLINZONA
06.02.2019 - 17:580
Aggiornamento : 21:59

Dss, ecco la lettera sugli abusi: «Ci provava con le ragazze»

Nuovi particolari sul caso dell'operatore sociale condannato per coazione sessuale. Un suo ex superiore, contattato al telefono, si limita al «no comment»

BELLINZONA - Assume i contorni di un domino il caso degli abusi all'interno del Dss, scoppiato dopo la condanna di un ex operatore sociale per coazione sessuale. La seconda tessera a “cadere”, martedì, è stato il funzionario in pensione Ivan Pau-Lessi. 

All'epoca superiore del condannato, Pau-Lessi si è autosospeso dal Consiglio della magistratura e dalla Commissione cantonale di coordinamento per l’aiuto alle vittime di reati (di cui è presidente dal 2016), in attesa che l'inchiesta interna faccia chiarezza su cosa accadde nel Dipartimento. Le molestie vennero nascoste? Chi ne era al corrente? È quanto chiedono i deputati Fiorenzo Dadò (Ppd) e Boris Bignasca (Lega) in un'interpellanza  presentata oggi al governo.

«Tre giovani vennero a lamentarsi da me. In nessun caso tuttavia qualcuno mi parlò di rapporti sessuali, men che meno estorti» si legge nella lettera di Pau-Lessi, di cui tio/20minuti è venuto in possesso. L'ex funzionario afferma di avere fatto rapporto «con i miei superiori» e cita un dirigente tutt'ora alle dipendenze del Dss.

Da noi contattato, quest'ultimo si è detto sorpreso e si è limitato al «no comment». Nella lettera invece Pau-Lessi precisa che «ne parlai con» e fa il nome del dirigente «ma del tema dell'operatore sociale e non di rapporti sessuali». 

«Non ho assolutamente memoria che mi sia stato riferito di abusi sessuali» continua la lettera - che pubblichiamo in allegato. In un passaggio, però, Pau-Lessi ammette un particolare: le presunte vittime gli avrebbero detto che l'operatore «ci provava» con le ragazze. Un campanello d'allarme che, forse, non ha suonato abbastanza. 

Il Consiglio di Stato: «Ne prendiamo atto» - In serata è arrivata pure la presa di posizione del Consiglio di Stato che conferma di aver ricevuto la lettera con cui Ivan Pau-Lessi ha deciso di autosospendersi dalla Commissione cantonale di coordinamento per l’aiuto alle vittime di reati, di cui è Presidente dal 2016. «La decisione - precisa il Governo - è stata presa in assoluta autonomia e fa seguito alla sentenza pronunciata settimana scorsa dalla Corte delle Assise criminali nei confronti di un ex-funzionario del DSS e alla conseguente apertura di una procedura di accertamento da parte del Consiglio di Stato sulla gestione del caso in seno all’Amministrazione.  L'interessato - sottolinea il Consiglio di Stato - ha rilevato di aver compiuto questo passo per permettere alla Commissione di continuare a svolgere il proprio ruolo con l’autorevolezza e la tranquillità necessarie. Il Governo - ricordiamo - subito dopo la sentenza aveva infatti incaricato il Capo delle risorse umane e il Consulente giuridico del Consiglio di Stato di procedere con degli accertamenti sulla gestione del caso all’interno dell’Amministrazione cantonale.

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