Prezzi elevati: «Abolire i dazi industriali»

L'abolizione permetterà alle aziende elvetiche di beneficiare di costi intermedi più bassi e di ridurre le spese di produzione
BERNA - Automobili, elettrodomestici, vestiti e altri articoli importati potrebbe presto costare di meno in Svizzera. Il Consiglio federale ha infatti chiesto oggi al Parlamento di abolire i dazi doganali sui prodotti industriali.
Attualmente i prezzi praticati in Svizzera sono in media del 30% superiori a quelli dei nostri vicini, ha ricordato il consigliere federale Guy Parmelin in conferenza stampa. Ciò si spiega con diverse ragioni, come gli affitti e i salari più elevati.
Per contrastare il fenomeno dei prezzi alti il governo ha così proposto la soppressione unilaterale di tutti i dazi industriali, seguendo l'esempio di altri Paesi come Islanda, Canada, Nuova Zelanda e Norvegia. Si tratta comunque solo di una delle misure immaginate dal governo per lottare contro l'isola dei prezzi elevati costituita dalla Svizzera, ha precisato direttore sostituto della Segreteria di Stato dell'economia SECO Eric Scheidegger.
La revisione della Legge sulla tariffa delle dogane, ha spiegato il ministro dell'economia, ha tre obiettivi principali. Il primo è diminuire i prezzi dei prodotti importati per le imprese, ma anche per i consumatori. Oggi vengono infatti ancora pagati dei dazi sulle importazioni di vari beni di consumo quali ad esempio automobili, biciclette, prodotti per la cura del corpo, elettrodomestici e capi d'abbigliamento, ha ricordato Parmelin.
Il secondo obiettivo è ridurre l'onere burocratico per le imprese, in particolare per le PMI, che hanno notoriamente un apparato amministrativo più piccolo. Secondo il Forum economico mondiale (WEF) la Svizzera ha oggi il sistema di tariffe doganali più complicato di tutti i Paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio, ha ricordato il consigliere federale.
La revisione legislativa permetterà infine di rafforzare la competitività della piazza economica svizzera. L'abolizione dei dazi permetterà infatti alle aziende elvetiche di beneficiare di costi intermedi più bassi e di ridurre così le spese di produzione.
Con l'abolizione dei dazi - che, ha ricordato Parlmein, erano stati introdotti per proteggere le imprese svizzere ma che oggi si sono trasformati in ostacoli al commercio - la Confederazione dovrà fare i conti con una diminuzione degli introiti di svariate centinaia di milioni di franchi: nel 2018 i proventi doganali realizzati con i dazi industriali ammontavano ad esempio a 560 milioni di franchi, pari allo 0,7% delle entrate.
Circa un terzo di questo ammanco potrà essere recuperato da imposte supplementari generate dalle ripercussioni economiche positive del provvedimento. La misura garantirà infatti effetti positivi per l'economia quantificabili in circa 860 milioni di franchi dovuti appunto alla soppressione dei dazi, alla diminuzione degli oneri amministrativi e all'aumento della produttività.



