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C'è anche la Finma tra i creditori di FTX

Il fallimento della piattaforma ha coinvolto anche alcune società finanziarie elvetiche
keystone-sda.ch / STF (Marta Lavandier)
Fonte Ats
C'è anche la Finma tra i creditori di FTX
Il fallimento della piattaforma ha coinvolto anche alcune società finanziarie elvetiche
BERNA - Figurano anche la Finma e diverse società finanziarie elvetiche nel lungo elenco dei creditori colpiti dal fallimento di FTX, la piattaforma di negoziazione di criptovalute con sede nelle Bahamas, fondata nel 2019 e finita in bancarott...

BERNA - Figurano anche la Finma e diverse società finanziarie elvetiche nel lungo elenco dei creditori colpiti dal fallimento di FTX, la piattaforma di negoziazione di criptovalute con sede nelle Bahamas, fondata nel 2019 e finita in bancarotta nel novembre 2022.

Avvenuta a metà di questa settimana, la pubblicazione dell'elenco di 115 pagine di coloro che potrebbero avanzare pretese su FTX mostra l'impatto globale che ha avuto il collasso: oltre a grandi società di criptovalute come Coinbase o Binance la lista comprende anche importanti aziende nonché autorità degli Stati Uniti e di altri paesi.

Interpellata dall'agenzia Awp in merito a notizie pubblicate dal portale Finews e dalla Neue Zürcher Zeitung, l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (Finma) non è però in grado di spiegare perché si trovi sull'elenco. «Possiamo escludere che la Finma fosse un cliente della società o che negoziasse sulle piattaforme della società», ha detto un portavoce.

Una spiegazione ovvia potrebbe essere che FTX o le sue controllate avessero ancora tasse non pagate aperte presso l'autorità, ad esempio a causa di richieste di licenze. Tuttavia l'addetto stampa sottolinea che negli schedari bernesi non risultano fatture in sospeso a nome della società americana. Inoltre FTX non ha mai goduto di una licenza della Finma.

Meno sorprendentemente è il fatto che nell'elenco in questione compaiano imprese elvetiche attive nella finanza digitale quali Bitcoin Suisse, Seba Bank e l'istituto Maerki Baumann. Fra i creditori figurano anche Zurich e due filiali statunitensi di UBS, nonché grandi studi legali quali Lenz&Stähelin e Bär&Karrer. A livello internazionale, l'elenco comprende aziende tecnologiche di spicco come Apple, Microsoft, Google e Meta, come pure i principali media statunitensi quali Bloomberg, New York Times e Wall Street Journal.

Il crollo di FTX ha provocato una scossa molto forte sui mercati delle criptovalute. Il fondatore della piattaforma, il 30enne Sam Bankman Fried, è stato arrestato alle Bahamas in dicembre ed è stato nel frattempo estradato negli Stati Uniti. Le autorità americane lo accusano di aver frodato gli investitori e di aver sottratto miliardi di dollari di fondi dei clienti.

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