SVIZZERA
07.04.2012 - 17:440
Aggiornamento : 21.11.2014 - 18:02

Denunce penali contro Weltowoche per presunto razzismo anti-rom

Il settimanale uscito giovedì, titola: "Arrivano i rom: razzie in Svizzera"

BERNA - La fotografia sulla copertina dell'ultima edizione della Weltwoche di un bimbo di etnia rom che punta una pistola in direzione del lettore sta suscitando aspre reazioni. A livello penale sono state inoltrate denunce in Svizzera, Austria e, stando a informazioni diffuse su Twitter, anche Germania.

Sotto la fotografia, il settimanale uscito giovedì, titola: "Arrivano i rom: razzie in Svizzera". Giovedì pomeriggio una donna domiciliata nel cantone di Basilea Campagna ha inoltrato denuncia perché a suo avviso immagine e titolo ledono la norma antirazzista (articolo 261 del Codice penale), ha spiegato oggi all'ats.

Dal canto suo il giornalista austriaco Klaus Kamolz ha sporto querela per istigazione al razzismo nel suo paese, dove la Weltwoche è pure distribuita. La denuncia va intesa come un "atto simbolico", ha detto all'ats facendo riferimento all'informazione pubblicata oggi da Bund e Tages-Anzeiger. Il settimanale diffonde "l'idea che l'intero popolo rom sia costituito di criminali".

Kamholz auspica che le autorità del suo paese prendano finalmente l'iniziativa dato che l'istigazione al razzismo ("Verhetzung" nel codice penale austriaco) per Vienna è un reato perseguito d'ufficio, ha detto. Il giornalista spera però che anche le autorità penali elvetiche si decidano a perseguire il settimanale.

Stando ad un'informazione pubblicata oggi sulla rete sociale Twitter una denuncia in relazione all'ultima edizione della Weltwoche sarebbe stata inoltrata anche in Germania.

L'immagine incriminata è stata realizzata dal fotografo italiano Livio Mancini, che sul suo sito internet spiega di averla scattata nel 2008 ai margini di una discarica non lontano dalla città di Gjakova, in Kosovo. Sul sito vivono varie famiglie rom e i bambini giocano tra i rifiuti.

L'illustrazione ha scioccato anche i giovani del Partito ecologista, che in una lettera aperta hanno manifestato la loro indignazione a Roger Köppel, redattore capo della Weltwochwe.

La fotografia indispone anche l'esperto di media Peter Studer, che sulle onde dell'emittente zurighese Radio 1 ne ha denunciato il carattere razzista. Studer precisa però che la pubblicazione è "molto ben documentata".

Philipp Gut, vice del caporedattore e coautore dell'articolo, fatica a capire il malumore sollevato dalla foto, ha indicato per iscritto all'ats. L'immagine simbolizza il fatto che "bande rom abusano dei loro bambini per scopi criminali".

Non è la prima volta che la Weltwoche è oggetto di denuncia. Nel 2009 la Gioventù socialista svizzera (GISO) aveva sporto una querela contro Köppel per violazione della norma antirazzismo. La GISO aveva giudicato illegali le affermazioni che il caporedattore aveva fatto attorno a islam e iniziativa "Contro l'edificazione di minareti". Il ministero pubblico zurighese ha archiviato il dossier poche settimane fa.

 


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