Ucraina e neutralità: la Svizzera dice no a una nuova legge

Il Consiglio federale conferma la neutralità svizzera senza introdurre nuove leggi dedicate al caso ucraino.
ESTAVAYER-LE-LAC - Il Consiglio federale ha deciso di non dare seguito al progetto di legge federale sul rispetto degli obblighi di neutralità in relazione alla situazione in Ucraina. Terminata la procedura di consultazione, l'Esecutivo ha dichiarato oggi che non è necessaria una nuova base legale, ritenendo sufficiente l'attuale quadro normativo fondato sul diritto di necessità.
I divieti di esportazione e di transito rilevanti sotto il profilo del diritto della neutralità continueranno quindi a essere disciplinati dalla legislazione vigente sul materiale bellico e sul controllo dei beni a duplice impiego, si evince da una nota governativa diramata oggi. Secondo l'Esecutivo, la neutralità della Svizzera resta pienamente garantita anche senza una nuova legge.
Dalla consultazione - conclusasi il 6 marzo 2026 - è emerso che la maggioranza dei Cantoni era favorevole, in particolare per l'assenza di ripercussioni sulle loro finanze e sul loro personale e per fatto che il progetto non avrebbe comportato modifiche materiali, mentre la maggioranza dei partiti politici nonché le associazioni economiche e altre organizzazioni hanno espresso parere negativo. In particolare, è stato criticato il fatto che l'interpretazione del diritto della neutralità risulta troppo estensiva.
Il Consiglio federale ha inoltre sottolineato che la rinuncia al progetto non comporta alcuna modifica delle sanzioni nei confronti della Russia, alle quali la Confederazione aveva aderito il 28 febbraio 2022 in seguito alla guerra di aggressione contro l'Ucraina.



