Frode digitale: «Le banche intervengano»

La denuncia della FINMA, che lancia l'allarme: «Da un lato i clienti sono vittime di una truffa, dall'altro i conti bancari vengono utilizzati in modo improprio per trasferire i proventi delle frodi.»
BERNA - È necessario intervenire sul modo in cui le banche gestiscono i rischi di frode digitale, in particolare nella gestione del rischio operativo e nella prevenzione del riciclaggio di denaro. Lo afferma l'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA), che sul tema ha condotto una inchiesta.
In un comunicato la FINMA afferma che dal 2022 si constatano, soprattutto presso le banche, sempre più casi di frode digitale. Queste sono coinvolte sotto due aspetti: da un lato, i clienti sono vittime di una truffa, dall'altro i conti bancari vengono utilizzati in modo improprio per trasferire i proventi delle frodi.
Per questo motivo, alla fine dello scorso anno la FINMA ha condotto un sondaggio sulla gestione dei rischi di frode digitale presso 19 banche. Dai risultati è emersa emerge «una necessità di intervento».
Con una nuova Comunicazione sulla vigilanza, la FINMA intende ora sensibilizzare ai rischi le banche e i cittadini. L'autorità di vigilanza intende anche fornire un supporto per allestire un sistema di protezione contro le frodi nell'utilizzo delle nuove tecnologie digitali.



