Impiantava protesi discali difettose: chirurgo fa ricorso

Era stato condannato a 17 mesi di reclusione, sospesi per due anni con la condizionale. Negli anni molti pazienti avevano avuto problemi
Era stato condannato a 17 mesi di reclusione, sospesi per due anni con la condizionale. Negli anni molti pazienti avevano avuto problemi
BERNA - Il chirurgo bernese condannato lo scorso febbraio dal Tribunale regionale di Berna-Mittelland a 17 mesi di reclusione, sospesi per due anni con la condizionale, per tentate lesioni personali gravi ha presentato ricorso contro la sentenza. Lo ha indicato la corte oggi a Keystone-ATS.
Spetterà quindi al tribunale cantonale esprimersi ora in seconda istanza sul caso, che riguarda una protesi discale per la colonna vertebrale all'origine di seri problemi fisici per diversi pazienti. In primo grado, al 78enne era anche stato ordinato di pagare le spese processuali e 4000 franchi a titolo di risarcimento a una parte civile.
Il medico aveva partecipato allo sviluppo di un impianto di dischi intervertebrali, utilizzandolo in prima persona su sette pazienti fra il 2011 e il 2013. La protesi incriminata è stata commercializzata dall'azienda britannica Ranier, oggi fallita.
Il prodotto, denominato "Cadisc-L", è stato lanciato nel 2010, malgrado, secondo l'atto d'accusa, i test svolti sugli animali avessero già evidenziato delle lacune. Nel 2014 è poi stato ritirato dal mercato, ma il chirurgo non ha informato i suoi pazienti.
Poco dopo l'intervento, decine di persone in tutta Europa hanno dovuto fare i conti con gravi complicazioni alla colonna vertebrale. Il caso è stato reso pubblico nel 2018, grazie al lavoro di un team di inchiesta internazionale al quale ha contribuito Tamedia.
Durante il processo, l'imputato si è rifiutato di testimoniare. Tuttavia si è rivolto ai pazienti da lui operati, porgendo le proprie scuse.




