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SVIZZERA / FRANCIA

Tariq Ramadan chiede la ricusazione della presidente del tribunale

L'islamologo svizzero sarà processato per stupro il prossimo marzo in Francia
AFP
Fonte ats
Tariq Ramadan chiede la ricusazione della presidente del tribunale
L'islamologo svizzero sarà processato per stupro il prossimo marzo in Francia

PARIGI - L'islamologo svizzero Tariq Ramadan, che sarà processato in Francia a marzo per stupro, ha presentato oggi una richiesta di ricusazione della presidente del tribunale, accusandola in particolare di non voler spostare le date del processo, che coincidono con il ramadan.

Nella sua richiesta di ricusazione, che l'agenzia di stampa France-Presse (Afp) ha potuto procurarsi, la difesa del predicatore chiede al primo presidente della Corte d'appello di Parigi di ordinare la ricusazione della magistrata che presiederà il tribunale penale dipartimentale per questo processo, previsto dal 2 al 20 marzo, ritenendo che non offra "le garanzie di imparzialità richieste dall'equità del processo".

Tariq Ramadan, 63 anni, dovrà comparire in tribunale per stupri che sarebbero stati commessi tra il 2009 e il 2016 su tre donne. Egli contesta le accuse.

In Svizzera, lo scorso mese di agosto il Tribunale federale ha confermato la condanna di Ramadan a una pena di tre anni di reclusione, di cui uno da scontare, per violenza carnale e coazione sessuale nei confronti di un'altra donna emessa dalla Corte di giustizia di Ginevra nel 2024.

"È particolarmente difficile concepire che un uomo che dovrà rispondere di accuse davanti al tribunale penale dipartimentale per quasi un mese venga interrogato durante il periodo del ramadan, durante il quale non disporrà pienamente di tutte le sue facoltà, tanto più che è malato", hanno indicato i suoi avvocati, Ouadie Elhamamouchi, Nabila Asmane, Sarah May Vogelhut e Marie Burguburu.

Il ramadan dovrebbe iniziare intorno al 17 febbraio e terminare intorno al 18 marzo.

I legali criticano inoltre la giudice per non aver dato seguito alle loro richieste di riaprire le indagini alla luce delle numerose perizie da loro presentate che, secondo loro, provano l'innocenza di Ramadan.

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