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ZURIGODopo 16 anni, il tribunale assolve un poliziotto per un caso di razzismo

15.02.24 - 18:37
L'agente insieme ad altri due colleghi aveva fermato un uomo keniota nel 2009. Questi li aveva denunciati per abuso di ufficio
Depositphotos (Nasevorn)
Fonte Ats
Dopo 16 anni, il tribunale assolve un poliziotto per un caso di razzismo
L'agente insieme ad altri due colleghi aveva fermato un uomo keniota nel 2009. Questi li aveva denunciati per abuso di ufficio

ZURIGO - Un agente della polizia comunale di Zurigo di 48 anni è stato prosciolto dall'accusa di aver messo in pericolo la vita di un uomo di colore che nel 2009 fu sottoposto ad un controllo di persona.

Il caso è molto controverso e viene giudicato - in seconda istanza - quasi 14 anni dopo l'accaduto a causa di una lunga serie di ricorsi. I fatti risalgono infatti alla notte del 19 ottobre 2009: Wilson A., un uomo originario del Kenya che all'epoca aveva 36 anni, fu controllato in malo modo da tre agenti di polizia mentre si trovava su un tram verso l'una di notte.

In prima istanza il processo aveva preso il via nel novembre 2016 ma aveva subito numerose interruzioni e si era concluso nell'aprile 2018 con l'assoluzione dall'accusa di abuso d'ufficio dei tre agenti della polizia comunale coinvolti. Secondo il Tribunale, i poliziotti non avevano agito a causa del colore della pelle dell'uomo che li ha denunciati, ma si sarebbero limitati a fare il loro lavoro.

La sentenza era stata accettata da tutte le parti tranne che dall'avvocato di Wilson A., che aveva presentato ricorso chiedendo la condanna dell'agente di polizia che era il leader della pattuglia durante il controllo notturno. Oggi in serata è stata resa nota la sentenza del Tribunale cantonale, che in seconda istanza ha anch'egli optato per l'assoluzione del poliziotto.

Nessuna violenza inappropriata

Secondo il giudice, l'agente non aveva fatto ricorso a violenza inappropriata, anzi era stato piuttosto Wilson A., con il suo comportamento, a causare un'escalation della situazione. Il magistrato ha pure respinto le accuse di profiling razziale mosse dall'avvocato della parte lesa: "se la polizia sta cercando una persona di colore, controllerà le persone di colore e non quelle bianche e viceversa". La sentenza non è definitiva: può essere presentato ricorso presso il Tribunale federale.

Per tutta la durata dei procedimenti decine di simpatizzanti di Wilson A. hanno manifestato davanti alla sede del tribunale innalzando striscioni di protesta e arrivando persino ad accompagnare l'uomo in aula. Nel corso degli anni il caso ha infatti impegnato non solo la magistratura di Zurigo, ma anche diverse organizzazioni non governative. Oggi l'Alleanza contro il profiling razziale (Allianz gegen Racial Profiling) ha organizzato una conferenza stampa in concomitanza con la conclusione del processo.

I fatti

Wilson A. - che nel frattempo ha 50 anni - si ritiene vittima di discriminazione per motivi razziali e sostiene di essere stato picchiato, ammanettato e insultato dai tre agenti durante il controllo sul tram «nonostante avessi detto loro che avevo da poco subito un intervento al cuore e che dovevo portare con me un defibrillatore».

L'uomo afferma che gli agenti lo fecero scendere dal tram, lo colpirono con diverse manganellate al torace e gli spruzzarono spray al pepe in faccia da breve distanza. Mentre era ammanettato e bloccato a terra, uno dei poliziotti avrebbe esclamato: «Torna in Africa, africano di m....!».

I tre poliziotti - due uomini e una donna - hanno sempre sostenuto di avere agito per legittima difesa e di essere stati a loro volta aggrediti dall'uomo di colore, che si era rifiutato di consegnare loro un documento. Gli agenti hanno ribadito di non essere a conoscenza dei problemi di salute dell'uomo sottoposto al controllo e di aver ricevuto dalla centrale un avviso relativo a «una persona di colore e in abiti eleganti» che era ricercata.

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