BASILEA CAMPAGNAL'omicida, ancora senza nome, della prostituta Ana Paula

07.11.22 - 22:02
Si riaccendono i riflettori sulla morte della donna avvenuta 16 anni fa. Mercoledì il caso in un noto programma tv.
Foto 20Minuten
L'omicida, ancora senza nome, della prostituta Ana Paula
Si riaccendono i riflettori sulla morte della donna avvenuta 16 anni fa. Mercoledì il caso in un noto programma tv.

ALLSCHWIL - Il suo corpo venne ritrovato nel parco di Allschwil da una persona del posto che stava facendo jogging: Ana Paula, giovane prostituta brasiliana doi 31 anni con alle spalle una lunga dipendenza dalla cocaina e problemi di salute mentale, era stata uccisa due ore prima. Strangolamento, accertarono gli uomini della scientifica.

Sedici anni fa il delitto: adesso il procuratore incaricato riapre il caso e si affida anche a un noto programma tv per risalire all'assassino - Era il 2 settembre del 2006. Sedici anni dopo il suo assassino è ancora senza nome e per tentare di assicurarlo alla giustizia il procuratore incaricato di risolvere l'omicidio - Mark Balke - riapre il caso: affidandosi - come riporta il quotidiano 20Minuten - anche a una nota trasmissione televisiva, "Aktenzeichen XY... ungelöst", seguita da diversi milioni di telespettatori. L'idea del procuratore è che vi possa essere qualcuno che sia a conoscenza di qualcosa e potrebbe magari decidersi a presentarsi negli uffici del Ministero pubblico, dando una svolta alle indagini.

«Vogliamo risolvere questo caso» ha dichiarato proprio lo stesso procuratore presentando due giorni fa alcuni resoconti di indagine custoditi nel fascicolo intestato a Ana Paula. Il Ministero in tutti questi anni si è avvalso anche di diversi periti per cercare di tracciare il profilo dell'assassino: nella squadra voluta dal ministero anche Alexander Horn, un detective di Monaco specialista nella cosiddetta analisi operativa dei casi, chiamato a tracciare un profilo dell'assassino.

Il profilo dell'omicida - «Si presume che l'autore potesse avere quando ha commesso il crimine un'età compresa tra i 25 e i 35 anni - ha spiegato Horn - e che avesse pianificato attentamente l'omicidio. In criminologia questo genere di omicidi li definiamo atti di inclinazione, dove l'omicida sceglie la sua vittima in modo situazionale per vivere su di lei le sue fantasie omicide. Uno che ha fatto qualcosa che aveva programmato di fare». 

Un omicidio intenzionale, dunque. Ma chi poteva volere la morte di Ana e quale il movente? «Il luogo in cui si è sbarazzato del corpo e il fatto che abbia portato con sé i vestiti della donna testimoniano dell'intenzionalità del gesto: inoltre doveva conoscere molto bene la foresta di Allschwil, visto che si è deliberatamente sbarazzato del cadavere in quel luogo».

Il Dna mai attribuito ad alcun sospettato - I rilievi genetici effettuati non sono mai stati in grado di attribuire le tracce di DNA rinvenute sul cadavere ad alcun sospettato. La donna era stata vista quattro ore prima di essere uccisa sulla Haltingerstrasse 4: lì vicino viveva un amico tossicodipendente dal quale si era rifugiata dopo la fine del suo matrimonio con un cittadino svizzero. Chi la conosceva aveva riferito che la fine di quella relazione l'aveva fatta cadere in un profondo stato di prostrazione.

Poi l'incontro con il suo assassino, per gli inquirenti probabilmente un habitué del giro delle prostitute: il profilo tracciato parla di un individuo «problematico con una marcata mancanza di empatia e interessi sessuali che si discostano dalla norma» riferisce 20Minuten. 

Il Ministero pubblico a caccia di nuovi indizi in tv e la speranza che ex prostitute o informatori rivelino qualcosa - Si fa appello adesso al potere massmediologico della televisione: il procuratore Mark Balke e la sua squadra sperano che a distanza di sedici anni emergano nuovi indizi, soprattutto dal mondo che ruota attorno a postriboli e case di appuntamento.

«Qualche ex prostituta o ex informatore potrebbe oggi rivelare cose che al tempo in cui fu commesso l'omicidio non si sentivano di poter confessare». Per paura anche. Oggi, fuori da quei giri, potrebbero trovare il coraggio di parlare: anche questa potrebbe essere la spiegazione che si cela dietro alla riapertura del caso nelle "aule" (oltre che di un palazzo di giustizia) di uno studio televisivo. 

COMMENTI
 
Brissago 3 mesi fa su tio
L'omerta regna sovrana anche da noi, non siamo migliori degli altri! Chi sa tace! Schifo!
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