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Il Consiglio degli Stati fa pressioni sull'asilo

Dibattito serrato sull'asilo: accolte due mozioni per rafforzare le regole, mentre la pressione sul Governo resta alta.
TiPress
Fonte ats
Il Consiglio degli Stati fa pressioni sull'asilo
Dibattito serrato sull'asilo: accolte due mozioni per rafforzare le regole, mentre la pressione sul Governo resta alta.

BERNA - Il Consiglio degli Stati mantiene la pressione sul Governo affinché agisca nel settore dell'asilo. Oggi ha accolto due mozioni nell'ambito di un'ennesima sessione straordinaria sul tema.

Le misure attuali come la riduzione della somma per le piccole spese o il divieto di accesso agli spazi comuni non hanno alcun effetto, secondo Marco Chiesa (UDC/TI). Il democentrista ticinese chiede quindi misure supplementari contro i richiedenti asilo violenti ospitati nei centri federali, ossia la possibilità di ordinare un coprifuoco fino a dieci giorni oppure una detenzione fino a dieci giorni. Il suo testo è stato accettato con 32 voti contro 11.

La strategia del Consiglio federale in materia di asilo 2027 "non è una strategia", ma si tratta di "misure cosmetiche in un sistema disfunzionale", ha deplorato dal canto suo Hannes Germann (UDC/SH).

In una mozione ha quindi chiesto al Governo di presentare una strategia in materia di asilo che persegua i seguenti obiettivi: una netta riduzione delle domande di asilo e dei costi ad esse legati, la lotta contro la criminalità, la velocizzazione delle procedure e dei rimpatri, nonché una limitazione del ricongiungimento familiare e l'aumento del numero di rimpatri. I "senatori" hanno approvato queste richieste con 27 voti contro 15 e 1 astenuto.

Il Consiglio degli Stati ha invece bocciato, seppur di misura con 22 voti contro 21, un altro testo di Pirmin Schwander (UDC/SZ) volto a diminuire l'aiuto sociale versato ai richiedenti, alle persone ammesse provvisoriamente e ai titolari di uno statuto S. Una mozione simile era già stata accettata dalla Camera dei cantoni. Un'ulteriore mozione di Esther Friedli (UDC/SG), che chiedeva l'espulsione obbligatoria dal Paese per tutti i reati in ambito domestico perseguibili d'ufficio, è stata rinviata alla commissione competente per un esame preliminare.

Pioggia di interventi parlamentari

Il "senatore" Pierre-Yves Maillard (PS/VD) avrebbe voluto rinviare tutti i testi in commissione. Dalla sessione dello scorso giugno ci sono state circa 22 mozioni e due postulati legati all'asilo, ha ricordato in aula. Conviene fare un bilancio delle mozioni trasmesse e delle modifiche legislative in corso prima di pronunciarsi ancora sul tema, ha sostenuto, invano. Le numerose mozioni trasmesse sono un segno del malcontento che persiste, gli ha replicato Daniel Fässler (Centro/AI).

Anche il ministro della giustizia Beat Jans ha puntato il dito contro le sessioni straordinarie a ripetizione, che rappresentano un notevole sovraccarico di lavoro per il Consiglio federale.

Mentre 117 milioni di persone sono sfollate nel mondo, la situazione è davvero così drammatica in Svizzera da richiedere diverse sessioni straordinarie all'anno?, si è chiesto Jans. Il consigliere federale ha ricordato che le domande di asilo sono diminuite del 7% nel 2025. Anche le richieste di statuto S sono in calo e il numero di dossier pendenti è stato ridotto a circa 3000.

Jans ha anche respinto al mittente le accuse di inazione del Governo di fronte ai richiedenti criminali. "Che cosa possiamo fare di più concreto che mettere in atto una task force incaricata di proporre modifiche legislative per risolvere questo problema?", si è chiesto ancora il ministro. Jans ha aggiunto che gli incidenti nei centri federali per l'asilo sono diminuiti dall'introduzione della procedura di 24 ore.

Le mozioni accolte passano ora al vaglio del Nazionale.

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