Benzina e diesel più cari: il Sorvegliante dei prezzi non esclude un intervento

L'organismo federale ha già ricevuto varie segnalazioni dopo gli aumenti riscontrati in svariate stazioni di servizio
BERNA - L'aumento del prezzo dei carburanti agita l'opinione pubblica elvetica. È la prima e, al momento, più visibile conseguenza del conflitto su larga scala in corso in Medio Oriente e del blocco dello stretto di Hormuz, vitale per gli approvvigionamenti petroliferi di una buona parte del mondo.
Segnalazioni già arrivate - Il rincaro notato nelle stazioni di servizio di tutta la Svizzera, Ticino compreso, non va giù alle associazioni dei consumatori («È assolutamente ingiustificato» ha dichiarato la segretaria generale di ACSI, Antonella Crüzer) e ha fatto drizzare le antenne del Sorvegliante dei prezzi a Berna. Da noi contattato, l'organismo federale guidato da Mister Prezzi, ovvero Stefan Meierhans - il cui compito è di eliminare l'aumento abusivo di prezzi e il loro mantenimento - conferma di aver ricevuto in questi giorni alcune segnalazioni relative alla crescita di diesel e benzina nei distributori svizzeri.
Settore complicato - Dalle risposte ai nostri quesiti emerge che la competenza del Sorvegliante dei prezzi sul settore «è discutibile». In Svizzera sono presenti più di 3000 stazioni di servizio, «una rete molto fitta rispetto ad altri Paesi europei». Il Sorvegliante dei prezzi è responsabile, sulla base della legge federale sulla sorveglianza dei prezzi, di monitorare come agiscono le imprese con potere di mercato, «ma solo se non vi è una concorrenza funzionante. In assenza di chiari indizi in tal senso, il Sorvegliante dei prezzi difficilmente può intervenire».
La piattaforma di comparazione dei prezzi - Ciononostante, il Sorvegliante dei prezzi ritiene importante rafforzare la concorrenza tra le stazioni di servizio e si è battuto affinché venisse creata una base legale per il confronto in tempo reale dei prezzi di benzina e diesel. Nacque così la piattaforma del Touring Club Svizzero (TCS) che permette una comparazione e che è affiancata oggi da altre, come quella di Comparis. «Tuttavia, non funziona in tempo reale e si basa sulle informazioni volontarie sui prezzi fornite dagli utenti. Sebbene questa soluzione non fornisca una panoramica completa, potrebbe comunque dare un certo impulso alla concorrenza. Il futuro mostrerà l'efficacia di questa soluzione».
Rapidi a salire, lenti a scendere - Non è la prima volta che il Sorvegliante dei prezzi si china sulla materia. Era già accaduto nel primo semestre del 2022, quando lo scoppio della guerra in Ucraina aveva fatto schizzare verso l'alto gli importi da sborsare per fare rifornimento. «Sulla base dei dati allora disponibili non è stato possibile riscontrare un aumento generale dei margini. Tuttavia, la qualità e il livello di dettaglio dei dati disponibili erano per lo più insufficienti per una valutazione definitiva». Qualcosa era comunque emerso: «Vi erano tuttavia indicazioni che gli aumenti dei prezzi dei fattori di produzione venissero trasferiti rapidamente ai clienti finali, mentre le diminuzioni dei prezzi delle materie prime venissero trasferite solo con un certo ritardo. Qualora gli attuali aumenti dei prezzi seguissero questo schema, ciò potrebbe indicare un meccanismo analogo».
Intervento non escluso - Nel caso in cui dovesse emergere un problema di scarsa concorrenza nel settore, conclude il Sorvegliante dei prezzi, «si rivaluterà l'utilità di un intervento diretto».



