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Crans-Montana, reputazione azzerata sotto i colpi dei media

Un'analisi sull’impatto mediatico della tragedia al “Le Constellation” mostra le ripercussioni negative a livello di immagine che toccano la nota località.
Foto AFP
Fonte VOLOCOM
Crans-Montana, reputazione azzerata sotto i colpi dei media
Un'analisi sull’impatto mediatico della tragedia al “Le Constellation” mostra le ripercussioni negative a livello di immagine che toccano la nota località.

CRANS-MONTANA - Settantaseimila citazioni in un solo mese, passando da località associata da sempre a un turismo d'elite, a luogo funesto destinato a occupare per molto tempo le prime posizioni nella classifica della cronaca nera.

La tragedia avvenuta nella notte di Capodanno nel locale “Le Constellation”, costata la vita a 41 persone e con oltre 100 feriti, non è stata soltanto un dramma umano: a oltre un mese dall’incendio, «l’episodio ha innescato una crisi reputazionale di ampia portata per Crans-Montana» afferma Carlo Del Bo, CEO di Volocom, tech company leader nel media monitoring.

Crisi reputazionale indotta da un'esposizione mediatica «che tradotta in controvalore economico AVE (ndr. una metrica di marketing che stima il valore economico della copertura mediatica ottenuta, calcolando quanto sarebbe costato acquistare lo stesso spazio come pubblicità), sfiora i 50 milioni di euro e restituisce la misura dell’impatto sull’immagine pubblica della località elvetica» spiega Del Bo.

L'analisi effettuata si è articolata in due filoni di ricerca: il primo, dedicato alla settimana successiva all’evento, «ha esaminato la copertura di stampa e web in Italia, Francia e Germania a partire dalla parola chiave “Crans-Montana»; il secondo, focalizzato sulle reazioni dei media internazionali nel mese di gennaio e nei primi sei giorni di febbraio, è stato invece condotto «escludendo riferimenti a “Crans-Montana” non pertinenti con la tragedia, così da isolare esclusivamente gli articoli legati all’evento e stimare con maggiore precisione il relativo danno reputazionale».

Le voci istituzionali nella settimana successiva alla tragedia - Sono le dichiarazioni dei personaggi pubblici elvetici a trainare le uscite dei primissimi giorni successivi all’incidente. Su un totale di 53.801 citazioni comparse sui media italiani, francesi e tedeschi, il 13% ha riportato infatti le parole delle istituzioni svizzere – impegnate in un’operazione molto complessa di difesa della località e della gestione della vicenda.

Il 1° gennaio a dominare sono le dichiarazioni di Frédéric Gisler, Capo della Polizia Cantonale (1.375) che riportava aggiornamenti sanitari sui feriti e tecnici sulle indagini e le dinamiche dell’incidente.

Il 2 gennaio invece sono le parole di Guy Parmelin, comparse in 1.228 occasioni, a dominare le dichiarazioni; infine, il 6 gennaio è stato il giorno chiave del Sindaco di Crans Montana, Nicolas Féraud, (1'001) che in conferenza stampa ha difeso la regolarità dei permessi del locale Le Constellation cercando di arginare le ombre emerse dalle indagini sulla sicurezza del locale.

«L’importanza di queste dichiarazioni non è solo simbolica - afferma Del Bo - infatti hanno generato un AVE pari a €2.808.707. Un valore molto elevato che indica il danno di reputazione subito dal Paese a causa della tragedia accaduta il 1° gennaio. Nonostante i picchi delle dichiarazioni di ciascun esponente si siano concentrati in giorni differenti, «il 6 gennaio risulta essere il giorno con la percentuale più elevata di articoli con dichiarazioni, il 23%».

Gli occhi del Mondo su Crans Montana - Delle 76mila citazioni, la maggior parte (65.635) arrivano dai media europei, «ma si nota che questo terribile caso di cronaca ha raggiunto addirittura il Nord America con quasi 5'000 uscite - ha rivelato l'indagine - e una presenza costante è stata rilevata inoltre sulle testate asiatiche e sudamericane (che complessivamente totalizzano 2.179 citazioni)».

Il monitoraggio di Volocom ha osservato anche che «in Italia il racconto della vicenda abbia avuto un tono particolarmente critico, chiedendo a gran voce una maggiore chiarezza rispetto alle politiche di gestione e messa in sicurezza del locale. Questo pattern narrativo si evidenzia in modo particolare nei giorni del 23 e 24 gennaio a causa della scarcerazione, su cauzione, di Jacques Moretti, proprietario di Le Constellation».

I 4 giorni di particolare intensità mediatica - Nell’analisi dello scenario globale relativa al periodo osservato, sono stati individuati quattro giorni di particolare intensità mediatica, in cui si è registrato il maggior numero di uscite su stampa e web: 1°gennaio, 2 gennaio, 9 gennaio e 1 febbraio.

«Il 1° gennaio, giorno della tragedia, ha registrato un totale di 6.674 uscite, con la Germania che ha trainato la copertura mediatica con 1.911 citazioni, incentrate soprattutto sul racconto dell’accaduto - spiega Del Bo - a seguire si è collocata l’Italia (973), al terzo posto la Svizzera con 768 articoli che contengono almeno una citazione dell’evento».

Il racconto della vicenda da parte dei media svizzeri «si è incentrato sul cordoglio espresso dal Presidente della Confederazione Svizzera, Guy Parmelin che ha definito l’evento "una delle peggiori tragedie successe in Svizzera". I media elvetici hanno inoltre dato particolare spazio a ricostruzioni e testimonianze e hanno avanzato una prima ipotesi di uno scoppio all’interno del locale».

«Un filone narrativo che ha modificato l'identità di Crans-Montana» - L’analisi dei dati delinea, in definitiva, i contorni di una crisi reputazionale importante per Crans-Montana, dispiegata in «un filone narrativo che ha modificato, almeno momentaneamente, l’identità percepita della località svizzera».

Se in un primo momento l’attenzione europea e globale si è concentrata sull’emotività e la gravità di quanto accaduto, sulla cronaca dei soccorsi e la ricostruzione dei fatti, «successivamente il focus narrativo si è spostato verso gli sforzi elvetici per contenere il danno e facendo luce sul lavoro svolto dalle autorità per fare giustizia».

Più in generale, spiegano da Volocom - «l’analisi mostra come il valore economico generato dalla copertura mediatica si sia tradotto in un danno di immagine che richiederà molto tempo e sforzi per ristabilire fiducia, sicurezza, trasparenza e responsabilità».

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