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SVIZZERA

Manager sempre più "anziani"

L'età media dei vertici aziendali nelle cento maggiori società private svizzere è di 53 anni. Tre in più rispetto a 15 anni fa
Depositphotos (BGStock72)
Fonte ats
Manager sempre più "anziani"
L'età media dei vertici aziendali nelle cento maggiori società private svizzere è di 53 anni. Tre in più rispetto a 15 anni fa

ZURIGO - Salire ai piani alti delle imprese svizzere richiede sempre più tempo: lo rivela l'edizione 2026 dello Schillingreport, lo studio annuale sui quadri dirigenti delle cento maggiori società private elvetiche presentato oggi a Zurigo dal suo autore, il cacciatore di teste Guido Schilling.

Il quadro che emerge è quello di un vertice aziendale che invecchia: l'età media dei membri delle direzioni generali ha raggiunto 53 anni, segnando un incremento di tre anni rispetto al 2011. Un dato che, secondo l'analisi, è la diretta conseguenza di due fattori paralleli: da un lato la permanenza in carica è rimasta stabile, dall'altro si accede più tardi alle poltrone più ambite.

Oggi un manager viene nominato in una direzione generale mediamente a 50 anni: vent'anni or sono l'età media di ingresso era di appena 46 anni. Per Schilling, questo slittamento non è casuale, ma riflette un cambiamento nei criteri di selezione: la vasta esperienza di leadership e di vita ha guadagnato un'importanza fondamentale nella scelta degli uomini e delle donne da mettere sul ponte di comando. E poiché un'esperienza più ampia richiede tempo per essere maturata in ruoli diversi non sorprende che l'età di nomina sia aumentata.

Il dato medio, però, racconta solo una parte della storia. La vera rivoluzione silenziosa emerge dall'analisi della composizione per fasce d'età. Attualmente meno di un manager su dieci under 45 siede nei massimi organi di gestione. Due decenni or sono la proporzione era ancora di quasi uno su quattro. Parallelamente, la quota di dirigenti con più di 50 anni è schizzata al 72%, con un 9% che ha già superato la soglia dei 60 anni. Si registra una chiara concentrazione sulle generazioni più anziane, si legge nello studio.

Un esempio emblematico di questa trasformazione arriva dal settore bancario. Schilling cita il caso di Raiffeisen: oggi oltre la metà dei membri della sua direzione generale ha più di 55 anni, mentre nel 2010 nessuno dei dirigenti apparteneva a questa fascia d'età. Allo stesso tempo, la percentuale di under 50 è precipitata dal 60% a zero.

Se da un lato l'esperto riconosce che dirigenti più anziani portano in dote un bagaglio di esperienze variegate e preziose, dall'altro lancia un monito sulle possibili conseguenze di questa omogeneità anagrafica. La mancanza di diversità generazionale - avverte - comporta il rischio che emergano punti ciechi a livello strategico. Una direzione composta prevalentemente da senior potrebbe faticare a intercettare i segnali deboli del mercato, le nuove tecnologie e i cambiamenti nei consumi, spesso compresi più intuitivamente dalle generazioni più giovani.

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