I giovani malati di cancro hanno bisogno di più sostegno

Lo chiede l'associazione Cancro Infantile in occasione della Giornata internazionale
GINEVRA - Ogni anno in Svizzera circa 350 giovani sotto i 20 anni ricevono una diagnosi di cancro. In occasione della Giornata internazionale dedicata alle vittime di queste patologie, l'associazione Cancro Infantile in Svizzera ha lanciato un appello per interventi politici e strutturali mirati a migliorare il sostegno a bambini, adolescenti e famiglie colpiti dalla malattia.
Una diagnosi di questo tipo rappresenta un evento sconvolgente per le famiglie, sottolinea l'organizzazione in una nota. La vita quotidiana viene stravolta. Grazie ai progressi medici, quattro giovani su cinque sopravvivono, ma la malattia resta una grossa sfida: i trattamenti sono intensi, l'accesso a cure specialistiche non sempre uniforme e molti sopravvissuti convivono a vita con effetti tardivi (fisici, psicologici e sociali).
L'associazione individua tre priorità urgenti. Innanzitutto serve un rafforzamento duraturo della ricerca sull'oncologia pediatrica: i tumori infantili sono rari e diversi da quelli degli adulti, con pochi incentivi commerciali per sviluppare nuovi farmaci. La ricerca, condotta soprattutto da ospedali pediatrici e università con risorse limitate, va sostenuta con priorità nazionali chiare, migliori condizioni per gli studi clinici e finanziamenti mirati, in modo da accelerare l'accesso a terapie innovative.
In secondo luogo occorre una strategia nazionale per i sopravvissuti con standard uniformi e vincolanti per l'assistenza a lungo termine. Durante il trattamento i piccoli pazienti sono generalmente ben seguiti, ma il passaggio alla medicina adulta crea spesso discontinuità: serve un coordinamento efficace tra assistenza medica, psicosociale e professionale per accompagnare i sopravvissuti nella formazione, nel lavoro e nella salute mentale.
Infine è necessario garantire un accesso equo e rapido a terapie specifiche per bambini. Molte cure indispensabili non sono omologate o rimborsate secondo criteri pensati per gli adulti, con decisioni lente, non uniformi tra i cantoni e incerte. L'associazione chiede procedure chiare, trasparenti, adeguate alle specificità pediatriche e più veloci, per eliminare disparità territoriali e alleggerire la pressione sulle famiglie.
Grazie ai progressi ottenuti negli ultimi anni dalla collaborazione tra politica, sanità e società civile si è dimostrato cosa sia possibile raggiungere. Ora serve proseguire con decisione su questa strada: strutturare terapie a misura di bambino, sostenere stabilmente i sopravvissuti e promuovere in modo mirato la ricerca. Cancro Infantile in Svizzera intensificherà nel 2026 il proprio impegno nella Berna federale per portare con maggiore forza queste richieste all'attenzione delle istituzioni.



