Ondata di cancellazioni negli hotel di Crans-Montana

Alberghi, proprietari di seconde case e appartamenti turistici riferiscono di prenotazione e contratti annullati e di un’esitazione crescente a tornare, soprattutto da parte degli italiani.
CRANS-MONTANA - Dopo il tragico incendio del 1° gennaio al bar Le Constellation, costato la vita a quaranta persone, il turismo a Crans-Montana sta vivendo una fase delicata. L’impatto emotivo dell’evento si riflette direttamente sull’economia locale, in particolare sul settore alberghiero e degli affitti turistici, che registrano un numero significativo di cancellazioni.
Come riferisce la RTS, molte strutture, pur riuscendo in alcuni casi a riempire le camere grazie a clienti abituali o a eventi già programmati, segnalano un calo improvviso delle prenotazioni subito dopo la tragedia e anche nelle settimane successive. Per limitare le perdite, gli albergatori propongono soluzioni alternative come il rinvio del soggiorno o l’emissione di voucher. Il fenomeno, secondo gli operatori del settore, è generalizzato su tutto l’altopiano.
La situazione è particolarmente delicata per la clientela italiana, storicamente molto legata alla località. Sei delle vittime erano italiane e questo ha inciso profondamente sulla percezione di sicurezza associata a Crans-Montana e, più in generale, alla Svizzera. Proprietari di seconde case e appartamenti turistici riferiscono di contratti di affitto annullati e di un’esitazione crescente a tornare, soprattutto da parte degli italiani, colpiti emotivamente e, in alcuni casi, apertamente indignati.
Secondo i rappresentanti delle associazioni locali, sarà necessario lavorare per ricostruire la fiducia, attraverso gesti concreti e una comunicazione attenta. In Italia, infatti, la vicenda ha avuto ampia risonanza mediatica e politica, mettendo sotto pressione l’immagine della località.
In segno di rispetto, le autorità svizzere hanno deciso di ridimensionare o cancellare eventi promozionali e festivi, inclusi concerti, serate di gala e animazioni legate alla Coppa del Mondo di sci.
Una scelta dettata dalla volontà di mostrare empatia e sensibilità verso le vittime e i loro familiari.



