HIV, sifilide e gonorrea: Zurigo punta sui test gratuiti

Il progetto pilota cittadino con test di screening gratuiti è destinato a diventare permanente. «Per ogni infezione da HIV evitata risparmiamo oltre un milione di franchi»
ZURIGO - Era partito come un progetto pilota, ma visto il successo si sta pensando di farlo diventare permanente. Stiamo parlando del test gratuito per le malattie sessualmente trasmissibili che a Zurigo sta conoscendo una forte adesione. Era stato lanciato dal Partito socialista nel giugno 2023 e dava la possibilità di effettuare gratuitamente il test per HIV, sifilide, clamidia, gonorrea ed epatite. Il programma era inizialmente rivolto ai giovani di una città, Zurigo appunto, che detiene il record meno lusinghiero per malattie sessualmente trasmissibili.
«La domanda è molto elevata, abbiamo liste d’attesa», ha dichiarato mercoledì in Consiglio comunale il municipale responsabile della sanità Andreas Hauri (Verdi liberali, GLP). In due anni, 6600 persone hanno già usufruito del servizio.
Ora il progetto pilota è destinato a diventare un’offerta permanente. È questa la volontà del Municipio, sostenuta in linea di principio da tutti i partiti durante il dibattito in Parlamento cittadino. Il voto finale è però previsto solo in una prossima seduta.
Prevenzione che fa risparmiare - Yves Henz (Verdi) ha parlato di una vittoria per la salute pubblica zurighese. I test precoci, ha spiegato, permettono di interrompere le catene di contagio, riducendo il numero di nuove infezioni e abbassando i costi sanitari. «Per ogni infezione da HIV evitata risparmiamo oltre un milione di franchi», ha affermato. È difficile, secondo lui, immaginare un investimento più redditizio. Il progetto pilota quadriennale costa complessivamente 3,6 milioni di franchi.
Controversi sono stati però tre punti su cui Socialisti, Verdi e Alternativa di sinistra (AL) hanno imposto un ampliamento del progetto, contro la volontà degli altri partiti. Il Municipio intendeva introdurre in futuro un contributo a carico degli utenti di circa 35 franchi per i test gratuiti. Secondo Andreas Hauri, una partecipazione simbolica avrebbe rafforzato il senso di responsabilità individuale: «Le persone riflettono di più sul proprio comportamento sessuale». Yves Peier (UDC) ha sostenuto che un’offerta completamente gratuita potrebbe incentivare atteggiamenti più imprudenti. I partiti di sinistra hanno invece ribattuto che quei 35 franchi rappresentano una barriera inutile, soprattutto per le persone con risorse finanziarie limitate, e rischiano di scoraggiare proprio chi dovrebbe essere raggiunto. Con 61 voti contro 59, SP, Verdi e AL hanno avuto la meglio.
Età: limite sì o no? - Un altro punto di scontro ha riguardato il limite d’età. Il Municipio lo aveva fissato a 30 anni, sostenendo che fino a quell’età l’attività sessuale è in media più intensa e che quindi i test gratuiti sono più efficaci. Inoltre, secondo Hauri, le persone oltre i 30 anni dispongono più facilmente dei mezzi per pagarsi autonomamente gli esami.



