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Bustine di nicotina: boom tra gli adolescenti

Lo consumano anche tra i banchi di scuola. L'allarme degli esperti: «Spesso hanno un dosaggio più elevato rispetto alle sigarette».
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Fonte Tamedia
Bustine di nicotina: boom tra gli adolescenti
Lo consumano anche tra i banchi di scuola. L'allarme degli esperti: «Spesso hanno un dosaggio più elevato rispetto alle sigarette».
ZURIGO - Dopo le e-cig, una nuova tendenza spopola tra i giovani: le bustine di nicotina. Altrimenti conosciute come "nicotine pouches", sono dei piccoli cuscinetti aromatizzati, da inserire tra il labbro e la gengiva per 30 minuti. Nell'aspetto molt...

ZURIGO - Dopo le e-cig, una nuova tendenza spopola tra i giovani: le bustine di nicotina. Altrimenti conosciute come "nicotine pouches", sono dei piccoli cuscinetti aromatizzati, da inserire tra il labbro e la gengiva per 30 minuti. Nell'aspetto molto simili allo snus scandinavo, ne differiscono perché non contengono tabacco, bensì microcristalli o sali di nicotina miscelati ad altri ingredienti e aromi. E sebbene apparentemente sembrino meno nocive delle sigarette tradizionali, in realtà contengono quantità di nicotina ben più elevate.

Tra gli effetti collaterali segnalati: forte stanchezza, disturbi gastrointestinali e perdita di peso. Il loro successo è legato anche alla discrezione d’uso: non emettono odore, possono essere utilizzate a scuola, in palestra, perfino durante le lezioni. Una moda sempre più diffusa, anche per l’effetto boomerang della nuova legge sui prodotti del tabacco, che ne vieta la vendita ai minori a partire da ottobre 2024.

Alto rischio di dipendenza - Luciano Ruggia, direttore dell’Associazione Svizzera per la Prevenzione del Tabagismo, mette in guardia sulle pagine dei quotidiani del gruppo Tamedia: «Le bustine possono provocare danni alla salute orale e allo stomaco. Non esistono ancora studi conclusivi su un possibile legame con il cancro orale o con disturbi cardiovascolari, ma la prudenza è d’obbligo».

A differenza delle sigarette, non contenendo tabacco e non generando combustione, non danneggiano i polmoni. Tuttavia, la nicotina ad alte dosi resta un potente agente di dipendenza. «Fumando una sigaretta si assorbe circa 1 mg di nicotina», spiega Luc Lebon, membro del comitato della Prevenzione Svizzera del Tabacco e direttore del Dipartimento di Prevenzione del Centro Universitario di Medicina Generale di Losanna. «Alcune bustine - stando a un'indagine scientifica realizzata in Germania - ne possono contenere fino a 47,5 mg. In media, il contenuto varia tra 2 e 30 mg. Si tratta dunque di prodotti con un altissimo potenziale di dipendenza».

Anche Ruggia conferma il rischio: «Ad alte dosi, la nicotina può compromettere attenzione e concentrazione, causare nervosismo o comportamenti aggressivi. Negli adolescenti, il cervello è più vulnerabile: prima dei 25 anni, il rischio di dipendenza è sensibilmente più alto».

Marketing mirato - L’Associazione Svizzera per la Prevenzione del Tabagismo, insieme ad altri enti europei, denuncia il tentativo delle multinazionali del tabacco di riconquistare il mercato giovanile attraverso prodotti “alternativi”. L’accusa principale: una strategia aggressiva rivolta proprio ai più giovani, con una retorica ingannevole che presenta le bustine come strumenti per smettere di fumare. Il vero obiettivo, secondo l’alleanza, è invece fidelizzare una nuova generazione di consumatori.

«Le bustine sono pubblicizzate ovunque: social, giornali gratuiti, festival musicali», spiega Luc Lebon. L’alleanza chiede un divieto rapido, in particolare per i prodotti a base di nicotina da uso orale. In Svizzera, la nuova legge sul tabacco – in vigore dal 1° ottobre 2024 – vieta la vendita ai minorenni. Tuttavia, molti giovani riescono comunque a procurarsele online.

L’Associazione Svizzera per la Prevenzione del Tabagismo valuta ora l’ipotesi di chiedere un divieto totale. Secondo Luc Lebon, «sarebbe opportuno seguire l’esempio dei Paesi più avanzati». E aggiunge: «Lo snus, probabilmente più nocivo delle bustine, è vietato nell’Unione Europea – tranne che in Svezia – da trent’anni. In Svizzera, invece, le vendite sono in costante aumento».

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