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SVIZZERASSIC contro i sindacati: «Stop alle deduzioni milionarie»

18.06.24 - 21:50
Si parla di circa 6,4 milioni di franchi, frutto di un complesso sistema di kick-back
Depositphotos (ArturVerkhovetskiy)
Fonte SSIC
SSIC contro i sindacati: «Stop alle deduzioni milionarie»
Si parla di circa 6,4 milioni di franchi, frutto di un complesso sistema di kick-back

ZURIGO - La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori (SSIC) ha preso posizione su quanto affermato dal telegiornale "Tagesschau" nell'edizione di martedì 18 giugno.

In sintesi: il denaro riscosso da tutte le lavoratrici e da tutti i lavoratori edili e dalle imprese tramite le deduzioni sulle buste paga, obbligatorie e vincolanti per tutti, torna ai sindacati attraverso programmi di sconti per i propri membri. «In altre parole, vengono incassate le deduzioni salariali da tutto il personale di cantiere per poi riutilizzarle per finanziare trasversalmente le quote associative degli iscritti al sindacato. Il sistema di rimborso ben nascosto all’interno dei contratti collettivi di lavoro non è altro che un utilizzo improprio di fondi che dovrebbero essere utilizzati per la protezione dei salari o per la formazione».

Questo utilizzo improprio, afferma la SSIC, viola le disposizioni di legge applicabili e la direttiva della Seco, che afferma chiaramente: «Non è consentito l'uso dei rimborsi per scopi puramente associativi e in relazione alle trattative del CCL». L'organizzazione attacca: «È curioso che gli stessi sindacati che si lamentano della perdita del potere d'acquisto dei dipendenti e mettono in evidenza l'aumento degli affitti e dei premi di assicurazione malattia non abbiano alcuna remora a incassare collettivamente dei milioni proprio da queste persone e a utilizzarli per la propria organizzazione invece che per la protezione dei salari e la formazione di base e continua dei dipendenti».

I sistemi di kick-back sono intessuti in maniera poco trasparente nei contratti collettivi di lavoro dichiarati di obbligatorietà generale, compresi gli accordi per il settore principale della costruzione, aggiunge la SSIC. Per abolirli, i sindacati devono dare il loro consenso, «cosa che finora si sono categoricamente rifiutati di fare».

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori afferma di aver ripetutamente invitato i sindacati, negli ultimi anni, a rinunciare a questo utilizzo improprio dei fondi destinati alla protezione dei salari e alla formazione e a rinunciare ai kick-back. Si parla di un ammontare, nel settore principale delle costruzioni, in media a circa 6 milioni di franchi. Ai quali si dovrebbero aggiungere circa 470mila franchi per i costi amministrativi dei rimborsi. «Ciò è confermato dai rapporti annuali dal 2016 al 2022 del Fondo paritetico Parifonds edilizia».

La Società Svizzera degli Impresari-Costruttori si appella ai sindacati Unia, Syna e Quadri dell’edilizia in qualità di partner per il contratto mantello nazionale e richiede di fermare immediatamente l’utilizzo improprio di fondi attraverso il sistema di kick-back nel settore principale della costruzione e collaborare per adeguare i relativi statuti e regolamenti. Non solo: le somme in questione dovrebbero essere restituite alle lavoratrici e ai lavoratori edili, nonché alle imprese interessate, «riducendo di conseguenza in futuro le deduzioni sui salari».

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