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BELGIO/SVIZZERANavigazione sul Reno, braccio di ferro tra Svizzera e UE

02.08.23 - 15:20
La Commissione europea vorrebbe rafforzare la sua influenza sui flussi di merci e persone; la Svizzera frena
Foto Deposit
Fonte ATS
Navigazione sul Reno, braccio di ferro tra Svizzera e UE
La Commissione europea vorrebbe rafforzare la sua influenza sui flussi di merci e persone; la Svizzera frena

BRUXELLES - La Commissione centrale per la navigazione sul Reno (CCNR), di cui la Svizzera è membro a pieno titolo, assicura il flusso regolare di merci e persone sul fiume. Tuttavia ciò potrebbe cambiare, poiché la Commissione europea intende rafforzare la sua influenza sulla navigazione del Reno. Il diplomatico svizzero Paul Seger, capo della delegazione svizzera presso la CCNR, ha il compito di impedirlo.

Già da una ventina di anni, la Commissione europea vuole armonizzare le regole sul Reno e centralizzare le competenze a Bruxelles. Questa tendenza si è intensificata dal 2021, scrive la Confederazione in un rapporto del 2022. Il motivo è probabilmente il "Green Deal", con il quale l'Unione europea (Ue) vuole raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Utilizzando maggiormente la navigazione interna, Bruxelles intende ridurre le emissioni di CO2.

In linea di massima, Berna accoglie favorevolmente il progetto della Commissione europea che mira a uniformare le regole della navigazione interna a livello europeo, precisa il rapporto.

La navigazione sul Reno è importante per l'economia svizzera. Secondo l'Ufficio federale dei trasporti (UFT), «più del 10% di tutto il commercio estero svizzero» passa attraverso il Reno. Secondo i porti svizzeri sul Reno, ogni anno vengono trasbordate circa sei milioni di tonnellate di merci e 125'000 container.

La Svizzera su un piano di parità - «In quanto Paese senza sbocco sul mare, non possiamo fare a meno dell'Ue per la navigazione sul Reno», ha dichiarato Seger a Keystone-ATS. Ma ciò pone problemi alla Svizzera.

Se c'è una centralizzazione delle competenze a Bruxelles, la Svizzera perderà influenza all'interno della CCNR. Inoltre la navigazione sul Reno rischia di diventare, come le tecnologie mediche, una questione politica. La missione di Seger è quella di evitare che ciò accada.

Attualmente è in corso una discussione strategica con i membri della CCNR e la Commissione europea riguardo alla ripartizione delle competenze. Secondo Seger, non solo la Svizzera, ma anche gli altri quattro membri della CCNR - Germania, Francia, Belgio e Paesi Bassi - vogliono lasciare alla CCNR più competenze possibili.

C'è una ragione per questo, secondo il diplomatico svizzero: «La CCNR è più rapida, migliore e meno costosa», perché la Commissione europea è a corto di esperti di navigazione.

Trovare una soluzione pragmatica - Seger è convinto che sia possibile trovare soluzioni pragmatiche. Fa riferimento al CESNI, un comitato comune agli Stati membri dell'Ue e alla CCNR, che dal 2015 sviluppa le principali norme per la navigazione sul Reno, con decisioni prese all'unanimità.

Tuttavia l'applicazione giuridica delle decisioni del CESNI avviene all'interno dell'organizzazione competente, ovvero l'Ue e la CCNR. «Norme comuni, ma attuazione autonoma, questo è il principio», riassume il diplomatico.

Per questo motivo la Svizzera e le altre delegazioni si impegnano a mantenere regole della CCNR negli ambiti in cui quest'ultima e l'Ue hanno competenze concorrenti. È il caso, ad esempio, della patente nautica del Reno, afferma Seger.

Recentemente la Commissione europea voleva autorizzare sul territorio dell'Ue unicamente il certificato dell'Unione e non più la patente nautica del Reno, anche se i documenti sono gli stessi. «Ciò avrebbe avuto quale conseguenza che il brevetto CCNR sarebbe stato valido solo sul tratto svizzero del Reno, lungo circa quattro chilometri», spiega Seger. Fortunatamente questo scenario è stato evitato.

Secondo il diplomatico svizzero, la CCNR deve rimanere autonoma negli ambiti che, anche all'interno dell'Ue, sono di competenza degli Stati membri, come le norme di polizia o la sicurezza. Si tratta per esempio delle regole di traffico e di priorità sul Reno o dei segnali di navigazione.

Una dichiarazione politica - Per evitare in futuro qualsiasi conflitto tra la CCNR e l'Ue, il diplomatico svizzero lavora a una dichiarazione politica che tutti i membri della CCNR e la Commissione europea dovrebbero firmare.

Vi riaffermerebbero il loro interesse comune per l'armonizzazione europea delle regole della navigazione interna, con il CESNI quale organismo centrale per l'elaborazione delle norme, indica Seger.

La CCNR riconoscerebbe che il diritto della navigazione interna è conforme all'Ue quando le norme europee sono applicabili. In cambio, l'Ue rispetterebbe il parallelismo permanente tra le norme dell'Ue e quelle della CCNR sull'intera zona del Reno e «quindi l'equivalenza dei due sistemi», spiega Seger.
 
 

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