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SVIZZERAPer la prima volta nel Consiglio di sicurezza dell'Onu

09.06.22 - 17:02
Ben 187 Stati membri dell'Assemblea generale si sono espressi a favore
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Fonte ats
Per la prima volta nel Consiglio di sicurezza dell'Onu
Ben 187 Stati membri dell'Assemblea generale si sono espressi a favore
Oltre alla Svizzera, solo Malta si era candidata per uno dei due seggi che si renderanno vacanti nel gruppo regionale occidentale negli anni 2023-2024

BERNA/NEW YORK - Per la prima volta nella sua storia, la Svizzera va a occupare uno dei dieci seggi non permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Oggi ben 187 Stati membri (su 190 voti validi) dell'Assemblea generale si sono espressi in proposito a New York.

Le possibilità della Confederazione erano considerate buone. Oltre alla Svizzera, solo Malta si era candidata per uno dei due seggi che si renderanno vacanti nel gruppo regionale occidentale negli anni 2023-2024. Insomma, non vi erano avversari diretti. 

Per occupare un seggio, uno Stato necessita almeno i due terzi dei suffragi dei paesi votanti tra i 193 membri dell'Assemblea generale.

La Svizzera sarà uno dei dieci membri non permanenti dell'organo, in cui siedono complessivamente 15 paesi. Gli altri cinque, permanenti, sono i vincitori della Seconda Guerra mondiale, ossia Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti.

Il compito principale del Consiglio di sicurezza è il mantenimento della pace in conformità con i principi e le finalità delle Nazioni Unite. È anche l'entità che vota le sanzioni che possono essere applicate in modo vincolante contro uno Stato membro dell'Onu, in caso di violazione del diritto internazionale.

Il Consiglio federale - che aveva deciso nel 2011 di candidarsi per il seggio nel Consiglio di sicurezza dell'Onu - e il parlamento, erano chiaramente a favore della candidatura elvetica.

Non è mancata tuttavia l'opposizione, specie da parte dell'UDC, che vede problemi con lo statuto di neutralità e che ancora questa mattina ha manifestato la sua contrarietà davanti al Palazzo federale.

Sia il Consiglio nazionale che il Consiglio degli Stati hanno però respinto chiaramente una mozione democentrista che chiedeva di abbandonare la candidatura.

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