20min/Marco Zangger
SVIZZERA
27.06.2021 - 22:440

I test fai-da-te sono diventati un affare

Sono molti i fornitori che (con pubblicità anche via SMS) propongono l'abbonamento per la consegna a domicilio

Per ogni test ricevono dalla Confederazione 11 franchi e 50. La produzione costa all'origine all'incirca un franco

Test fai-da-te

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - Dallo scorso aprile ogni cittadino ha diritto a cinque test fai-da-te gratuiti al mese. E da subito la richiesta è stata molto alta, anche nelle farmacie ticinesi.

In poco tempo diversi fornitori hanno esteso il servizio, proponendo un abbonamento (gratuito) per la consegna a domicilio automatica dei cinque test mensili. Un servizio che viene largamente pubblicizzato anche con SMS di massa.

Un fenomeno, questo, che per i fornitori è diventato un affare: per la spedizione di cinque test, la Confederazione versa infatti 57 franchi e 50 centesimi, come scrive oggi la SonntagsZeitung, sulla base di un giustificativo di una cassa malati. Per ogni singolo test, il fornitore riceve quindi 11 franchi e 50. La produzione costa all'incirca un franco.

Dalla produzione al cliente - Il domenicale ha ricostruito la catena di fornitura, partendo dal produttore sudcoreano SD Biosensor da cui Roche acquista i test per due franchi l'uno. Poi questi vengono rivenduti a 5,50. E alla fine farmacie e fornitori online ricevono 11,50. E la SonntagsZeitung ricorda che la Confederazione ha messo a disposizione della strategia di test ben due miliardi di franchi.

Nel frattempo, però, i test non sono più gratuiti per le persone vaccinate o guarite dal Covid. Ed ecco che molti cittadini vorrebbero immediatamente interrompere l'abbonamento che avevano sottoscritto per la fornitura a domicilio. Una disdetta che può però richiedere del tempo: l'abbonamento può infatti essere interrotto appena per la fine di agosto, «per questioni logistiche» secondo i fornitori. Uno di loro, interpellato dal domenicale, sostiene però che non si tratta di un'operazione di lucro: «Proponiamo un servizio nell'interesse della sanità pubblica che sinora la Confederazione non ha offerto».

L'adeguamento - Per quanto riguarda il rimborso dei test, le tariffe stanno per cambiare, come deciso dalla Confederazione: a partire dal prossimo 1. luglio per i test venduti in farmacia potranno essere fatturati al massimo dieci franchi e nove per quelli consegnati a domicilio.

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