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Due ginevrini potrebbero essere stati infettati nuovamente dal coronavirus a distanza di mesi dalla prima volta.
GINEVRA
21.10.2020 - 08:010
Aggiornamento : 10:00

Positivi in primavera, poi di nuovo in autunno: due casi di reinfezione a Ginevra?

Le autorità non hanno ancora confermato ufficialmente questa circostanza

Fonte 20minutes/Jérôme Faas
elaborata da Fabio Caironi
Giornalista

GINEVRA - Tra la fine di settembre e l'inizio di ottobre due pazienti che hanno contratto il coronavirus sono stati trattati da altrettanti medici ginevrini. Il loro caso è particolare, rispetto agli altri migliaia che si segnalano giornalmente in Svizzera, per questo dettaglio: entrambi erano già risultati positivi nel corso della primavera.

Uno dei due, riferisce 20 minutes, è un 30enne senza particolari problemi di salute. Alla fine di marzo aveva contratto il coronavirus e alla fine di agosto si era nuovamente sottoposto a tampone, che aveva dato esito negativo. Circa un mese dopo, il 29 settembre, un ulteriore test aveva certificato che l'infezione si era ripresentata.

Niente conferma ufficiale, per ora - Entrambi i casi sono stati segnalati all'Ufficio del medico cantonale di Ginevra. Il portavoce del Dipartimento della salute non ha potuto confermare la notizia, spiegando che solo il servizio di malattie infettive degli ospedali ginevrini (HUG) «è abilitato ad attestare eventuali casi del genere». Ha però ammesso che tale voce è giunta all'attenzione dei servizi cantonali.

Il parere degli esperti - Gli scienziati attivi a Ginevra non si mostrano particolarmente sorpresi dalla possibilità di una reinfezione. «Non ci sono cifre ma si sa che esiste» ha dichiarato Michel Matter, il presidente dell'Ordine dei medici cantonale. «È atteso che ci siano, ma in condizioni molto particolari. Non sono venuto a conoscenza di casi a Ginevra» afferma l'epidemiologo Antoine Flahault, direttore dell'Istituto di salute globale dell'Università di Ginevra. Anche la responsabile dell'unità di epidemiologia agli HUG, Silvia Stringhini, non è stata informata di pazienti che abbiano al 100% contratto il coronavirus per una seconda volta. «Al momento questi casi sono considerati molto, molto rari».

Se i test dovessero confermare la reinfezione, ci sarebbe da preoccuparsi ulteriormente? I medici gettano acqua sul fuoco: «Penso che nulla ritorni in discussione» afferma Flahault.

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