Bisognerà aspettare (ancora) per andare in Italia
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27.05.2020 - 15:180
Aggiornamento : 17:51

Bisognerà aspettare (ancora) per andare in Italia

Secondo il Consiglio federale la data del 3 giugno è troppo vicina. Dall'8 saranno però possibili i ricongiungimenti.

Dal 15 giugno saranno invece aboliti i controlli alle frontiere con Austria, Germania e Francia. Entro il 6 luglio sarà poi garantita la libertà di viaggio nello spazio Schengen.

BERNA - Ancora nessuna decisione è stata presa in merito alla riapertura dei confini con l'Italia. Secondo il Consiglio federale, la data del 3 giugno fissata da Roma è troppo ravvicinata. Dal 15 giugno, come noto, saranno invece aboliti i controlli alle frontiere con Austria, Germania e Francia. «I ricongiungimenti familiari - ha precisato Karin Keller-Sutter - saranno invece possibili dall'8 giugno per tutte le persone domiciliate in Svizzera che rispettano alcuni presupposti».

Questa è una delle diverse novità riguardo gli allentamenti delle restrizioni d'entrata, introdotte per contrastare il coronavirus, che si avranno da inizio del mese prossimo e che sono state presentate oggi in conferenza stampa a Berna dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter. Dall'8 giugno, saranno nuovamente trattate tutte le domande dei lavoratori provenienti dagli Stati dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). Dall'11 maggio, quando era entrata in vigore la prima tappa della distensione, i Cantoni potevano già esaminare le richieste depositate prima dell'apparizione delle limitazioni.

Ristabilito obbligo annuncio - Inoltre, le aziende elvetiche potranno tornare ad assumere lavoratori altamente qualificati da Stati terzi, a condizione che ne abbiano urgentemente bisogno e che il loro ingaggio sia nell'interesse pubblico. Nel contempo sarà ristabilito l'obbligo, temporaneamente sospeso, di annunciare i posti di lavoro vacanti per le persone residenti in Svizzera e sprovviste di un'occupazione. Questo permette alla loro candidatura di avere un vantaggio temporale.

«A prescindere dal passaporto, dall'8 giugno allievi e studenti potranno entrare per iniziare, proseguire o concludere la loro formazione», ha continuato Karin Keller-Sutter. Per tutte le persone titolari di un permesso di domicilio, di dimora o di soggiorno di breve durata nonché per le persone ammesse provvisoriamente, sarà possibile il ricongiungimento familiare. Si riapre anche la porta per chi vuole sposarsi con un cittadino svizzero o con uno straniero dotato di permesso di domicilio o dimora.

Per determinati gruppi provenienti da Paesi a rischio si potrà ordinare per esempio la misurazione della temperatura al confine o misure di quarantena. La canalizzazione dei voli con passeggeri dall'estero agli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea sarà cancellata.

Sconsigliate trasferte in Italia - Riguardo alla riapertura delle frontiere, l'esecutivo ha informato l'Italia di ritenere la data del 3 giugno prematura per pensare di abrogare i controlli. «Avremmo preferito se avessero aspettato, ma è una decisione sovrana che ovviamente rispettiamo», ha precisato Keller-Sutter, ribadendo i ripetuti contatti con la ministra dell'interno del governo Conte Luciana Lamorgese. D'altronde però, ha fatto notare la ministra sangallese, «nulla è ancora sicuro, la loro è per il momento solo un'intenzione».

Nel frattempo, ha aggiunto la consigliera federale, i viaggi in Italia sono «sconsigliati». Non è escluso che alla dogana bisognerà riempire uno formulario o mostrare un certificato medico. Il governo intende coordinare con la vicina Penisola e gli altri Paesi limitrofi il da farsi ed eventuali provvedimenti sanitari di confine. Saranno coinvolti anche i Cantoni di frontiera, in particolare, come richiesto da Bellinzona, il Ticino.

Mantenuta tempistica con altri Paesi - Confermata per contro dal 15 giugno la libertà totale di viaggio con Austria, Germania e Francia. I competenti ministeri delle quattro nazioni già a inizio maggio si erano accordati in questo senso e l'evoluzione sanitaria positiva permetterà di tener fede all'intesa trovata allora. Stando a Keller-Sutter, la scelta di riaprire è definitiva, a meno di cataclismi relativi a un repentino peggioramento del numero dei contagi in queste settimane.

Sempre che lo sviluppo dell'epidemia lo consenta, in generale l'obiettivo è di ristabilire del tutto al più tardi entro il 6 luglio la libertà di viaggio nello spazio Schengen e la libera circolazione delle persone, ha puntualizzato Keller-Sutter. Il DFGP intende adeguare gradualmente l'elenco dei Paesi a rischio. Una decisione sugli Stati terzi cadrà invece solo in un secondo momento. «Le nostre priorità non sono cambiate, vogliamo proteggere la salute della popolazione, ma anche tornare alla normalità», ha concluso la ministra.

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