Keystone (archivio)
GINEVRA
04.03.2020 - 16:300

Il divieto di svapare in luoghi pubblici non piace ai ginevrini

Il referendum contro la nuova legge è stato depositato in cancelleria corredato da 5'760 firme

Sono quasi 500 in più di quelle richieste.

GINEVRA - A Ginevra, il referendum contro la nuova legge sull'alcool, il tabacco e prodotti simili è stato depositato in cancelleria con 5760 firme. Lanciato dall'organizzazione di categoria dell'industria delle sigarette elettroniche, Association romande des professionnels de la vape (ARPV), contesta il divieto di pubblicità e quello di svapare in luoghi pubblici.

Il referendum ha raccolto quasi 500 firme in più rispetto alle 5294 richieste. I clienti costituiscono un quarto dei firmatari, ha detto oggi, al momento della consegna delle firme, Isabelle Pasini, presidente della ARPV.

L'associazione è molto soddisfatta che una legge fissi l'età legale per la vendita del tabacco a 18 anni. Tuttavia, si oppone a due articoli: il divieto di pubblicità nelle zone pubbliche, che equivale a vietare ai negozi specializzati di esporre prodotti del tabacco nelle loro vetrine, e il divieto di fumare nei luoghi pubblici, che impedirà al prodotto di essere provato nei negozi.

Il divieto di svapare nei luoghi pubblici avrebbe anche l'effetto di rimandare nei locali per fumatori coloro che cercano di ridurre il consumo di tabacco. E coprire le vetrine dei negozi specializzati equivale ad indicare che fumare la sigaretta elettronica è un'azione di cui bisogna vergognarsi. Il tutto sarebbe anche controproducente in termini di salute pubblica, secondo Pasini.

Sandro Scarpantoni, membro dell'ARPV, «La legge equipara la e-sigaretta al tabacco. Ma svapare fa parte della soluzione per smettere di fumare». Nei negozi specializzati - aggiunge - ci vogliono circa trenta minuti per stabilire una «diagnosi vapologica» che permette poi di consigliare il cliente nel miglior modo possibile.

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