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VALLESE
20.11.2017 - 21:550

Spopolato, il villaggio offre 25’000 franchi ai nuovi abitanti

Le regioni di montagna competono tra loro per attirare una nuova popolazione e garantirsi la sopravvivenza

ALBINEN - Settantamila franchi a una famiglia per costruirsi una nuova vita ad Albinen, villaggio di 240 abitanti nel canton Vallese. In Svizzera, come in Europa, non mancano le idee per fermare l’esodo della popolazione.

Tra Leuk e Leukerbad, Albinen si trova a 1300 metri sul livello del mare, su un pendio soleggiato della riva destra del Rodano. Al centro del paese c’è la chiesa, circondata da chalets e casette tipiche. Ma per molte si tratta unicamente di residenze secondarie.

Beat Jost, il sindaco, adora il suo paese: «Ad Albinen si respira tranquiliità. L’aria è pura, il sole è abbondante e il panorama lascia senza respiro». Inoltre, la località termale di Leukerbad si trova a soli sei chilometri di distanza. Albinen offre pochi posti di lavoro, ma la località industriale di Visp e Sion sono a mezz’ora di auto.

Scuola chiusa - Come molti altri villaggi di montagna, però, Albinen soffre l’esodo della sua popolazione. Negli ultimi anni, il villaggio ha perso tre famiglie, come spiega Beat Jost, con tre bambini. La scuola è pertanto stata chiusa.

Nel villaggio ci sono ancora due bambini che frequentano le elementari e cinque le medie. Ma ora devono andare a Leukerbad o a Leuk, a 20 minuti di autobus. Beat Jost intende fermare l’esodo e dare nuove prospettive ai giovani.

L’iniziativa - Il villaggio non manca di terreni edificabili, così un gruppo di giovani ha lanciato un’iniziativa firmata da 94 persone, che sarà presentata al voto popolare il 30 novembre. Chiunque volesse diventare cittadino di Albinen riceverà un regalo: 25’000 franchi per l'adulto e 10’000 franchi per il bambino. Una famiglia di quattro persone riceverebbe pertanto 70’000 franchi. Per finanziare l’iniziativa, il Comune metterebbe a disposizione annualmente 100’000 franchi.

L’offerta, tuttavia, è soggetta a delle limitazioni. Le persone interessate devono avere meno di 45 anni, impegnarsi a risiedere per almeno dieci anni nel comune e investire - non in una seconda casa - 200’000 franchi. I complessi immobiliari di gruppi di investitori sono esclusi.

Fenomeno insidioso - Thomas Egger, direttore del Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB), descrive l’esodo dai paesini come un «fenomeno insidioso: la chiusura di un ufficio postale non è ancora un segnale di avvertimento, ma quando l’ultimo negozio, il ristorante, il medico chiude, la situazione diventa drammatica».

I villaggi corrono al riparo. A Inden (Vallese) i residenti ricevono sconti se effettuano gli acquisti nei negozi di paese, il comune di Safien (Grigioni) offre ai suoi giovani l’abbonamento ai trasporti pubblici. Diverse altre località hanno in passato concesso sconti e incentivi per l’acquisto di terreni e abitazioni. Gondo (Vallese) ha optato per un altro approccio: un’azienda informatica vi ha installato il suo centro di calcolo. I bassi costi dell’elettricità e la disponibilità di spazi freddi (nei vecchi rifugi della protezione civile) hanno fatto gola alla società.

Il sindaco di Albinen resta fiducioso: «L’impegno finanziario del comune porterà ai risultati sperati. Ci saranno più abitanti e più introiti, ma anche più lavoro grazie alle nuove costruzioni. E, perché no, riapriremo la scuola».

Commenti
 
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Bandito976 3 anni fa su tio
Devono dare il lavoro. Non i debiti
GI 3 anni fa su tio
Posso pensare che il sindaco sia un immobiliarista o abbia a che fare con quel mondo......poi, con 100k franchetti annui non è che ripopoli Albinen a breve...Complimenti, comunque, per aver osato !
Zico 3 anni fa su tio
vengo anch'io! no tu no!

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