Cerca e trova immobili

INDIMENTICABILIUn jolly, il miglior "scarto" di sempre: Tom Brady e il sogno americano

16.01.24 - 07:00
Quella di TB12 è la storia di un ragazzo che ce l'ha fatta. Una sceneggiatura degna di Hollywood
Imago
Tom Brady insieme a coach Bill Belichick, un binomio entrato nella leggenda.
Tom Brady insieme a coach Bill Belichick, un binomio entrato nella leggenda.
Un jolly, il miglior "scarto" di sempre: Tom Brady e il sogno americano
Quella di TB12 è la storia di un ragazzo che ce l'ha fatta. Una sceneggiatura degna di Hollywood
È passato esattamente un anno dal suo ultimo ballo. Il signore degli anelli, entrato nell'Olimpo della NFL, in carriera ha polverizzato record e si è preso l'etichetta di migliore dei migliori.
SPORT: Risultati e classifiche

SAN MATEO - Niente dura in eterno, le ere sportive finiscono, ma i miti restano e le leggende sono lì per essere raccontate. Questa non è la storia di un predestinato - o di un prescelto alla LeBron James, “The Chosen One” - ma è una di quelle belle favole a stelle e strisce. È la storia di un perfezionista forgiato dal lavoro e, questo sicuramente, dotato di una capacità di pensiero e una forza mentale fuori dal comune. Glaciale, magistrale nelle scelte in cabina di regia nei momenti di maggior pressione. Dove tutti, il più delle volte, crollerebbero. La sceneggiatura è quella dell’Indimenticabile Tom Brady, ragazzo di San Mateo, guarda caso in California, che sovvertendo le etichette degli scout ha realizzato il “sogno americano”. Da sottovalutato a GOAT, Greatest Of All Time.

Oggi, coi playoff della NFL scattati nel weekend e una ricorrenza alle porte - il 19 gennaio 2002 vinceva coi Patriots la sua prima partita in post-season - è l’occasione perfetta per celebrare questo campione, capace di prendersi qualcosa come 7 Super Bowl. Sette? Sì, più di ogni singola squadra. Dato da considerarsi irreale se, tutti gli appassionati, non l’avessero visto materializzarsi sotto i propri occhi.

Uno "scarto" clamoroso
Quando si parla di Draft difficilmente le franchigie prendono una cantonata. Eppure Tom Brady, diventato il quarterback più forte di tutti i tempi, nel 2000 venne chiamato addirittura al sesto giro, in 199esima posizione assoluta (uno “scarto”, un ripiego o poco più). Jolly pescato da New England, che quel giorno - in molti lo benedicono ancora adesso - hanno cambiato la propria storia. Il giovane Tom, definito dagli osservatori come un «giocatore intelligente con caratteristiche da leader, ma senza presenza fisica, con difficoltà a improvvisare e scarsa mobilità», era ovviamente destinato a fare tanta panchina. Poi la storia andò diversamente. Profetiche le sue parole dopo il Draft, quando si rivolse al proprietario dei Pats: «Sono la migliore scelta che abbiate mai preso». Una previsione clamorosamente azzeccata perché tutti avevano “sottovalutato” il potenziale di crescita di Brady, che - per sua stessa ammissione e questo va detto - si è sempre definito più preparato mentalmente che fisicamente.

E venne il giorno
Terzo nelle iniziali gerarchie, TB12 iniziò a scalarle al primo anno, trovandosi poi catapultato nel ruolo di titolare alla seconda stagione dopo l’infortunio occorso a Drew Bledsoe. “Carpe diem”: si prese il volante dei Pats e la fiducia incondizionata di coach Belichick, si prese i playoff e il primo Super Bowl il 3 febbraio 2002 (20-17 sui St. Louis Rams), diventando l’allora QB più giovane a raggiungere questo traguardo (record poi battuto da “Big Ben” Roethlisberger).

Un binomio, una dinastia
È freschissima la notizia dell’addio a New England di Bill Belichick. Il coach 71enne si è deciso a lasciare Foxborough e una squadra ormai in netta involuzione dopo 24 anni, molti dei quali vissuti proprio con Brady. Quella dei Patriots è stata una dinastia, un’epoca d'oro probabilmente irripetibile. Intorno alla filosofia del “Patriot Way” - successi di squadra al di sopra di tutto - sono arrivati 9 volte al Super Bowl, vincendone 6 (2001, 2003, 2004, 2014, 2016 e 2018).

Freshfocus/archivioBrady e i Patriots, Bill Belichick al timone: un mix perfetto fruttato 6 Super Bowl.

Anelli, alcuni dei quali conquistati anche grazie all’aiuto di campioni come Rob Gronkowski e Julian Edelman - questo, per nominarne almeno due, va sottolineato - che fanno di New England la squadra più vincente della NFL al pari dei Pittsburgh Steelers. I segreti del successo? Braccio chirurgico, cervello e capacità camaleontiche. Insomma adattarsi e ribaltare sfide che sembravano compromesse anche grazie a una conoscenza del gioco enciclopedica. Indimenticabile il trionfo del 2017, quando con una rimonta irreale i Pats sconfissero gli Atlanta Falcons (34-28 al supplementare, recuperando da 3-28 nel terzo quarto). Lì, una volta di più, gli Dèi del Football strizzarono l’occhio al ragazzo di San Mateo.

ImagoTom Brady festeggia insieme a Julian Edelman (eroe del Super Bowl vinto contro Atlanta). Un'impresa quasi irreale.

Versione Pirata 
Quando si dice spostare gli equilibri. E non ci riferiamo alla celebre frase, rivelatasi un autogol, di Leo Bonucci dopo il suo passaggio dalla Juve al Milan. Tom Brady lo ha fatto per davvero. Era il marzo 2020 quando con un post sui social ringraziava i Patriots prima di accasarsi ai Buccaneers. Bollito? Destinato a fallire? Macché. Una luce quasi divina illuminò la Baia di Tampa. La squadra uscì di prepotenza da 19 anni di delusioni e semi-anonimato, dando vita a una cavalcata degna di un poema epico. TB12, col fido Gronkowski, arrivò alla prima stagione fino al Super Bowl, vinto piegando in finale i favoriti Chiefs di Patrick Mahomes, suo erede designato. Un trionfo che, se possibile, ha ulteriormente consacrato Brady, già nell'Olimpo del Football. Col suo settimo anello ha stabilito un record folle e difficile da credere. Il californiano ha infatti conquistato 7 Super Bowl, più di ogni altro giocatore e, soprattutto, più di ogni altra franchigia NFL. Com’è possibile? New England e Pittsburgh (in vetta all’albo d’oro) sono a quota 6, lui 7.

ImagoIl settimo e ultimo anello, vinto da "Pirata" con Tampa Bay, è stata la ciliegina sulla torta di una carriera irripetibile.
ImagoBrady e "Gronk" con la maglia dei Bucs: una coppia vincente e inseparabile.

… to be continued. Poi il vero addio
Il primo ritiro nel febbraio 2022, poi l’immediato “comeback” prolungando il legame coi Bucs per un’altra stagione (la terza). Forse quella di troppo, probabilmente quella costatagli pure il matrimonio con la top model brasiliana Gisele Bündchen, contraria alla sua decisione. La coppia, da copertina, ha poi ufficializzato il divorzio nell'ottobre 2022, raggiungendo un accordo sulla custodia congiunta degli amati figli (Benjamin e Vivian Lake). Lo scorso febbraio, a 45 anni e dopo il ko nei playoff contro Dallas - datato 16 gennaio 2023, esattamente un anno fa - il vero addio al Football. "For good”, per sempre. Il tutto dopo 23 stagioni in cui ha stracciato i libri dei record. Brady, per illustrarne ancora alcuni, vanta anche il maggior numero di partite vinte in NFL (286, di cui 35 nei playoff), il maggior numero di yards conquistate (89'214), il maggior numero di passaggi in touchdown (649) e il maggior numero di passaggi completati (7'753).

Il suo congedo, dopo il primo ripensamento, è arrivato con un post “striminzito” e senza fare troppo rumore. Non sono comunque mancati i messaggi da tutto il mondo per celebrare il Signore degli Anelli, ma non lo sportivo americano più amato dal pubblico (non ai livelli di Jordan o altri monumenti). Come mai? Un po' per il caso "deflategate" costato a Brady quattro turni di stop - parliamo dell'indagine iniziata nel 2015 per stabilire se i Patriots avessero usato di proposito dei palloni sgonfi nella finale AFC vinta contro Indianapolis -, un po' per la sua mentalità da cannibale ultra-convinto dei propri mezzi.

Sta di fatto che gli appassionati per oltre vent'anni hanno potuto ammirare un marziano in cabina di regia. Uno che, come numeri, ha lasciato dietro di sé una voragine. Per rendere l'idea del vuoto che c'è tra lui e la concorrenza, basti pensare che il secondo quarterback col maggior numero di vittorie nei playoff è Joe Montana, a quota 16 (meno della metà). Un po' meno pesante il gap nei passaggi da touchdown, con Drew Brees a 571 e Peyton Manning a 539.

ImagoTom insieme a Gisele, coppia da favola e da copertina. Nel 2022, dopo tanti anni insieme, hanno annunciato la separazione.

COMMENTI
 
NOTIZIE PIÙ LETTE