Haaland dominante, ma non basta

Norvegia campione del mondo? «No, a parte Haaland, il livello generale non è abbastanza alto».
«In Norvegia stanno lavorando bene con i giovani: nei prossimi anni potrebbero essere tra i favoriti in una grande manifestazione».
Norvegia campione del mondo? «No, a parte Haaland, il livello generale non è abbastanza alto».
«In Norvegia stanno lavorando bene con i giovani: nei prossimi anni potrebbero essere tra i favoriti in una grande manifestazione».
MIAMI GARDENS - “Quando Haaland è in campo, la Norvegia parte già da 1-0”. Così spesso si dice per provare a descrivere l’impatto di Erling Braut sulle partite giocate dalla selezione scandinava. Guardando alle ultime quindici uscite, forse il “punteggio” si dovrebbe tuttavia aggiornare. Questo tenendo conto che il 25enne è andato a segno 28 volte. Quasi due a incontro. Due come quelli che ha rifilato a un Brasile limitato quanto sprecone. Se tale media sarà confermata, anche l’Inghilterra domani (sabato) dovrà preoccuparsi. E pure molto.
«L’attaccante del Manchester City è eccezionale - ha sottolineato Arno Rossini - inutile girarci attorno. Magari tocca pochi palloni e per lunghi minuti della partita non si vede, quando però gli capita un’occasione difficilmente sbaglia. Oltre ai gol, poi, è importante per i suoi perché costringe il rivale di turno a modificare la strategia di gioco. A muoversi in campo con minore serenità».
È una stella di prima grandezza. Quindi la Norvegia può vincere il Mondiale.
«È una stella di prima grandezza ma attorno non ha una squadra all’altezza. Gli scandinavi hanno ottimi giocatori - Nusa per esempio - ma il livello generale non è abbastanza alto per puntare al titolo. Una big possono batterla. Due anche. Arrivare in fondo però no, non ce la faranno».
L’Inghilterra è alla loro portata?
«Ha Kane, che in quanto a pericolosità negli ultimi sedici metri vale Haaland - per me sono le due prime punte più forti del mondo - ma anche altri elementi di qualità. Mi aspetto una partita a “folate”. Con tanti gol. Non credo sarà uno di quegli incontri “bloccati” dove il primo che segna vince. E per quel che mi riguarda, i favoriti sono i britannici».
Haaland che predica nel deserto. Gli toccherà vivere una carriera alla Ibrahimovic: mai vincente con la sua Svezia?
«No, non per sempre: c’è la possibilità che qualcosa riesca a festeggiare. Per il gioco che fa, l’attaccante ha davanti a sé ancora una decina di anni di carriera. E in tutto questo tempo la Federazione norvegese potrebbe riuscire a “trovare” dei talenti da affiancargli. Non per caso, sia ben chiaro. Da anni quel paese sta facendo un lavoro enorme con i giovani. Hanno settecento tecnici formatori preparatissimi e ci sono tanti investimenti. Tenuto conto di ciò la possibilità di riuscire a portare in nazionale almeno 5-6 calciatori di ottimo livello, non campionissimi ma buoni da giocare in Premier League, per esempio, è alta. Ce la facessero, ecco che la selezione scandinava potrebbe davvero fare il salto di qualità».
Con Haaland come punto fermo…
«Cambia tutto: la programmazione è più facile. Se nei prossimi anni “spunteranno” altri giocatori importanti, la Norvegia salirà di livello e potrebbe partire tra le favorite in una grande manifestazione».









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